Di Mungibeddu tutti figghi semu | terra di focu, di canti e d’amuri | st’aranci sulu nui li pussidemu | e la Sicilia nostra si fà onuri | E di luntanu venunu li furasteri a massa | dicennu la Sicilia chi ciauru ca fà | L’oduri di la zagara si senti | e riturnau la bedda primavera | rosi sbucciati, lu suli cucenti | Sicilia bedda tu si ‘na ciurera | Chi ciauru, chi ciauru di balucu e di rosi | evviva la Sicilia e l’abitanti sò.
Sicilia bedda! : Versi di Sebastiano Grasso – Autore : Gaetano Emanuel Calì.
Gaetano Emanuel Calì, di canti e d’amuri
Catania, ancora una volta, si racconta in intense immagini di poesia. In pagine di impegno e passione. Si racconta attraverso uno dei suoi figli: Gaetano Emanuel Calì. Musicista, direttore d’orchestra e di banda nato a Catania il 17 giugno del 1885. Calì ha “cantato” la Sicilia in tutte le sue sfumature. La sua instancabile opera rivela l’amore viscerale per la sua isola e per le tradizioni popolari che ha contribuito a diffondere con estrema sensibilità. Studiò la musica classica e la popolare sotto l’ala del Maestro Francesco Paolo Frontini. Nel 1910 compose E vui durmiti ancora su versi di Giovanni Formisano apparso sul giornale satirico-politico siciliano “Lei è lario” diretto da Nino Di Nuovo/ don Licchittino. Un brano immortale, inno e anima pulsante della lirica etnea.

Foto di Vincenzo Amaro
Con Sicilia bedda su versi di Sebastiano Grasso, ancora, interpretò il sentimento del popolo siciliano. Nella ricerca e nella valorizzazione dei canti tradizionali emerge la sua personalità e un legame indissolubile con la propria terra. Le gride, le cantilene, i ritmi vivaci e le nenie nascono dall’ascolto del suo popolo. Un lavoro d’attenzione e di assimilazione che si traduceva nello sviluppo di splendide creazioni personali. Ascoltando le canzoni di Gaetano Emanuel Calì si possono percepire le vibrazioni del popolo e quelle dell’artista.
Canterini Etnei, 1929
La passione per la musica popolare si sposava amabilmente all’attività professionale di concertatore, di direttore e a quella dell’insegnante. Calì insegnò musica e canto negli istituti scolastici statali e fondò l’Istituto Musicale annesso al reale ospizio di beneficenza di Catania. Nel 1929 fu la volta dei Canterini Etnei. La nascita del gruppo folkloristico, sotto la sua direzione, raggiunse i più alti vertici artistici. Seguirono successi e primati mai raggiungi nel genere. Gaetano Emanuel Calì compose le musiche per dieci drammi dialettali siciliani. Le opere furono rappresentate nell’isola e nel continente. Morì il 1 maggio del 1936 a Siracusa dove era stato chiamato per istruire e dirigere i cori delle rappresentazioni classiche.
La tradizione siciliana, però, non smette di meravigliare e di affascinare. Il suo amore, la sua passione e il suo lavoro hanno lasciato un’eredità importantissima. Dopo la sua scomparsa sono proliferati numerosi gruppi folkloristici e non si è spenta la curiosità per la cultura che racconta del popolo. Un popolo che attraverso Calì si è fatto conoscere al mondo. Un popolo fatto di donne, di uomini e dei loro sentimenti. Di mestieri e di idee. La natura e l’identità etnea.





