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Il Vangelo di Giovanni secondo Eckhart: progetto speciale della Biennale

Il sentiero maestro è quello della parola. Perché il Vangelo scritto da Giovanni è l’unico dei quattro a concentrarsi proprio sulla parola che è la forza del pensiero perché “In principio era il Verbo”. Un progetto speciale dell’Archivio Storico della Biennale si declina in cinque serate per presentare Expositio Sancti Evangelii secundum Iohannen (Commento al Vangelo di Giovanni) del teologo e mistico medievale domenicano noto come Meister Eckhart (1260-1328 circa). Farà da cornice al progetto il Portego delle Colonne della Scuola Grande di San Marco di Venezia, lo straordinario ingresso cinquecentesco dell’Ospedale Civile della città lagunare, dedicato ai Santi Giovanni e Paolo. Luogo del dolore e della cura, adatto per accogliere, secondo il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco, “L’assoluta bellezza. Di un progetto che comincia significativamente nel Mercoledì delle Ceneri, e in dialogo con la proclamazione del Giubileo. Due collegamenti che danno a questo spettacolo brividi ed emozioni. Un momento di arte grazie al quale il Vangelo si fa risonanza. Ponendo attenzione al verbo, che di tutto è origine, per farne ascolto”.

Il progetto porta in scena il Commento nell’atrio monumentale dell’Ospedale Civile di Venezia

Misticismo, cultura, arte: parole alte per dare un’idea di quelle che saranno le prime cinque serate dal 5 al 9 marzo (seguiranno a stretto giro cinque repliche dall’11 al 15 marzo) del Commento al Vangelo di Giovanni. Il progetto scenico nasce in dialogo con le straordinarie architetture dell’atrio dell’ospedale su un’idea di Antonino Viola. Una struttura lignea abbraccerà il Portego e sarà leggermente sopraelevata. Con l’idea di alludere ad una schola cantorum medievale che ospiterà insieme tutti gli elementi del progetto. Il pubblico, gli attori Federica Fracassi, Leda Kreider, Dario Aita, e il coro della Cappella Marciana (diretto dal maestro Marco Gemmani) impegnato nei canti gregoriani su testi liturgici del Vangelo di San Giovanni. Drammaturgia e regia vedono la cura di Antonello Pocetti che insieme a Viola aveva firmato il Prometeo Di Nono nel gennaio del 2024. Le pareti attorno saranno “foderate” con una leggera armatura metallica per le immagini video – che ripercorreranno la storia dell’arte sacra dei grandi maestri – di Andrew Quinn. La proiezione del suono è affidata a Thierry Coduys.

Le prime cinque serate introdotte da personalità del mondo culturale, filosofico, religioso

Cinque serate per cinque dei temi sviluppati nella sua opera da Meister Eckhart, uno dei maggiori rappresentanti del misticismo occidentale. Si comincerà con il Logos, introdotto dal Cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero della cultura e dell’educazione della Santa Sede (5 marzo). Poi l’Essere con il  filosofo Peter Sloterdjik, fra gli autori che maggiormente hanno contribuito alla storia delle idee del secondo novecento (6 marzo). L’ Amore come nuova mistica che dà vita alle cose sarà al centro della serata di venerdì 7 marzo con l’introduzione della storica dell’arte e curatrice Cristiana Collu. Il dualismo bene/male, sabato 8 marzo, avrà l’invito alla riflessione di Monica Centanni, docente di Lingua e letteratura greca all’Università Iuav di Venezia. Chiuderà il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia il 9 marzo per introdurre la dialettica anima/corpo.

L’insieme di questo progetto si tradurrà in un dialogo a tre voci. Che troverà la sua espressione più viva nei brani del Commento, recitati parte nel latino originale dell’opera e parte in italiano. In un incontro/scontro, sottolinea il regista e drammaturgo Antonello Pocetti, tra le parole di Dio e quelle dell’opera di Eckhart. Da cui ne risulterà un’opera d’arte immersiva e totale.

(crediti foto in evidenza: Andrea Avezzu’, Courtesy La Biennale di Venezia). Grazie, mi era proprio sfuggito

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