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Monte Sant’Angelo sul Gargano candidata Capitale della Cultura 2025

In questo lunedì sera, 31 ottobre 2022, in cui prosegue il ponte di Ognissanti, ho pensato di narrarvi qualcosa su un luogo che è parte della mia fanciullezza. Monte Sant’Angelo, sul promontorio del Gargano, è tra i 16 comuni italiani ad aver presentato la propria candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2025. Monte Sant’Angelo – che custodisce il Santuario di San Michele Arcangelo (Patrimonio dell’Umanità Unesco) – è un comune della Puglia caratterizzato da aree montuose ma anche pianeggianti e bagnate dal mare. Una perla in cui molte particolarità si intersecano.

Terribilis est locus iste hic domus dei est et porta coeli

«Terribilis est locus iste» (Trad. “Questo luogo suscita deferenza”), è ciò che vedrete iscritto nell’apprestarvi a superare la porta della Basilica Celeste di Monte Sant’Angelo. Antico luogo di culto sul Gargano, si narra che l’arcangelo Michele apparve quattro volte agli abitanti di Monte Sant’Angelo. La prima apparizione è datata nel ‘490 d. C. in concomitanza al pontificato di Felice III.

Monte Sant'Angelo
Case bianche sul Gargano – Pixabay

Il Santuario di San Michele Arcangelo – detto anche Celeste Basilica – è uno dei maggiori centri di culto dell’intero occidente. Questo santuario mistico è collegato con una linea immaginaria perfetta ad altri sei luoghi di culto lontani ma perfettamente adiacenti come punti di questa linea. Questi santuari costituiscono oggi la Via micaelica. Parliamo di Skellig Michael in Irlanda, St Michael’s Mount in Cornovaglia, Mont Saint Michel in Francia, la Sacra di San Michele in Val di Susa, il Santuario di San Michele Arcangelo, il Monastero di San Michele Arcangelo di Panormitis in Grecia e il Monastero del Carmelo in Israele.

Monte Sant’Angelo, luogo di culto e meraviglia

Dopo la prima apparizione dell’arcangelo Michele nel ‘490 d.C., fu eretto il primo santuario nel ‘493, sulla grotta dove il principe delle milizie celesti comparve. Solo nel ‘588 venne eretto il convento sull’isolotto irlandese di Skellig Michael e solo nel ‘988 fu realizzata la Sacra di San Michele in Val di Susa.

Santuario di Monte Sant'Angelo
Santuario di San Michele Arcangelo – Pixabay

Mi-ka-El, Chi è come Dio?”…

Nell’ebraismo, nel cristianesimo e nell’Islam San Michele è un arcangelo. L’8 maggio del ‘490 d.C. San Michele apparve per la prima volta a Lorenzo Maiorano, santo e patrono di Manfredonia, perla del mare pugliese. La linea immaginaria che unisce i monasteri e i santuari sopracitati sembrerebbe inoltre raffigurare la spada di San Michele vittorioso contro le forze del male.

San Michele Arcangelo
Mi-ka-El – Pixabay

Due livelli – uno superiore e uno inferiore – caratterizzano la struttura del Santuario di San Michele Arcangelo in Puglia. Sul livello superiore svetta la torre angioina voluta da Carlo d’Angiò. La scalinata angioina, invece, ci conduce nel livello inferiore dove è situata la grotta, ma anche le cripte e il suggestivo museo. La statua dell’arcangelo – ad opera di Andrea Sansovino – è un vero e proprio capolavoro rinascimentale. Oltre alla statua del santo troveremo la cattedra episcopale e altri elementi di pregio e di significato. L’arcangelo Michele riapparve al vescovo di Siponto (Manfredonia) nel ‘492 e nel ‘493 d.C. (data nella quale Mi-ka-el disse al vescovo Lorenzo Maiorano di aver egli stesso consacrato la grotta e che una cerimonia di consacrazione non sarebbe stata necessaria). La grotta a tutt’oggi non è mai stata consacrata dagli uomini.

La quarta e ultima apparizione di San Michele Arcangelo

“Al principe degli angeli – vincitore della peste”. Ci troviamo nel 1656 e nell’Italia meridionale circola l’epidemia della peste che ha colpito duramente la popolazione di Monte Sant’Angelo. Albeggiando, il 22 settembre di quell’anno, l’arcivescovo Alfonso Puccinelli avverte una sorta di terremoto; anche qui ci troviamo su Monte Sant’Angelo, dove ebbe luogo la quarta apparizione dell’arcangelo. In questa occasione vennero scolpite sulle rocce della grotta le iniziali M.A. che stanno per “Michele Arcangelo”. La peste scomparve in città. San Michele si celebra il 29 settembre e viene raffigurato come un essere alato provvisto di un’armatura e con in mano una spada con la quale sconfigge un drago. Princeps militiae caelestis (dal latino) è un culto proveniente da Oriente. I santuari dedicati a San Michele, che formano la linea immaginaria di cui sopra, sono quasi equidistanti tra loro.

Monte Sant’Angelo, gioiello del Gargano

Il centro urbano di Monte Sant’Angelo ha origini antiche. Esso si sviluppò tra il 1086 e il 1105 attorno alla sacra grotta. Honor Montis Sancti Angeli (Monte Sant’Angelo) fu donato a Giovanna d’Inghilterra nel 1177. Il luogo conseguì il titolo di ‘Città‘ nel 1401 e nel seicento iniziò a far parte del Regno di Napoli. Nell’ottocento entrò a far parte del Regno d’Italia. Già delizioso centro, Monte Sant’Angelo aumentò il suo prestigio con il riconoscimento da parte dell’UNESCO del Santuario di San Michele Arcangelo come Patrimonio dell’Umanità nell’estate del 2011. Su Monte Sant’Angelo, nel 1216, salì anche San Francesco D’Assisi. Tra il 1266 e il 1285 Monte Sant’Angelo fu oggetto di modifiche ad opera degli angioini con la ristrutturazione della basilica e l’innalzamento del campanile.

Curiosità…

Legati al culto dell’arcangelo Michele troviamo a Monte Sant’Angelo i Sammecalere de Monte, ossia artigiani che scolpiscono la pietra di Monte Sant’Angelo. Durante il Regno dei Borboni costoro erano gli unici a poter riprodurre la raffigurazione del principe delle milizie celesti. Questi scultori mostravano la loro maestria con bassorilievi in pietra calcarea del Gargano e alabastro. Il Museo di arti e tradizioni popolari del Gargano a Monte Sant’Angelo documenta fotograficamente l’attività di questi abili artigiani.

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