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‘A nchianata d’a mMaculata

Preparativi, vestizione e  intronizzazione della Vergine Immacolata a Catanzaro  

Sant’ Andria porta la nova : ca ‘u sei è de Nicola, ‘u quatthru Barbarìa, l’ottu è de Maria, ‘u thridici ‘e Lucia, ‘u vinticincu d’o veru Messia!

Come recitato in questa filastrocca catanzarese già dal trenta novembre, in cui la chiesa ricorda Sant’Andrea, si comincia a respirare, anche in tempi di pandemia, l’aria delle imminenti festività. Tra i silenziosi riti, ad alcuni sconosciuti e per altri invece preziosi, che si svolgono in questo periodo c’è a nchianata d’a mMaculata.  

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Per molti catanzaresi è un appuntamento fisso e imperdibile, sentito al pari della messa di Natale o altre importanti solennità, che si svolge nelle ore pomeridiane del 28 novembre nella Basilica dell’Immacolata. Dopo i vespri, tra scroscianti applausi, preghiere, canti, inni e pastorali, l’artistico simulacro della Madonna Immacolata, che durante l’anno è esposto alla venerazione nel suo altare laterale della navata sinistra,viene intronizzato sull’altare maggiore con il tradizionale rito della “nchianata d’a Mmaculata”.

Un ruolo fondamentale in questa circostanza, oltre al parroco e ai concelebranti, è rivestito dalla Confraternita e dai molti devoti e volontari che silenziosamente prestano il loro tempo per la riuscita della cerimonia, con sentimento, passione e dedizione. Costoro infatti, il giorno precedente all’inizio della novena dell’Immacolata, compatrona della Città delle tre V, si preoccupano di scendere il simulacro e di portarla in sacrestia così da perpetuare il tradizionale rito della vestizione, un tempo, esclusiva solo di alcune nobil donne, le cui famiglie avevano particolari privilegi all’interno della Chiesa.

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Negli ultimi decenni ad occuparsene sono state la signora Teresa e ultimamente la devota Angela, in collaborazione agli altri membri della Confraternita. E’ un grande privilegio vestire il simulacro con l’abito della festa,  la scelta degli ori, della corona, il tutto rigorosamente a porte chiuse, per mantenere la bellezza e l’intimità del rito. La statua dell’Immacolata, con il suo luccicante e prodigioso manto celeste, viene posizionata davanti all’altare e attraverso una impalcatura ferrea a gradoni, accompagnata da inni e pastorali del Coro Polifonico SS. Trinità – città di Catanzaro, ha luogo l’attesa ecosiddetta nchjanata d’a mMaculata. In tanti ricordano con piacere il vivente organista Gerardo Pullano e le pastorali del M° Sorrenti, che rendevano questo rito ancora più magico e struggente.  

Dal giorno seguente alla nchianata ha inizio la novena, vissuta nella preghiera con le messe mattutine e da un po’ di anni anche serali. In passato la sera era riservata ai vespri e a particolari preghiere serotine. Le partecipate messe delle sei del mattutino sono caratterizzate da appassionati canti tra i quali il Vergin pietosa e Madre. La sentita devozione per l’Immacolata fa ritrovare i fedeli uniti nella preghiera, in questa novena, nell’attesa della ricorrenza l’8 dicembre. I catanzaresi ancor di più quest’anno si affidano e implorano l’aiuto dell’amata Vergine Immacolata Concezione al fine di lenire le difficoltà del momento e salvare il mondo da questa peste, che ha stravolto le nostre vite. 

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Una tradizione locale non completamente scomparsa prevede di festeggiare la vigilia dell’Immacolata così come si usa per il Santo Natale. In molte famiglie già si pensa ad ammollare il baccalà, ad acquistare le acciughe per le crespelle ed altre pietanze, oltre che a preparare l’albero  o il presepe le cui luci saranno accese la sere del sette. Luci di gioia e di speranza  in attesa dell’arrivo del Redentore.

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