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Primo incontro al Palazzo della Cultura per il progetto COESI

Il Palazzo della Cultura ospita il primo incontro dove parliamo del progetto CO.E.S.I.- Comunità educanti, sinergiche, inclusive. A seguito dell’emergenza bellica, la gestione sul territorio del fenomeno dell’emigrazione dall’Ucraina porta a riflettere su realtà relativamente nuove. Ma dobbiamo anche reinventare il nostro modo di pensare l’inclusione sociale. Per tutte queste ragioni, è bene iniziare a pensare ad un percorso nuovo. Impariamo a curare aspetti pedagogici interculturali. Poi ci sono altri aspetti linguistici e pedagogici.

Primo incontro al Palazzo della cultura per unire Italia e Ucraina

Ad aprire il primo incontro del progetto è una riflessione su quanto sta accadendo in Ucraina. Senza dubbio si tratta di una delle emergenze umanitarie più sentite e che più preoccupano l’opinione pubblica. Sicuramente, il Terzo Settore è quello che sta cercando di offrire un certo supporto e servizi ai profughi ucraini. Anche per questo è molto importante comunicare l’impegno delle organizzazioni come l’associazione Minerva, formazione e lavoro, e l’associazione ACLI Frosinone. In breve, sono due importanti realtà con cui la Cooperativa Autentica è in relazione per questo progetto. D’altra parte, il volontariato e il terzo settore sono molto importanti. Ugualmente, abbiamo anche figure professionali. Per esempio, la partecipazione di una mediatrice che presta un servizio di traduzione in lingua ucraina. Importante per spiegare il progetto ai destinatari. Si tratta di donne che scappano dalla guerra. Ma che pensano di tornare nel loro paese.

Primo Incontro Convegno
Convegno di lunedì 11 luglio al Palazzo della Cultura.

Il dott. Antonio Felice Fargnoli, progettista, spiega come il Finanziamento sia un punto di forza del progetto. Infatti, bisogna sostenere anche economicamente lo svolgimento di attività di interesse generale. Anche per questo sono sempre utili le reti associative. Vero è che i volontari sono quelle figure che stanno più a contatto con gli utenti. Con una crescita a livello personale, e professionale. Si tratta di un lavoro che sviluppa doti relazionali notevoli. Particolarmente importante per chi manca di esperienza lavorativa. D’altronde, le attività del progetto non sono perfettamente definite. Significa che possono cambiare nel corso del tempo. Soprattutto, questo è un lavoro dove essere operativi in maniera multi-task, flessibili e bisogna creare relazioni. Per esempio, relazioni con i bambini e le mamme. Ma poi ci sono anche gli altri operatori e le associazioni di riferimento.

Le educatrici propongono attività e giochi con i bambini

Nella seconda parte dell’incontro, un ruolo centrale è stato quello delle educatrici. Infatti, vero è che la guerra in Ucraina costringe migliaia di bambine e bambini a lasciare la loro terra, la loro casa, i loro affetti. Allo stesso tempo, stravolge la loro infanzia. Tantissimi minori sono accompagnati dalle loro madri. Mentre i papà sono rimasti a combattere per difendere il Paese. Nel primo incontro al Palazzo della Cultura, alcune educatrici sono entrate nel tema del sostegno all’integrazione e all’inclusione sociale di questi bambini. Sicuramente è utile per instaurare un rapporto di fiducia, la proposta è il gioco. Inoltre, le educatrici pensano che questo sia un modo semplice anche per imparare la lingua italiana. Una lingua che stanno conoscendo piano piano. Per concludere, avere un primo approccio con i bambini è un risultato ottimo. Infatti, può far guadagnare anche la fiducia delle mamme.

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