Il Teatro Ariston di Sanremo ospita la 49ª edizione del Premio Tenco, la storica Rassegna della canzone d’autore. Il titolo scelto quest’anno è “Dio è morto”. Con questo tema il Club Tenco vuole chiedersi quali linguaggi, forme di comunità e gesti creativi possano ancora resistere alla violenza, all’omologazione e all’idea che ogni espressione artistica si riduca al mercato o a un algoritmo. I Premi alla carriera andranno quest’anno a Manuel Agnelli e agli Afterhours, a Enzo Avitabile, a Frankie hi-nrg mc, a Max Manfredi e a Paola Turci. Nella serata d’apertura saranno consegnate le Targhe Tenco: tra i vincitori ci sono Caparezza, Carmen Consoli ed Emma Nolde. Le tre serate, dal 22 al 24 ottobre, saranno presentate da Neri Marcorè, Chiara Buratti e Silvia Boschero.
Dietro questo appuntamento, c’è una storia sorprendente, che comincia con un uomo singolare: Amilcare Rambaldi, floricoltore ed ex partigiano, nato a Sanremo nel 1911. Rambaldi è ricordato come uno degli ideatori del Festival di Sanremo. Per tenere vivo il ricordo di Tenco, nel 1972 Rambaldi fondò a Sanremo il Club Tenco. È un’associazione senza scopo di lucro, nata per valorizzare la canzone d’autore e ancora oggi organizzatrice del Premio.
L’idea non era del tutto nuova: già nel 1967, subito dopo la scomparsa del cantautore, erano nati due club a lui dedicati, a Roma e a Venezia. Ma fu quello di Sanremo a fare la storia. Due anni dopo la fondazione, il Club organizzò la prima Rassegna della canzone d’autore. Si svolse dal 24 al 27 luglio 1974, quindi in piena estate e non in autunno come oggi. Il primo Premio Tenco andò a un grande artista straniero, il francese Léo Ferré.
Da allora sul palco sono passati giganti da tutto il mondo: Tom Waits e Joni Mitchell, Charles Trenet e Tom Jobim, Atahualpa Yupanqui, Silvio Rodríguez e Caetano Veloso. Tutto è sempre stato fatto per passione: Rambaldi e i suoi collaboratori lavoravano senza guadagnare nulla. Il fondatore se ne andò nel sonno il 4 novembre 1995, pochi giorni dopo la chiusura di quella che sarebbe stata la sua ultima Rassegna.
Anche l’edizione 2026 del Premio Tenco ha una dedica speciale. È infatti consacrata alla memoria di Sergio Secondiano Sacchi, storico direttore artistico del Premio, scomparso all’inizio di quest’anno. Ci sono poi due novità: per la prima volta il 20 ottobre si terrà il “Tenco Off”, con la proiezione di tre docufilm. Il 21 ottobre ci sarà una masterclass per le scuole dedicata a Franco Battiato.
Accanto ai riconoscimenti alla carriera, il Club Tenco assegna ogni anno un premio dal significato particolare: il Premio Yorum. È nato nel 2020 in collaborazione con Amnesty International Italia e viene dato agli artisti che in tutto il mondo si battono per i diritti umani e la libertà d’espressione, spesso mettendo a rischio la propria vita. Il nome viene dal Grup Yorum, una band turca di canzone di protesta. Nel 2020 la sua cantante, Helin Bölek, è morta dopo 288 giorni di sciopero della fame, iniziato per protestare contro il trattamento subito dal gruppo da parte del governo turco. Il legame con il Tenco è nello spirito stesso del Club, che fin dal suo statuto cerca nella canzone “dignità artistica e poetico realismo”. Per il Tenco, una canzone non è solo intrattenimento: può essere uno strumento di libertà. Il Premio Yorum porta questa idea oltre i confini, verso chi per cantare paga un prezzo altissimo.
Quest’anno il premio andrà a Juan Carlos “Flaco” Biondini, chitarrista e cantante argentino. Biondini lasciò l’Argentina a metà degli anni Settanta, poco prima del colpo di Stato militare del 1976. In Italia è diventato uno dei più importanti collaboratori di Francesco Guccini. Con questo premio il Club Tenco vuole onorare il suo percorso artistico e, simbolicamente, tutta la generazione di giovani argentini costretti all’esilio dalla dittatura. E forse è proprio questo il segreto del Tenco: ricordarci che le canzoni non sono solo musica, ma memoria, libertà e coraggio. Che un verso può attraversare confini e dittature, e arrivare fino a noi. Dal 22 al 24 ottobre, sul palco dell’Ariston, la canzone d’autore tornerà a ricordarcelo.