Il Comune di Gela ha aderito al Progetto Comuni nel Mondo firmando il protocollo d’intesa con la Fondazione italiani.it. Un atto formale e concreto, che impegna l’amministrazione comunale a collaborare attivamente con la Fondazione per costruire e rafforzare i ponti tra la città siciliana e le sue comunità nel mondo. L’adesione è stata sancita con delibera ufficiale e rappresenta per Gela un passo significativo che è un chiaro riconoscimento che gli emigrati gelesi sono parte integrante della comunità locale.
Gela è una delle città più antiche della Sicilia. Duemila anni di storia, dominazioni, rinascite. Ma c’è un capitolo della sua storia più recente che ha segnato profondamente il suo volto: l’emigrazione. Tra gli anni Cinquanta e Settanta del Novecento, migliaia di gelesi lasciarono la città, e la Sicilia, per raggiungere il Nord Italia, la Germania, il Belgio, la Svizzera, l’Australia. Poi ancora, negli anni più recenti, una nuova ondata silenziosa di giovani in cerca di futuro. Il risultato è una diaspora diffusa, vasta, spesso invisibile ai radar istituzionali. Persone che portano Gela nel cognome, nelle abitudini, nei racconti tramandati ai figli. Una comunità che esiste, è presente, ma che raramente trova un interlocutore formale nella propria città d’origine.
Cosa cambia con il protocollo d’intesa
Il Progetto Comuni nel Mondo della Fondazione italiani.it nasce proprio per colmare questo vuoto. Attraverso il protocollo firmato, il Comune di Gela si impegna a collaborare con la Fondazione per raggiungere e coinvolgere i gelesi residenti all’estero o in altre regioni italiane. L’obiettivo è costruire una rete reale: uno spazio di dialogo tra chi amministra la città e chi, pur lontano, ne sente ancora il peso affettivo e identitario. Informazione, cultura, opportunità di rientro, valorizzazione delle competenze acquisite all’estero: sono tante le direzioni in cui questo legame può tradursi in azioni concrete. La firma del protocollo è il primo passo.
Sei un gelese nel mondo? Questa è anche la tua storia
Se sei cresciuto a Gela, se tuo padre ti ha raccontato del mare di Sicilia standosene a tremila chilometri di distanza, se vuoi tenerti informato sulla città, se conservi ancora qualcosa di quella terra nel modo in cui parli, cucini, ti relazioni con gli altri, non sei solo un emigrato. Sei ancora parte di Gela.
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