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Primo dell’anno in musica con il Concerto di Capodanno in Fenice

Tutto pronto al Teatro La Fenice di Venezia per la ventiduesima edizione del Concerto di Capodanno in Fenice. Appuntamento con straordinarie musiche di Beethoven, Rossini, Leoncavallo, Puccini, Wolf Ferrari, Bizet, Gounot e Verdi in programma per l’attesissimo concerto diretto quest’anno dal maestro Daniel Harding (“Sono qui per la quinta volta a Capodanno ed è sempre per me un privilegio”) alla testa dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice, e dei due solisti. Quest’anno saranno il soprano Mariangela Sicilia (“Un’esperienza che mai avrei immaginato di vivere, una grande emozione”) e del tenore Francesco Demuro (“Sempre meraviglioso essere qui, anche una grande responsabilità”).

Daniel Harding Teatro La Fenice 2 Copia[1]
Daniel Harding

Come consuetudine, il programma musicale sarà diviso in due parti. Una prima esclusivamente orchestrale con l’esecuzione della Sinfonia n. 5 in do minore op. 67 di Ludwig van Beethoven. La seconda parte del concerto sarà invece dedicata al melodramma. Di scena la sempre molto attesa carrellata di arie e passi corali dal repertorio operistico più amato.

Diretta su Rai1 alle 12.20 del giorno di Capodanno

Quattro le repliche in programma: domenica 29 alle 20, lunedì 30 alle 17, martedì 31 alle 16. Momento clou della programmazione, mercoledì 1 gennaio 2025 alle 11.15. Continua (ed è stata confermata anche nel 2026) la felice e consolidata collaborazione con la Rai che trasmetterà questo seconda parte del concerto in diretta televisiva su Rai1 alle 12.20 del giorno di Capodanno. Una tradizione che registra ogni anno sempre più ascolti. Durante la diretta le musiche si alterneranno con il balletto. Quest’anno di scena la danza contemporanea con l’Aterballetto che danzerà in ambientazioni suggestive di luoghi cult di Venezia, fra cui anche a bordo di un vaporetto. Le coreografie sono state ideate per l’occasione da Marcos Morau. Il concerto sarà riproposto in differita su Rai5 alle 17.45. E’ previsto anche un live streaming per WDR, ART e BR che trasmetterà il concerto in tutto il resto del mondo.

Il programma: dopo la Sinfonia n. 5 di Beethoven, la consueta carrellata di arie del repertorio operistico

Dopo la Sinfonia n. 5 di Beethoven, la seconda parte del concerto si aprirà con La gazza ladra di Rossini e il coro Din, don suona vespero tratto dai Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Poi due brani di Puccini: Recondita armonia dalla Tosca e Donde lieta uscì dalla Bohème. Seguiranno l’intermezzo dai Quatro rusteghi di Ermanno Wolf-Ferrari e la Farandole dalla seconda suite dell’Arlésienne di Georges Bizet. Particolarmente significativa quest’anno la presenza di Bizet: nel 2025 si ricordano i 150 anni dalla sua scomparsa e i 150 anni della Carmen che proprio nel 1875 ebbe la sua prima rappresentazione. Il programma proseguirà con Je veux vivre dans le rêve da Roméo et Juliette di Charles Gounod e Nessun dorma di Puccini. Dopo la Danse bohème tratta dalla seconda suite della Carmen di Georges Bizet, proposta nell’arrangiamento di Ernest Guiraud, gran finale da tradizione: Va, pensiero, sull’ali dorate dal Nabucco di Giuseppe Verdi, Padre Augusto dalla Turandot di Giacomo Puccini e il brindisi Libiam ne’ lieti calici dallaTraviata di Verdi.

I numeri di un anno con tanti segni più

Il Teatro La Fenice chiude il 2024 con tanti segni più e un punto di domanda relativo al nuovo sovrintendente. Chiuso il mandato di Fortunato Ortombina il 12 dicembre scorso, tanti rumors ma nessuna indicazione certa su chi sarà il nuovo sovrintendente. Sono aumentati del dieci per cento gli abbonamenti alla stagione lirica. Le biglietterie, nonostante tre scioperi, hanno superato di 600 mila euro le stime previste. Sono state oltre 210 mila le visite al teatro, posizionando La Fenice al terzo posto dei musei cittadini dopo Palazzo Ducale e la Collezione Guggenheim.

Il direttore generale Andrea Erri: “Il teatro lo fanno le persone, anche tutte quelle che ci lavorano”

Quest’anno sono stati ventimila gli studenti che hanno partecipato alle attività del Teatro. Importante la risposta dei giovani, in particolare quella degli studenti universitari che lo scorso ottobre, in una serata loro dedicata, hanno esaurito in poche ore i mille posti del Teatro. “Dobbiamo ancora lavorarci – ha detto il direttore generale della Fenice, Andrea Erri – ma questo è un risultato significativo. Il Teatro La Fenice è una fucina di mestieri – ha concluso – E, nonostante alcuni problemi ancora irrisolti, tutti, in ruoli diversi, operano per un obiettivo comune. Perché il teatro lo fanno le persone, anche tutte quelle che ci lavorano”.

(crediti foto: ufficio stampa Teatro La Fenice)

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