Reperti archeologici pontini trafugati nel tempo, a volte remoto, che però in quest’epoca, stanno lentamente tornando. Sempre più ci sono paesi che restituiscono, come il Vaticano, il Regno Unito, Gli Stati Uniti, L’Italia stessa e non solo.
Reperti archeologici pontini trafugati
Per ristabilire alcuni principi storici, per una giusta narrazione e per ricostruire la “giusta trama”, si deve insistere affinché si segua ancora tale linea di condotta. Questa volta dobbiamo fare un passo indietro e tornare ai tempi della Seconda guerra mondiale, cercando di rincorrere oltre 200 reperti archeologici trafugati da Latina e dintorni. E’ vero che tombaroli e non solo, hanno scavato e venduto molti oggetti, finanche manomessi, tagliati e venduti a pezzi, cose che fanno tremare i polsi. Però c’è chi indaga e lavora, come in questo caso e in molti altri, il Nucleo tutela dei Beni culturali dell’Arma dei Carabinieri di Monza.

E’ davvero grande il lavoro fatto dai Carabinieri in questi ultimi decenni. Si cerca nelle aste internazionali, come in Svizzera o nel Regno Uniti. Si “spulciano” piattaforme di e-commerce e siti specializzati nella vendita di opere d’arte. A volte certificati e certificati sono falsi.
Nucleo tutela dei Beni culturali dell’Arma dei Carabinieri di Monza
A volte la preziosa refurtiva fa il giro del mondo. Nel caso specifico, questi preziosi reperti erano nel Museo della Torre di Capodiferro e trafugati durante Seconda Guerra Mondiale. Tra essi, anche due statue raffiguranti i ritratti di Tiberio e Druso Minore. Li vedremo esposti al Castello Ducale di Sessa Aurunca. Le statue sono rientrate in Italia nel 2017 dal Cleveland Museum of Art, dove erano dal 2004.

Tempi un po’ lunghi, direi troppo per recuperare la refurtiva. Il museo le aveva acquisite. Stando alle indagini, le opere erano state trafugate dal Museo Civico di Sessa Aurunca durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra il lusco e il brusco, ricalcando lo stile dei soldati napoleonici, soldati inquadrati sotto il Corps Expéditionnaire Français, fecero il colpo di mano. Al riguardo ricordiamo che al Louvre ci sono circa 248 opere italiane rubate. Sangiuliano ha chiesto indietro, ma tutto tace, secondo lo stile transalpino.
Ministro Sangiuliano
Tornando a questi ultimi reperti recuperati, ad un certo punto li troviamo a Parigi e venduti all’asta a mercanti d’arte. Poi sono finite nello stato dell’Ohio che, secondo l’attuale costume statunitense, accertata la provenienza illecita, ha concordato la restituzione col Ministero dei Beni culturali.

Questa non è la prima volta che dagli Stati Uniti, restituiscono il mal tolto all’Italia. In ultima analisi, va detto che il museo “spogliato”, in questione, occupava tutti i quattro piani della torre. Erano esposti numerosi reperti, dai numismatici e altri risalenti al Medioevo. Non tutto però è stato possibile rintracciare e ricollocare. Centinaia di pezzi in oro, argento e anche un dipinto raffigurante Giulia Gonzaga. E poi ancora stampe antiche rappresentanti vedute del territorio di Minturno, Gaeta, Fondi e Formia. Inoltre altri reperti riguardanti Maria Cristina di Savoia e i circa 8000 volumi custoditi nella biblioteca.
Picasso in Italia – Reperti archeologici pontini trafugati
Orbene, molti sono finalmente tornati a casa grazie al prezioso lavoro del nucleo tutela dei beni culturali dell’Arma dei Carabinieri di Monza.

Ancora oggi, si cercano 7 Picasso rubati ad una famiglia nobile di Sessa Aurunca dalla gendarmeria francese, denuncia del 1944 e ritrovata ” dall’Associazione Nazionale vittime delle “marocchinate” e trasmessa nel 2022 ai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.