Il primo carico è arrivato dalla Basilicata. Da Matera a Varsavia e ritorno in due giorni, per portare materiali e apparecchiature che serviranno in Ucraina al fine di garantire la sicurezza delle opere d’arte. La richiesta di aiuto è venuta da Marco Gallipoli, un italiano che vive a Leopoli, città il cui centro storico dal 1998 è stato inserito nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Il materiale è partito, come per un ideale gemellaggio, proprio da Matera, città che nel 2019 è stata capitale europea della cultura.

panorama ucraina

Si chiama Progetto Save Ukraine Art 2022 ed è stato lanciato da Marco Gallipoli e dalla compagna ucraina Ustyna Soroka. La coppia, che vive ed è rimasta a Leopoli dopo avere mandato in un Paese sicuro i due figli piccoli, ha attivato un progetto per mettere in sicurezza le opere d’arte dell’Ucraina. Progetto che è stato condiviso dai responsabili delle principali istituzioni culturali ucraine. A cominciare da Taras Wozniack, direttore della Galleria Nazionale delle Arti di Leopoli e coordinatore di una rete di musei.

Il grido di aiuto dall’Ucraina, dove per proteggere le opere d’arte si stanno “usando i cartoni della frutta, delle banane”

Sono ancora negli occhi di tutti l’immagine simbolo del Cristo Salvatore che si trovava nella cattedrale armena di Leopoli e che dopo lo scoppio della guerra è stato chiuso in un container e messo nei sotterranei. Così come le immagini delle sculture avvolte in materiali ignifughi e impacchettate in sacchi per resistere ad eventuali esplosioni. Ma non basta. Per preservare dalla distruzione le opere d’arte, spiega Taras Wozniack, “Abbiamo bisogno dei materiali di imballaggio resistenti all’umidità e al fuoco, nonché deumidificatori e umidificatori per mantenere la temperatura e un’umidità adeguata durante lo spostamento degli oggetti”.

arte ucraina

Save Ukraine Art 2022 ha trovato il supporto di importanti musei italiani, a cominciare dai Musei Civici di Venezia. E di un team di progetto in Italia (manager, imprenditori, esperti del settore) che collabora strettamente con i promotori dell’iniziativa in Ucraina. Per pianificare e accelerare gli invii in una situazione che diventa di giorno in giorno più difficile. Oggi i materiali disponibili per proteggere le opere d’arte in Ucraina sono pochissimi e non adatti allo scopo. “Stiamo usando i cartoni della frutta, delle banane”, dicono dall’Ucraina. Si fa quello che si può con quello che si ha, ma serve ben altro. A cominciare da apparecchiature per schedare, fotografare, archiviare. Per questo è nato Save Ukraine Art 2022. Con un sito, https://saveukraineart22.org/, continuamente work in progress e dove sono già indicati i materiali e le apparecchiature che servono, i contatti, i luoghi di riferimento e tante altre informazioni.

I preziosi siti UNESCO che la guerra ha messo in pericolo

Salvare le opere d’arte significa anche preservare il futuro, questa la convinzione di chi ha lanciato il progetto. Perché l’arte e la cultura sono una delle componenti fondamentali dell’identità e dell’orgoglio di una nazione. Sono numerosi i siti UNESCO presenti in Ucraina. Oltre al centro storico di Leopoli che l’UNESCO ha eletto a sito dell’umanità per l’eccellente esempio di fusione di tradizioni architettoniche e artistiche dell’Europa orientale con quelle italiane e tedesche”, sono siti UNESCO anche la Cattedrale di Santa Sofia e il Monastero di Pechersk Lavra a Kiev. E’ sito UNESCO, nella mitteleuropea Chernivtsi nel sud ovest dell’Ucraina, il grande complesso universitario già residenza dei Metropoliti della Bucovina e Dalmazia.

Kiev, Cattedrale di Santa Sofia
Kiev, Cattedrale di Santa Sofia (crediti Maksym Kozlenko CC BY-SA 4.0)

Sono incluse fra i siti patrimonio dell’umanità anche le Foreste primordiali di faggi nei Carpazi, una grande attrazione naturale compresa tra i territori dell’Ucraina e della Slovacchia. Sono situate tra i monti di Rachiv e di Chornohirskyi. Rientra tra i siti certificati anche l’Arco Geodetico di Struve che in Ucraina ha quattro punti. Si tratta di una catena di punti che va dalla Norvegia al Mar Nero e che serve a determinare le esatte forme e dimensioni della terra in quell’area. Altri siti in Ucraina sono in attesa di certificazione. Fra questi, anche i porti genovesi nella oggi tanto discussa Crimea. Il centro storico portuale di Odessa che tanto ha di architettura italiana. Le rovine dell’antica città di Cherson, oggi uno dei più contesi e drammatici scenari di guerra.

(crediti foto: sito saveukraineart22.org)

L’Italia in prima linea per salvare l’arte in Ucraina ultima modifica: 2022-03-31T12:30:00+02:00 da Cristina Campolonghi

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