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Guerra tra Russia e Ucraina, quale impatto psicologico?

È guerra da quando la Russia ha invaso l’Ucraina. Pertanto stiamo assistendo da settimane in maniera incredula a quello che sta succedendo. Immancabilmente la nostra memoria ci riporta a tutte quelle guerre delle quali abbiamo letto. Ma anche a quelle alle quali abbiamo assistito come spettatori e/o vissuto. Ma cos’è la guerra? La guerra è un conflitto. Difatti significa esercitare una forza coercitiva su qualcuno con lo scopo di possedere, di prendere, di ridurre a uno stato di totale sudditanza l’altro.

L’impatto psicologico della guerra

La guerra ha un impatto psicologico notevole sul genere umano. Suscita infatti paura e stati di ansia considerevoli. “La paura è la prima emozione che ci assale. Lo fa esattamente come fa una guerra: assale. Ed è proprio insito nel concetto di assalto che si insidiano le paure. Tra di esse vi è l’atavico terrore della morte. Pertanto verso essa nulla possiamo. La morte trova la sua massima espressione nel concetto di guerra. Un vissuto che si ripropone ora. Quest’ultimo fa capolino dopo l’angoscia sperimentata in due anni di pandemia” – spiega la dottoressa Eugenie Alderisio psicoterapeuta a Milano e Novara e consulente del portale Mustela Formazioneinfanzia.it.

Guerra Ucraina

La psicoterapeuta ci spiega inoltre che accanto alla paura della guerra si fa strada un vissuto di impotenza. Quest’ultima è un’altra condizione che ci ferisce. Anch’essa infatti presuppone l’impossibilità di compiere un’azione.

Gli stati d’animo della guerra

Paura e impotenza generano stati d’animo di grande sofferenza. Pertanto è foriera di patologie quotidiane avanzate dall’individuo. Queste patologie diventano degli strumenti difensivi atti alla sopravvivenza dello stesso. I principali stati d’animo suscitati dalla guerra sono il disagio e l’ansia. Quest’ultima sfocia nella depressione ed è caratterizzata da disturbi del sonno, dell’alimentazione e delle relazioni. “Quando tutto intorno a noi esplode lascia solo devastazione. Questa entra nei nostri corpi come fossero piccole schegge. Esse sono pertanto capaci di generare grande dolore. L’impotenza ci atterrisce. Scene di esplosioni, assalti, spari, boati, botti, sono tutti elementi distruttivi che appartengono alla semantica bellica. Quindi in egual misura entrano nel cervello e si legano al concetto di morte”, puntualizza la Dott.ssa Alderisio.

Come salvarci dall’angoscia della guerra

Aiuto

Abbiamo un unico strumento per gestire i nostri stati interni. Questo è il dialogo. Parlare con l’altro infatti significa insegnare ma anche apprendere, sapere, conoscere. È la conoscenza che rende tutto più accettabile, digeribile, semplice. Il condividere con l’altro è prezioso. Ci permette di alleggerirci. Pertanto consente di concretizzare l’accettazione delle nostre paure. Ciò si attua attraverso un rispecchiamento emotivo tramite l’altro che vive le stesse nostre emozioni dolorose.  

L’impegno dell’associazione EMDR

Nel contesto attuale la mobilitazione dei professionisti della salute mentale arriva anche con azioni concrete. Infatti l’associazione EMDR Europe si occupa di terapia efficace e d’elezione per i disturbi post-traumatici e altre condizioni mentali. L’associazione EMDR Europe rappresenta circa 38 Associazioni nazionali provenienti da tutta Europa. È inoltre raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Quindi tutti i suoi membri sono pronti a fornire aiuto psicologico specializzato e sostegno alle persone provenienti dall’Ucraina che fuggono dal loro paese. Allo stesso tempo sta fornendo strumenti ai terapeuti ucraini per lavorare con la popolazione. Questi strumenti sono miranti al sostegno psicologico di chi subisce la guerra.

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