Nel mondo dei motori si parla spesso di Formula 1, di Le Mans, di Monaco. Ma la gara automobilistica più antica del mondo è siciliana.
Si chiama Targa Florio, nasce il 6 maggio 1906 sulle strade delle Madonie, e oggi compie 120 anni. Non è un museo, non è una rievocazione storica: è una gara ancora viva, che quest’anno arriva alla sua 110ª edizione.
Un ragazzo di 23 anni e un sogno folle
Vincenzo Florio aveva solo 23 anni quando organizzò la prima edizione. Voleva creare qualcosa di indimenticabile, e dobbiamo dire che ci è riuscito in pieno.
L’idea era semplice quanto visionaria: portare le automobili — una tecnologia che la maggior parte delle persone non aveva mai visto dal vivo — sulle strade tortuose e selvagge delle Madonie. Far gareggiare i migliori piloti d’Europa tra i paesini di montagna della Sicilia. Trasformare la sua isola nell’ombelico del motorsport mondiale.
Il 6 maggio 1906, alle sei in punto, dieci automobili partirono dal rettilineo di Buonfornello verso 146 chilometri di curve, paesini di montagna e sterrato. Il primo a tagliare il traguardo fu Alessandro Cagno su una Itala, in 9 ore e 32 minuti. L’arrivo fu annunciato da un colpo di cannone e da uno squillo di tromba.
Non una pista. La Sicilia vera.
Quello che rendeva la Targa Florio unica — e leggendaria — era il circuito. Non asfalto perfetto e vie di fuga studiate a tavolino, ma le strade reali della Sicilia: muretti a secco a pochi centimetri dalle ruote, sterrato in certi tratti, pubblico stipato lungo le curve senza alcuna protezione, animali che attraversavano improvvisamente la carreggiata.
Era una gara contro gli avversari, ma soprattutto contro il territorio. I piloti dovevano memorizzare decine di chilometri di curve cieche, dossi, incroci di paese. Uno sbaglio poteva essere fatale. Eppure tornavano, anno dopo anno, perché non esisteva nulla di simile al mondo.
Nei decenni successivi, su quei tornanti passarono tutti i più grandi: Nuvolari, Ferrari, Varzi, Fangio. E poi le case automobilistiche: Alfa Romeo, Porsche, Ferrari, Bugatti. Solo le guerre osarono fermarla.
120 anni dopo, è ancora viva
La Targa Florio è la corsa automobilistica più antica del mondo ancora esistente, nata il 6 maggio 1906 sulle strade siciliane delle Madonie, sopravvissuta a due guerre mondiali, a tragedie, a decenni di cambiamenti radicali nel motorsport, e ancora oggi viva e combattuta nelle strade dell’isola.
Dal 1978 si disputa nella formula rally, mantenendo però la continuità numerica con la vecchia competizione. Oggi è il fiore all’occhiello del Campionato Italiano Rally, e la 110ª edizione è in programma dal 14 al 16 maggio 2026 — sulle stesse strade di sempre, tra gli stessi paesini, davanti a un pubblico che si assiepava lungo le curve come cento anni fa.
Come diceva Vincenzo Florio: “Continuate la mia opera, l’ho creata per sfidare il tempo.”
Cent’anni e venti anni dopo, quella sfida è ancora in corso.