Scrittore, pittore, giornalista, intellettuale e meridionalista, Sharo Gambino ha dedicato la sua vita alla scrittura e al racconto della verità di una terra controversa come la Calabria.
La vita
Sharo Gambino, all’anagrafe Saro Maria Tiberio Gambino, nasce a Vazzano il 7 gennaio 1925. Nasce in epoca fascista, quindi i genitori si vedono costretti a togliere la “h” dal suo nome in quanto era proibito dare nomi stranieri ai figli. Solo in età adulta Sharo decide di riprendersi quella “h” in quanto parte integrante di sé e della sua personalità. Vive tutta la sua vita a Serra San Bruno, dove lavora come segretario a scuola. Sposa sua moglie Melina all’età di 45 anni, dando alla luce sei figli. Inizia a scrivere quasi per passatempo, ma ottiene subito successo con la pubblicazione di un racconto a fumetti dal titolo “Tragico destino”. I

nizia così la sua carriera di scrittore, che lo vede protagonista di numerosi successi. Sharo infatti collabora con la Rai per circa quarant’anni, sia come giornalista che come autore di sceneggiati. Scrive proprio per la Rai un recital dal nome “Vizzarro” che nel 2003 viene messo in scena al Castello Normanno Svevo di Vibo Valentia da Paola Gassman e Ugo Pagliai. Scrive inoltre per i più grandi giornali nazionali e locali come Il Messaggero, Il Tempo, La Gazzetta del Sud, Il Giornale della Calabria, Il Gazzettino dello Jonio.

Lo scrittore e la sua terra
Quello che contraddistingue la sua scrittura è il forte amore per la Calabria, che non ha mai smesso di emozionarlo e di stimolarlo nella sua arte. Sharo è infatti il primo a parlare di Mafia, pubblicando diverse opere a riguardo, tra cui “La mafia in Calabria”, “Mafia Dossier” e “Mafia la lunga notte della Calabria”. Pubblica inoltre negli anni un vero e proprio studio antropologico dal titolo “Venerdì e Domenica”, nel quale analizza le tradizioni, i cibi e le disponibilità alimentari nel contesto economico e sociale calabrese. L’ultimo suo lavoro, pubblicato postumo, è “Calabria Erotica”, nel quale tratta il tema dell’eros indagando sulle usanze popolari, sul ruolo della donna e sui sentimenti umani.
Sharo Gambino raccontato dalla figlia Silvia
Parliamo di lui con l’ultima dei suoi figli, Silvia, che assomiglia molto al padre nei piccoli gesti, dal modo in cui parla al modo in cui si sistema gli occhiali. Ci racconta di lui come di un uomo ironico, schietto e onesto, ma anche molto riservato, qualità che emergono senza alcun dubbio dalla lettura dei suoi testi. Parlando con lei scopriamo Sharo come una persona che aveva trovato il modo di esprimere la sua passione, nonostante le difficoltà e i doveri della vita quotidiana.

Infatti spesso, racconta la figlia piena di orgoglio, scriveva di notte pur di dedicare del tempo alla scrittura che riteneva e ha sempre ritenuto essere parte fondamentale del suo stesso essere. Dal dialogo con Silvia Gambino emerge quanto Sharo abbia lasciato un’impronta indelebile nella vita di sua moglie e dei suoi figli, così come di tutta la comunità serrese e calabrese. Infatti, nel 2021, a Serra San Bruno è stata inaugurata la Casa della Cultura, intitolata alla sua memoria e fortemente voluta dal figlio Sergio con lo scopo di divulgare la sua opera, composta da ben 35 volumi pubblicati.
(Si ringrazia la Sig.ra Silvia Gambino per la gentile concessione delle immagini)





