I bambini ebrei che Sezze strappò all’Olocausto; una di quelle vicende che è entrata nel mito, ma direi più nella storia locale. Sono vicende d’amore, accoglienza e genitorialità, quando questo termine non si usava, ma si esercitava.
I bambini ebrei che Sezze strappò all’Olocausto
Sono storie d’amore filiale incondizionato, scritte su vecchi libri polverosi un po’ abbandonati. Enormi volumi dalle pagine ingiallite e un po’ appiccicate tra loro, che sotto le feste ci ricordano chi siamo e come essere solidali. Ci rammentano le nostre radici, che affondano in un terreno fertile, irrorato dalla fratellanza, dal sapersi aiutare nelle difficoltà, senza chiedere nulla e sapendo dare tutto.

All’epoca sapevamo vivere accanto a chi aveva una religione diversa dalla nostra e le persone semplici, umili, di cultura schietta e popolare, sanno farlo ancora. Dovrebbero voltarsi a guardarle i gran professoroni che si “scannano” cavalcando ideologie. E invece ci sono state donne speciali, che durante la guerra facevano le acrobazie e rischiavano la vita per dar da mangiare ai figli. E anche uomini speciali come Quirino detto Cucchiarone, un eroe rimasto nel tessuto del tempo. Cucchiarone era padre di 5 figli, ma raramente si parla della paternità.
Quirino Cucchiarone
Raramente si parla dell’amore di un padre che può essere tenero come quello materno. Oggi si cita sempre la maternità, come se i figli li facessero solo le donne e invece no. Quella era l’epoca dei rastrellamenti, dell’incertezza e di un grande senso di smarrimento. Pio XII temendo un’accelerata dei rastrellamenti come era accaduto in Olanda, al protestare dei vescovi, non alzava i toni e agiva nell’ombra, ma non era il solo.

Anche qui, nell’agro pontino uomini come Cucchiarone marito di Giuseppina Di Trapano, ragionò come era d’uso all’epoca. Insomma cinque figli, sei o sette, cambiava poco, perché i “figli sono figli”. Cucchiarone decise di prendere con sé nel suo podere a Bocca di Fiume, sito sulla Migliara 45, dei bambini ebrei senza pensarci due volte. Molti ebrei erano disposti a elargire somme di denaro e gioielli per essere aiutati, ma Chucchiarone non chiese nulla.
Shoah – I bambini ebrei che Sezze strappò all’Olocausto
Mescolandoli ai suoi, li nascose benissimo mettendoli in mostra, semplice e geniale. Aveva detto ai suoi figli che quelli erano fratelli e così avrebbero dovuto dire se qualcuno gli avesse chiesto qualcosa. Del resto, una nidiata di bambini riesce a passare inosservata, ma è innegabile che il rischio c’era. Nessuno gli aveva ordinato di fare un gesto così grande al signor Quirino, che come un po’ tutti i setini aveva uno spirito autonomo e indipendente.

Quindi come si dice a Sezze, quei bambini erano “mammocci”, che come più facilmente accadeva all’epoca, erano diventati naturalmente fratelli dei figli biologici di Cucchiarone. I bambini legano subito, giocano insieme e diventano sul serio fratelli in modo semplice e naturale. Quando e se i tedeschi chiedevano di quei bimbi che come una cucciolata brulicavano e giocavano assieme, Cucchiarone rispondeva che erano tutti i suoi e probabilmente era così che li sentiva.