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Una sfilata a sostegno del commercio locale – riflessioni con Milena di Chiara Accessori

Come possono le piccole botteghe di Paese e i negozi di quartiere affrontare questo periodo di emergenza sanitaria? Ma veramente è tutta colpa della crisi? Qual è la ricetta vincente che può sostenere il commercio locale? e soprattutto è possibile mettere in piedi una sfilata a sostegno per il commercio locale? Ho avuto modo di confrontarmi con Milena dell’azienda Chiara Accessori che proprio lo scorso dicembre ha organizzato nella sua azienda una sfilata interamente online e a “chilometro zero”. Un evento che nel suo complesso era semplice e familiare proprio come l’atmosfera che ogni giorno Chiara Accessori cerca di offrire ai suoi clienti. 

Forse è proprio questo il bello dei negozi locali. Un ambiente piccolo e familiare ben diverso dai grandi supermercati e dai centro commerciali sempre più imponente dove il senso di smarrimento è all’ordine del giorno. Comprare nella bottega sotto casa è naturalmente un’atmosfera che cerca di discostarsi da quel senso di impersonalità del commercio online. Forse è proprio da qui che devono ripartire i piccoli negozi? 

Combattere la crisi con la creatività – la nascita di un progetto 

Una Sfilata Per Il Commercio Locale Foto Di Gruppo
Una Sfilata Per Il Commercio Locale Foto Di Gruppo foto concessa da Milena

Tempo fa lessi un libro scritto da Seth Godin intitolato “La mucca viola”, per chi non lo avesse mai sentito non stiamo parlando della mucca della Milka ormai diventata il marchio di fabbrica di questa grandissima azienda dolciaria, ma parliamo un qualcosa di diverso in grado di distinguersi e di fissarsi nella mente del consumatore. 

La chiave di volta che potrebbe permettere al piccolo negozio di quartiere di salvare la propria attività potrebbe essere proprio questo. Anche Milena in questo mi ha raccontato il grande valore di mettersi in discussione per vendere un’emozione in primis, prima ancora che un prodotto. Da qui è nata l’idea della sfilata, un’idea semplice eppure allo stesso creativa e d’impatto. 

“Il tutto è nato perché in questo periodo le persone non vengono più nel negozio, ma ci siamo detti ‘quale migliore soluzione se non quello di andare nelle case dei nostri clienti’, non con i soliti social che usiamo tutti i giorni o meglio volevamo toccare emozionalmente, come se fosse dal vivo i cuori di chi ci guardava. Da lì è nata l’idea della sfilata online. Questa è stata una cosa “fatta in casa”, anche perché abbiamo dovuto rispettare le regole per il Covid, anche se avremmo voluto fare molto di più. Abbiamo poi voluto organizzare l’evento di sera in quanto proprio di sera non si può uscire. L’idea è stata poi di permettere a chi ci guarda di vedere la sfilata comodamente sul divano per una mezz’oretta, una cosa diversa insomma. 

Non a caso abbiamo organizzato la sfilata nella nostra azienda perché è lì dove “progettiamo il futuro”, dove nascono i nostri prodotti che vengono messi nei negozi, ma soprattutto è lì che viviamo le nostre passioni e le nostre preoccupazioni”. 

Negozi fisici e commercio online – due mondi paralleli 

Un Esempio Di Commercio Online
Un Esempio Di Commercio Online – Foto di StockSnap da Pixabay

Un aspetto di cui si parla quando trattiamo il tema della difficoltà che il Negozio Fisico affronta tutti i giorni è proprio il parallelismo con l’e-commerce che soprattutto in periodo di pandemia sta facendo in qualche modo da padrone. E se il segreto sia proprio quello di affiancare questi due aspetti? Il commercio fisico e quello online? Su questo aspetto Milena ci racconta come sia importante credere nell’online senza tuttavia dimenticare che ci sono realtà come i negozi di abbigliamento che hanno bisogno del rapporto con la clientela. Un vestito va provato e va fatto proprio già dalla prima volta che lo si indossa. 

“In questo momento il mercato online sta facendo da padrone. Noi ci crediamo e in piccolissima percentuale facciamo anche noi. Tuttavia la nostra clientela ama toccare il prodotto, venirselo a provare. Noi non vendiamo solo servizi, vendiamo sorrisi, emozioni, chiacchiere, lo stesso nostro servizio. Vendiamo molto di più di un vestito ed è quello che fa la differenza. Chi viene in negozio ci passa a salutare, ma può capitare che trovi qualcosa che gli piace e magari è appena arrivato. Noi dobbiamo fare la differenza con l’emozione.

Le nostre clienti sono diventate con il passare del tempo anche nostre amiche. Questo è in fondo che ci distingue dalla vendita online. Io credo che se i negozi di Paese vogliono sopravvivere devono investire anche su questo. Questo perché le persone possono comprare una lavatrice o un telefonino, ma non possono permettersi di comprare un vestito o un paio di scarpe, un vestito prima di tutto va indossato, amato”. 

Una sfilata per il commercio locale – la pandemia 

Un Primo Piano Di Una Modella
Una sfilata per il commercio locale – Un Primo Piano Di Una Modella

Ultimo ma non meno importante Milena ci parla dell’impatto che la pandemia ha avuto sui negozi di Chiara Accessori. Una storia per certi versi non molto diversa da quella che hanno vissuto e stanno vivendo altre realtà. Il racconto di Milena ci dice molto sui sacrifici che ogni giorno fanno i piccoli negozi di paese. Un valore grande e inestimabile perché in fondo quando le vetrine sono illuminate anche il Paese splende e dona felicità a chi lo visita. Ecco forse tutti nel nostro piccolo possiamo dare il nostro contributo. Per quanto possa infatti sembrare insignificante ciascuno può fare la sua parte proprio come una goccia che si butta nel mare. 

“La Pandemia per noi è stata un disastro. Avevamo in negozio la merce primaverile che non siamo riusciti a vendere. Siamo usciti dal negozio con il cappotto e vi siamo rientrati con le ciabatte. Possiamo dire il periodo primaverile per noi è molto importante perché è periodo di cerimonie. Sono comunioni, cresime, matrimoni. Sono mancate anche lauree e compleanni, insomma tutti quegli eventi che permettessero alle persone di vestirsi di “nuovo”. Possiamo dire che è stato un periodo distruttivo e lo è anche in questo momento. La nostra speranza è che qualcuno capisca la nostra difficoltà e che ci venga incontro. 

Una sfilata per il commercio locale – come possiamo contribuire?

Lo Stato dovrebbe capire che abbiamo i negozi pieni di merce che non abbiamo venduto e per i quali dobbiamo pagare anche la filiera che sta dietro di noi. Noi vogliamo sperare che questo virus passerà e ci lasceremo alle spalle tante ossa rotte. Dovremo far di tutto per non morire. Il rischio è quello che non ci siano più luci nel Paese perché i centri commerciali e il commercio online, anche se pure i centri commerciali stanno vivendo delle difficoltà, non ci distruggano completamente. Crediamo nella nostra attività e la svolgiamo con amore e professionalità. Solo questo potrà salvarci dalla pandemia”.

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