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Targhe sbagliate a Frosinone? C’è chi vede la sgrammaticatura nell’occhio dell’altro e non l’accoltellamento della lingua italiana nel proprio

Targhe sbagliate a Frosinone e polemica in salsa ciociara servita splatter, riguardo una scritta sgrammaticata su una “panchina rossa”. Eppure non credo che la cosa si possa liquidare con uno scambio di schermaglie politiche di settima, considerando l’argomento, su cui avrei scherzato un po’ meno.

Targhe sbagliate a Frosinone

Un po’ tutti conoscono oramai l’importanza simbolica delle panchine rosse, o forse no, poiché l’affluenza di uomini “turbati” dallo scorrere del sangue versato di donne innocenti e dalla quantità di ergastoli che stanno piovendo per “femminicidi”, non ha esattamente bloccato il traffico per cerimonie e commemorazioni. Questo “orrore”, più che un “errore” grammaticale, avrebbe dovuto toccare di più l’opinione pubblica.

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E’ vero che sbaglio c’è stato, e non da poco, ma sono arrivate ampie scuse da parte di chi si è giustamente esposto. La sinistra italiana tuttavia, non brilla, proprio per aver cavalcato la polemica. Su tutto si può scherzare, ma far volare gli stracci quando si contano le vittime è miserabile. E’ come andare al monumento dei caduti di guerra con una corona ma vestiti da “Sbirulino” e pure questo accade a Frosinone. Ignorando che un Ente comunale ha numeri di telefono, pec e contatti vari utili istituzionali(…)

Roma Capitale

Chi vuole protestare, strilla dai social media. Se si fosse trattato della sagra della ciambella sorana, sarebbe potuto finire tutto in goliardia. Ma avendo la nostra città delle grandi criticità sociali, avrei cavalcato meno l’onda, solo per racimolare un po’ di mesto consenso alla vaccinara. L’apice lo abbiamo raggiunto, leggendo post di capi popolo, intenti a trascinare una corte dei miracoli, poco miracolata, che generalmente si mostrano in video/post in cui la grammatica è quotidianamente mitragliata e la coniugazione dei verbi non sta insieme dal 1 dicembre 1970, ovvero dall’esordio del divorzio.

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D’incanto gli stessi, si sono espressi come dei novelli Carducci, Pascoli e Alighieri. E’ accaduto il prodigio linguistico, oppure c’è stato un “aiutino”? Forse troppi hanno già dimenticato l’episodio che colpì ciò che resta nel firmamento del movimento 5 stelle, ex 5 stelle Michelin, ora più che altro nane medie, le più fredde.

Virginia Raggi

Taluni romani però ricorderanno bene il giorno in cui l’ex sindaca Virginia Raggi, detta raggiante dal marito con infinita originalità, avrebbe dovuto inaugurare largo Carlo Azeglio Ciampi. Peccato che la dicitura sul travertino fosse incisa errata. Il drappo non cadde e la cerimonia cancellata in stile “Il compagno don Camillo”, battendo in ritirata con il parmigiano sottobraccio. Lo rammenta la sinistra o ha rimosso? La Raggi andò via seccata a orecchie basse, lei era in grado di farlo. E che dire di quel che accadde a Magnago, con la “U” al posto di quella “A” galeotta che aveva fatto parlare di sé mezza Italia, rimbalzando dai social locali fino ai media nazionali?

Bolognia

Il grande artista Renato Guttuso, era diventato ahimè Gattuso e confuso con il noto ex calciatore Gennaro Gattuso. Dopo le segnalazioni dell’errore il cartello è stato tolto, corretto e ricollocato al suo posto.

Renato Guttuso

Anche al sud non si ride. E’ vero, non serve una laurea in lettere per constatare che sulla rotonda di Sellia marina, in Calabria la grammatica italiana è stata maltrattata ben cinque volte, che direi è stato un po’ troppo. Rimbalzando poi in Emilia Romagna, in un tratto di strada, sull’asfalto comparve un’indicazione con un errore grammaticale. Il capoluogo emiliano-romagnolo è chiamato “Bolognia” invece di “Bologna”. Chissà se sarà passato da lì qualche esponente del PD.

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Per non parlare poi dei nomi stranieri, scritti un po’ a vanvera. Tuttavia, chi ama ridere e sbeffeggiare, chissà se ricorda cosa accadde sul Renon, dove da ridere non c’era proprio niente. Morì una bambina per via di un incidente in slittino su una pista nera. La segnaletica non era nella nostra lingua. Se il cartello su quella pista fosse stato scritto “prima” anche in italiano la tragedia si sarebbe potuta evitare. 

Toponomastica sbagliata – targhe sbagliate a Frosinone

Dopo il dissequestro della pista nera e il funerale della bambina, il cartello incriminato è stato modificato ed è comparsa una scritta aggiuntiva in italiano: “Vietato slittare”. Ci sono argomenti su cui anche fare “black humor”, specie da chi non arriva dall’accademia della Crusca e nemmeno da quella del semolino è poco opportuno. Chi poi non legge un libro dalla caduta del muro di Berlino, non dovrebbe nuotare in acque pericolose, poiché se ci sono gli squali, non basta fare il morto a galla.

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