“A Chiara” il film di Jonas Carpignano, ambientato a Gioia Tauro, vince l’Europa Cinemas Cannes Label nella sezione Quinzaine des Realizaterus.
Carpignano vince il premio Quinzaine des Realizaterus
A poche ore dalla cerimonia di chiusura, la giuria di Cannes ha iniziato ad assegnare i premi per le varie sezioni collaterali. E nel palmares spicca la Calabria e il nuovo lavoro di Jonas Carpignano. Il regista è veramente apprezzato a Cannes. È la terza volta che partecipa alla kermesse e anche questa volta ha riscosso un grande successo, come testimoniano i risultati raggiunti. Aveva partecipato nel 2015 con “Mediterranea”, film in cui raccontava la rivolta di Rosarno. Nel 2017 lo abbiamo ritrovato protagonista con “A Ciambra“, prodotto da Martin Scorsese e vincitore del Quinzaine des Realizaterus.

Arrivato anche alla nomination agli Oscar come Miglior Film Straniero. E quest’anno nuovamente lo rivediamo felice e soddisfatto riconfermarsi tra i registi più amati del cinema indipendente. Il suo film “A Chiara” presentato in quest’ultima edizione del Festival di Cannes, vince di nuovo l’Europa Cinemas Cannes Label nella sezione Quinzaine des Realizaterus. Un premio meritato per un giovane regista che vive la contemporaneità e guarda la vita con occhi luminosi e attenti.
Tutto il mondo di Carpignano nel film
Jonas racconta una Calabria in cui è approdato circa dieci anni fa. La sua vita è sempre stata un viaggio, anche, molto particolare. Il padre è insegnante di italiano, e nipote di Luciano Emmer, la madre statunitense. E da New York dove è nato, con la famiglia si trasferisce a Roma, fino ad arrivare a Gioia Tauro, dove vive tuttora. Qui in Calabria consolida il suo punto di vista, originale e realistico, sulla vita e la situazione dei più deboli. E con questa sensibilità nel tempo dà vita ai due film in cui racconta le vicissitudini dei migranti e dello sfruttamento cui sono sottoposti e la vita fatta di escamotage dei Rom del ghetto della città. Ora con “A Chiara” si confronta con un altro aspetto strisciante del meridione, la ‘ndrangheta. Ma lo fa attraverso gli occhi e la vita di un’adolescente, che è costretta a riflettere sul futuro che vuole vivere.
Una giovane protagonista costretta a crescere
A recitare è una vera famiglia ma, il soggetto e la sceneggiatura sono il frutto dell’estro del regista, la storia è interamente inventata, anche se è basata su racconti e realtà quotidianamente vissuti. La trama ruota intorno alla famiglia Guerrasio, composta da padre, madre, e tre figlie. Chiara la secondogenita, scopre che la famiglia è coinvolta in traffici di stupefacenti e, il padre è scagnozzo del boss locale. Una rivelazione che sconvolge tutti gli equilibri familiari e che impone alla ragazza, appena quindicenne, di crescere in fretta.

Nella dichiarazione della giuria si legge: “Questa è un’opera di finzione, ma Carpignano conosce chiaramente il luogo e la situazione così bene da creare una sensazione molto coinvolgente. Il film riflette un genere che è stato ampiamente trattato nel cinema, ma questa volta da una nuova prospettiva. […] Questa storia della graduale crescita della giovane protagonista femminile e del suo rapporto con il padre e la sua famiglia allargata è brillantemente strutturata e costruita”.
Il talento di Jonas Carpignano sempre più vicino all’Europa
Jonas Carpignano, quindi, dimostra di avere un talento e un’energia fresca e innovativa. Il suo cinema va addirittura oltre il realismo dei grandi. Il cinema italiano ha veramente bisogno di registi di questo calibro. Dopo la conclusione di questa trilogia su Gioia Tauro e, la vita degli ultimi, chissà cosa avrà in serbo la sua inventiva. Ora, però, è il momento della meritata vittoria. Con la consapevolezza che aver vinto la Quinzaine des Realizaterus permetterà al film di ricevere il sostegno dell’Europa Cinemas Network. Un tassello in più per arrivare nell’Olimpo della celluloide.