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Domenica delle Palme a Catania tra storia e tradizione

Domenica delle Palme a Catania. A Pasqua, ogni siciliano, guarda la festività con occhi d’attore. Dolente e poi esultante di un mistero che comprende la sua stessa esistenza, a dirla con le parole di Gesualdo Bufalino. I giorni di festa somigliano al rigoglio della terra dopo il letargo dell’inverno. Del resto, il tempo della primavera coincide con la stagione della metamorfosi. La Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo diventano vicende personali. Il siciliano risorge e lo conferma con una partecipazione popolare.

Domenica delle Palme a Catania

La domenica delle Palme ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. In sella a un asino e osannato dalla folla che lo salutava e accoglieva agitando rami di palma. Con la domenica delle palme ha inizio la settimana Santa (la quaresima finisce con la celebrazione dell’ora nona del giovedì santo). Nella forma ordinaria del rito romano è detta anche domenica “De Passione Domini” e cioè della passione del Signore. Nella forma straordinaria, invece, la domenica di passione, si celebra una settimana prima, quindi la Domenica delle palme è chiamata anche “seconda domenica di passione”. Fuori dalle Chiese e agli angoli delle strade, ancora oggi, è possibile acquistare i rami di palma per poter festeggiare e ricordare l’evento. In Chiesa, ancora, i rami di palma e ramoscelli d’ulivo vengono benedetti all’esterno della Chiesa e inizia la processione.

Domenica delle palme, intreccio
Palme, intreccio

La celebrazione della Messa continua con la lunga lettura della Passione di Gesù. Il sacerdote in questa giornata è vestito di rosso diversamente da tutte le altre domeniche di Quaresima. Le rappresentazioni in Sicilia e in questo caso nella provincia di Catania, sono tra le più suggestive. Tra tutte sicuramente è bene ricordare la Via Crucis vivente nella città di Adrano che si svolge proprio la sera della domenica delle palme. La Via Crucis vivente, ancora, si svolge anche a Caltagirone, la regina delle ceramiche. Quello che è interessante notare è che nella provincia di Catania si vendevano soltanto i ramoscelli d’ulivo, simbolo della festa.

Dal ramoscello alle Palme

La domenica delle palme coincideva con la pace della Santa Pasqua che stava per arrivare. La gente acquistava un ramoscello per portarlo a casa o ai parenti defunti. Successivamente, invece, si iniziò ad intrecciare e lavorare le palme. Gli ultimi due anni, purtroppo, hanno visto uno stop delle celebrazioni a causa della pandemia da Covid-19. Quest’anno, la nota pastorale per circa 1.053 confraternite evidenzia finalmente la possibilità di riprendere le processioni in Sicilia a partire proprio dalla domenica delle Palme. I vescovi siciliani tengono a ricordare che le processioni devono essere momenti religiosi e non di spettacolo.

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Ramoscelli d’ulivo

Le Confraternite «devono superare la frattura fra la devozione, che potrebbe ridursi a spettacolo, e la testimonianza di fede all’interno della comunità ecclesiale e nella vita quotidiana». Come gesto concreto di vicinanza e di compassione col popolo ucraino, giunge l’invito a evitare i fuochi per le prossime feste pasquali. «Non si potranno sparare i fuochi d’artificio mentre uomini e donne, anziani e, specialmente, bambini sono atterriti dal suono delle sirene e uccisi dalle bombe belliche. In segno concreto di solidarietà, si invita a convertire il corrispettivo dei fuochi pirotecnici in aiuti umanitari ai profughi che saranno accolti nelle nostre Diocesi e nelle nostre Città». In ultimo, ma non meno importante: la domenica delle Palme per i siciliani è un momento per restare in famiglia, per restare uniti in un momento così difficile. E magari anche l’occasione giusta per gustare il Biancomangiare, un dolce candido per questa domenica delle Palme.

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