I Tri da’ Cruci, le vie di Tropea si rianimano con la tradizionale festa del borgo. Dopo lo stop dovuto all’emergenza pandemica, torna una delle manifestazioni più antiche e significative. Nel borgo rivive il fascino ancestrale dell’epopea: la cacciata degli arabi dalla città tirrenica, della scoperta della Vera Croce e della vittoria della Lega Santa a Lepanto con le tre galee tropeane protagoniste. Rullo di tamburi, giochi popolari, tradizioni secolari. E, ancora, il volo della colomba e l’accensione della galea sospesa davanti piazza Cannone riaccendono la magia della millenaria storia tropeana. Musica, allegria e spettacolo pirotecnico culmineranno nella danza del “camiuzzu i focu” che mescola sacro e profano.

I Tri da’ Cruci
Si tratta della festa che apre la stagione estiva, un evento che affonda le sue radici nella storia e nella religione della magnifica cittadina simbolo della Costa degli Dei. I Tri da’ Cruci è un appuntamento secolare che pervade di colori e suoni la città di Tropea e, in particolare, la zona del borgo. La kermesse popolare è una sintesi di riti pagani e cristiani che ricordano le antiche contrapposizioni tra Cristiani e Musulmani. Nei secoli passati, in varie epoche, i pirati turchi e saraceni tennero sotto il loro dominio il territorio di Tropea. Gli abitanti, in diverse occasioni, riuscirono ad avere la meglio sui turchi, scacciandoli da Tropea e incendiando le loro navi. Al comando del capitano Gaspare Toraldo, ben 1200 valorosi tropeani partirono e si distinsero per il loro valore nella battaglia di Lepanto il 7 ottobre 1571.

Una festa popolare che va avanti da secoli
I Tropeani per celebrare questi avvenimenti, nel giorno in cui si festeggia il Trionfo della Santa Croce, preparano sagome di barche cariche di fuochi d’artificio e le appendono da un lato all’altro nella zona del borgo. Durante la festa danno loro fuoco, creando un fantasmagorico spettacolo di luci e colori. A fine serata costruiscono la sagoma di un cammello, anche questo imbottito di fuochi d’artificio che inizia a ballare, poi spara e agonizza al ritmo della caricatumbula. Ovvero il suono dei tamburi che accompagnano la danza del “camiuzzu i focu” (il cammello di fuoco). Appuntamento a Tropea, dunque, il 2 e 3 maggio prossimi con la festa de I Tri da’ Cruci.





