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Ruberie dei soldati di Napoleone in Ciociaria. Quanto avrà portato via Championnet?

Ruberie dei soldati di Napoleone in Ciociaria? Non è mai stato possibile fare una stima esatta. Noi parliamo spesso di vessazioni, prepotenze, occupazione francese e identifichiamo tutto nella figura del generale Championnet. Tuttavia, le esecuzioni capitali in pazza e ridurre la povera gente alla fame, era la norma.

Ruberie dei soldati di Napoleone in Ciociaria

Raramente si approfondisce l’ammontare dei saccheggi e dei danni incalcolabili subiti in quegli anni terribili. Chiese depredate, bruciate, crocefissi d’oro fusi e pietre preziose rubate, erano all’ordine del giorno. Tendiamo a sublimare tutto nei festeggiamenti del carnevale, ma c’è molto altro. Isola del Liri fu sterminata.

Ruberie dei soldati di Napoleone - Esercito Francese che spara

Tali depredazioni però avvennero in altri luoghi d’Italia ed esiste un raro manoscritto sopravvissuto all’incendio degli archivi storici del palazzo della Prefettura di Vicenza del 1916, che specifica ciò che accadde nella città, in modo del tutto simile a ciò che avvenne in Ciociaria. Sappiamo che in modo scientifico, in ogni zona, le truppe del Corso, si comportavano in modo sovrapponibile. I soldati francesi impegnati sul territorio nella campagna d’Italia si resero protagonisti di ruberie e taglieggi ai danni delle popolazioni locali, che oggi restano alla base del forte campanilismo che tutt’oggi contrappone l’Italia alla Francia. 

Truppe Napoleoniche in Italia

Di fatto l’esercito francese era incitato a depredare il territorio nemico. Dovevano sostentarsi e mantenere la dispendiosa economia di guerra di un esercito costantemente in marcia. Ciò venne applicato alla lettera e furono diverse le città che sperimentarono sulla propria pelle la tattica predatoria, tra cui Frosinone. I ciociari come i veneti, toccarono con mano la brama di bottino dei francesi. La guerra rivoluzionaria venne pagata a caro prezzo con l’invasore intento a rapinare qualsiasi opera di valore.

Ruberie dei soldati di Napoleone - Soldataglia francese

Parrocchie e sedi vescovili venivano assaltate con particolare violenza dovuta a alla foga anticlericale dei soldati di Napoleone. A farne particolarmente le spese furono i conventi e anche a Casamari ci fu una terribile strage. Anche a Isola del Liri ci furono centinaia di vittime innocenti. Dal documenti si parla di oltre 753 quintali di farina, sale, riso e fagioli che pretendeva ovunque l’esercito francese.

Championnet a Frosinone

Si parla anche di almeno 15.000 quintali di frumento. I soldati erano capaci di depredare due milioni di razioni di pane da 800 grammi l’una e 692mila libbre di carne suina in pochi giorni. Poi ancora si contano 1500 capi di bestiame tra buoi e vacche e 115 cavalli, perché l’esercito puntualmente restava “appiedato”. Mal equipaggiati, i soldati francesi pretesero persino 2500 uniformi, 6100 camicie, 3000 cappelli, 528 berrettoni di pelo e 6334 scarpe e stivali.

Ruberie dei soldati di Napoleone -  In Italia i soldati

Bramosi di ricchezza, anche gli ufficiali non furono da meno e ad esempio il generale Baillard ottenne £ 25.000 in prestito (naturalmente mai restituite). Mentre lo Stato Maggiore della quinta divisione si fece consegnare 30.000 lire (anche queste naturalmente mai ritornate al mittente). Tutto questo riduceva la gente alla fame e accadde anche in Ciociaria. L’inappagabile sete dei soldati francesi, portò i vicentini alla disperazione, ridotti alla fame e spogliati di ogni ricchezza.

La Radeca – Ruberie dei soldati di Napoleone

Durante il periodo d’occupazione i soldati trangugiarono “a sbafo” oltre 800.000 litri di vino. Una voracità che costrinse le 120 osterie della città a chiudere i battenti. Noi parliamo allegramente del vino che Championnet si portò via, come di un regalo, ma furono ruberie. L’esercito del resto marcia “sul suo stomaco o sul suo gozzo”, frase attribuita dagli storici allo stesso Napoleone, famoso anche per essere stato un grande sfamatore d’eserciti e affamatore di popoli. Dai dipinti e dalle testimonianze dell’epoca, sappiamo che i francesi sembravano bande di pezzenti che si rivestivano a spese delle municipalità italiane ed era proprio così. Non mancavano ricorrenti requisizioni di denaro da parte di ufficiali e generali. Il documento citato s’intitola “Stato delle somministrazioni in viveri e foraggi, in vestiti ed equipaggi da 8 fiorile anno V (27 aprile 1797) a tutto Nevoso anno VI (19 gennaio 1798).

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