ItBelpasso ha il piacere intervistare Luciano Mirone e parlare del suo libro: “Il caso Martoglio, un misfatto di stato alla vigilia del fascismo”.
Luciano Mirone
Luciano Mirone è un giornalista e scrittore. Ha scritto 14 libri dando la possibilità di esplorare bene determinati fenomeni che sono verificati in Sicilia. Con gli assassini di determinati intellettuali, giornalisti e personaggi, come “gli insabbiati” libro sul generale Dalla Chiesa, su Giuseppe Fava e tanti altri.
Perché ha investigato sulla morte di Nino Martoglio?
“Sono arrivato all’inchiesta su Nino Martoglio per comprendere un certo tipo di linguaggio, cercando di capire, per approcciare in un caso come questo, successo, oltre 100 anni fa. Che presenta delle similitudini con dei casi molto più recenti. Allora la storia incredibile, mi ha appassionato tanto, fino al punto da togliermi il sonno.
Ho visto un mosaico, molto disordinato. Quel mosaico allora l’ho smembrato e ho preso tassello per tassello, l’ho passato al microscopio e procurarmi altri tasselli in giro per l’Italia. Dopodiché ho ricostituito il mosaico ed è uscito fuori una storia completamente diversa da quella che si conosce. Non sono un grande appassionato dei delitti a sfondo passionale o di gelosia; invece, sono appassionato dei delitti a sfondo politico, queste storie ti fanno capire qual è la situazione politica di quel periodo.
Cosa hanno fatto dopo la morte del povero Nino?
“Per la morte di Martoglio, la magistratura aveva stabilito che il caso fosse chiuso e avvenne per cause accidentali, avvenuta per caduta in una tromba dell’ascensore.
Hanno archiviato il caso senza un briciolo di prova, anzi non c’è un solo elemento che porta alla morte accidentale, ci sono tutti gli elementi, che portano alla tesi opposta, cioè a un possibile assassinio. Non importa se il caso si sia verificato oltre 100 anni fa, per me importa la verità. Per la morte di Nino Martoglio, quello è un periodo particolare, poiché precede la marcia su Roma e si trova durante il periodo del fascismo.“
Come si è documentato?
“L’inchiesta è stata insabbiata, un misfatto di Stato alla vigilia del fascismo, tutto questo un certo periodo abbastanza forte. Quando ho fatto la presentazione a Roma, Nino Spampinato; giornalista di Sky Tg 24, mi ha detto che questo libro va letto dalla fine, cioè dalle note bibliografiche. Perché ci sono tante note bibliografiche, con tanti documenti consultati. Ho girato l’Italia, tutto per cercare la documentazione e ogni parola non è utilizzata a caso, è utilizzata perché evidentemente e soppesata, perché proviene dalla consultazione di queste carte. Infatti ho seguito un professore di medicina legale per capire cosa sia successo.“
Quindi si può presumere, che è stato pianificato?
“I procuratori hanno dichiarato della caduta accidentale, quindi è stata esclusa l’autopsia e il delitto. Hanno chiuso immediatamente le indagini. Questo è frutto di una pianificazione. Dalle carte del referto dell’esame esterno, risulta che il corpo di Martoglio non aveva nè lesioni, né lividi. L’unica lesione riscontrata era una ferita alla fronte, con un incavo notevole. Il medico legale che ho consultato: il professor Cristoforo Pomara dell’università di Catania, dice che una ferita incavo di questo genere non è compatibile con una caduta da tre metri e mezzo, perché si sarebbero dovute trovare ben altre lesioni. Invece è compatibile con un colpo sferrato in modo violento da un corpo contundente, la quale può essere una mazza o una spranga. Il corpo viene trovato a faccia in giù e la testa era attorniata da una pozza di sangue del diametro di circa 40 cm.
Da qui possiamo capire che le prove non le hanno nemmeno cercate. Il povero Martoglio prima di morire, agonizzò per molte ore.“
Cosa fece la magistratura?
“Quando trovarono il corpo, la magistratura non si presentò, cosa che era imposta dal codice di procedura penale, mentre si presenteranno due giorni dopo il 17, nel frattempo il corpo venne scambiato con un’altra persona.“
Ma in tutto ciò dov’era la moglie?
“Nel mentre la moglie assiste al figlioletto malato, lei è completamente all’oscuro che il marito stia agonizzando a un passo da lei. Quando chiede informazioni sul marito, le dicono suo marito è costretto a letto con la febbre a Taormina, quindi è impossibilitato a venire in ospedale dopo che la sera prima era stato lì con loro“
Come mai si decise di ricoverare il bambino?
“Da circa due mesi si trova a giardini, si trovava lì in vacanza. Da 17 anni viveva a Roma. Nel 1904 ha rotto con la sua città andando a vivere nella capitale. Nel frattempo, il figlio piccolo di 11 anni, Luigi Marco si ammalò di paratifo, all’epoca era una malattia che portava alla morte e allora si decise di ricoverare questo bambino all’ospedale Vittorio Emanuele di Catania, che è il presidio ospedaliero più grande di tutta la zona più quello principale. Lui incontrò una settimana prima con l’onorevole conservatore, Carlo Carnazza, egli ha un ruolo molto importante. Dopo l’incontro con l’onorevole si decise di ricoverare il bambino, in un plesso distante circa 80 –100 m rispetto al corpo centrale. Un luogo isolato e al buio, l’ex ospedale militare, in quel momento in fase di ristrutturazione, perché destinato a al reparto pediatrico inteso costanze Gravina nobildonna che dona questi locali all’ospedale Vittorio Emanuele. La versione ufficiale dice che Martoglio insiste per avere quel luogo, perché è un luogo più arieggiato.“
Qualcuno ebbe qualche sospetto?
“Mario Centorbi il migliore amico di Martoglio, smentisce il fatto che Martoglio insiste. Anzi afferma che sono stati i vertici dell’ospedale a scegliere e a predisporre il ricovero in quel posto. Quello era un luogo ideale per commettere un omicidio camuffato da caduta accidentale.
Non era stato fatto nulla che attesti la morte da caduta, abbiamo soltanto l’esame esterno fatto il 17, mentre lui scompare la sera del 15. Non c’è un solo elemento che depone la tesi per la disgrazia accidentale, ma ci sono tante altre situazioni molto anomale e strane.
Altre tesi all’infuori di quella e i trattati di criminologia e di medicina legale stabiliscono che da sempre chi se ci si trova di fronte a un cadavere di questo genere, le ipotesi possono essere due o che davvero si sia trattato di una caduta o di una morte violenta, questo non detto da me, ma del professore di medicina.“
Chi era l’onorevole Carnazza?
“L’onorevole era proprietario e direttore di un giornale insieme al fratello, e nel giornale dei Carnazza, si distingue per fare un depistaggio a livelli veramente incredibili. L’onorevole Carnazza incontra una settimana Martoglio, ma non si sa di cosa parlino. Ufficialmente parlano delle condizioni del bambino, ma sostanzialmente non lo sappiamo. Era una situazione ben studiata, nella morte di Martoglio ci sono molte anomalie. Secondo le mie ricerche, ci sono alcune tesi che posso escludere la caduta nella tromba dell’ascensore. Nel suo giornale depista e detta pure le dinamiche dell’inchiesta dei magistrati, in un articolo uscito il 17 settembre; il giorno in cui la magistratura deve iniziare ufficialmente l’indagine, scrive nel titolo: Morte Accidentale! Fatalità! “
Chi era Libertini?
Dalle indagini, ho scoperto che Libertini era un personaggio fortemente legato alla mafia già dal 1921, con una famiglia potente la mafia di Mistretta, paese dei Nebrodi. Si spostano, alla volta di un feudo, perché perseguitata, E vanno a vivere fra le province di Catania e di Enna. Questo feudo apparteneva all’onorevole Libertini.
La famiglia si chiamava Tusa e prende in consegna, proteggendo i terreni i feudi di questo personaggio potente. Dalle indagini, ho scoperto che Libertini dà ospitalità a soggetti della stessa famiglia in quel momento latitante. Nel suo palazzo di via Etnea di fronte all’orto botanico a Catania, luogo che viene citato da Martoglio nell’ultimo lavoro teatrale prima della morte 1920, opera in cui prende in giro; marchesi e Baroni. Poiché all’epoca era possibile comprare il titolo nobiliare. A quanto pare Libertini ne acquistò il titolo di barone, non essendolo precedentemente. In questa commedia Martoglio, senza fare il nome di libertini.
Lui entra in società con questi personaggi, mafiosi, in quel momento nell’ospedale lavoravano anche degli ex galeotti coinvolti . Martoglio era odiato principalmente per il fatto che prima di andarsene a Roma nel 1904, aveva fatto un giornale che per circa 12 anni – 13 anni, un cui aveva messo alla berlina il potere conservatore a Catania, prendendoli in giro con la satira.”