Consueto pellegrinaggio di veneziani e non veneziani, ieri 13 dicembre, nella chiesa di San Geremia a Venezia, in occasione della festa di Santa Lucia. Le cui spoglie sono custodite, da metà Ottocento, in questo santuario. Ieri il Patriarca Francesco Moraglia ha presieduto la Messa in ricordo della Santa, patrona di Siracusa e co-patrona di Venezia. Questa mattina il corpo di Santa Lucia sarà trasportato con un volo speciale dell’Aeronautica Militare fino in Sicilia per una traslazione temporanea. Ad accompagnarla sarà lo stesso Patriarca, insieme al rettore del santuario veneziano don Gianmatteo Caputo e ad una delegazione (presente ieri alle celebrazioni a Venezia) dell’Arcidiocesi di Siracusa.

Nei prossimi giorni, fino a lunedì 16, Francesco Moraglia accompagnerà la “peregrinatio corporis” della Santa a Siracusa e oggi, sabato 14 dicembre, presiederà la Messa solenne nel santuario della Madonna delle Lacrime. Le reliquie resteranno in Sicilia sino alla fine del mese per poi rientrare a Venezia. “… Santa Lucia – così il Patriarca nell’omelia di ieri – … diventerà pellegrina per alcuni giorni nelle diocesi di Siracusa, Catania e Acireale”.
Le parole del Papa a proposito della “peregrinatio corporis” della Santa
“Sono molto belle – ha sottolineato Moraglia – le parole che il Santo Padre ha rivolto in queste ore nel suo messaggio alla Chiesa siracusana in occasione della traslazione temporanea del corpo di Santa Lucia. Papa Francesco parla del pellegrinaggio di Lucia: “Da Venezia a Siracusa, cioè dalla città che da otto secoli custodisce il suo corpo a quella in cui la sua testimonianza è inizialmente brillata. Diffondendo luce in tutto il mondo… La comunione fra due Chiese particolari … ha reso possibile questa traslazione temporanea“.
Il Patriarca: l’attualità di Santa Lucia
“Riflettendo proprio su questo “viaggio” di Lucia – ha aggiunto il Patriarca – che durerà poco più di due settimane, mi pare essenziale considerare l’attualità della Santa e del gesto, ricco di significato, di venerare il suo corpo”. Lucia: una Martire, una Santa, una Donna. “In un tempo oggi più che mai segnato da crescenti sopraffazioni e violenze, specialmente nei confronti delle donne, Lucia è – con il suo coraggio e la sua dignità – esempio attualissimo. Lo è, soprattutto, per noi che viviamo in un’epoca in cui l’uccisione di donne è, purtroppo, un dato quasi quotidiano”.
Siracusa, Costantinopoli, Venezia
Come mai le spoglie della Santa siracusana, vissuta tra tra il terzo e il quarto secolo dopo Cristo, martire secondo la tradizione il 13 dicembre del 304, si trovano a Venezia? Il suo corpo restò per molti secoli a Siracusa fino a che, nel 1039, i resti mortali furono portati a Costantinopoli come bottino di guerra. Fu in seguito il doge Enrico Dandolo, durante la IV crociata nel 1204 (o 1206), a prelevare a Costantinopoli le spoglie della Santa e a portarle a Venezia. Accolte prima nella chiesa di San Giorgio Maggiore. Poi alla Santa Maria Annunziata detta “della Nunciata”. Poi ancora in un nuova chiesa dove i suoi resti mortali sono rimasti fino a metà Ottocento.

All’epoca l’edificio di culto venne demolito per realizzare la Stazione Ferroviaria, dedicata proprio a Santa Lucia. Le spoglie della Santa – protettrice degli occhi, degli oculisti, degli elettricisti e dei bambini – furono quindi accolte nella vicina chiesa di San Geremia. Oggi Santuario di Lucia, dove sono ancora custodite.