Il palcoscenico del Teatro Greco di Siracusa riparte con Coefore Eumenidi di Eschilo. Le rappresentazioni classiche, quest’anno giunte alla 56° edizione, sono prodotte dalla Fondazione Inda. La tragedia è una coproduzione con il Teatro Nazionale di Genova. Ad assistere al debutto anche Luciana Lamorgese, ministro dell’Interno, Marta Cartabia, ministro della Giustizia. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, l’ex presidente del Senato, Pietro Grasso. Tra il pubblico anche l’attrice Lella Costa e il celebre regista Robert Carsen che nel 2022 dirigerà a Siracusa Edipo Re di Sofocle.
In Coefore Eumenidi Le scenografie del regista Davide Livermore e di Lorenzo Russo Rainaldi
Un pannello circolare al led, con il disegno di luci di Antonio Castro ed il video design di D-Wok, domina la scena diventando terra, fuoco, punto di accesso privilegiato con l’aldilà. Gli elementi che circondano i protagonisti, sotto la regia di Davide Livermore che cura anche le scenografie con Lorenzo Russo Rainaldi, contribuiscono a dileguare il tempo.
La linea di passato, presente e futuro si confonde per affidare al pubblico interrogativi tanto violenti quanto autentici. La vista è dominata da quell’elemento di neve e roccia che congela le immagini e costringe ad un algido immobilismo visivo ma anche interiore. Strumenti musicali ed oggetti dal valore simbolico sono frantumati in componenti disordinate. Anche i costumi di Gianluca Falaschi sottolineano un nuovo orientamento spazio-temporale.
Una capacità introspettiva dell’animo umano, quella della tragedia classica, che declinata in chiave contemporanea riesce a mantenere intatta la propria natura. Il virus da Covid-19, lo scorso anno, aveva impedito la messinscena della rassegna che torna a stupire il pubblico con le sue contaminazioni tecnologiche.
La dimensione del lutto al femminile in Coefore Eumenidi
Ad introdurre la rappresentazione anche Anna Della Rosa nei panni di Elettra che fin da subito trascina lo spettatore nel cuore della vicenda. Accanto a lei un’impeccabile Giuseppe Sartori interpreta Oreste in modo convincente. Si tratta di figli imbrigliati in un lutto ingiusto, davanti al quale non è possibile arrendersi. Ed è così che Oreste, in nome di suo padre Agamennone, decide che sia meglio inimicarsi gli uomini che gli dei. Si tratta di una giustizia divina. Così vuole la trama. Ma resta da chiedersi se Oreste, impugnando una pistola abbia vendicato i crimini di una casa corrotta o, piuttosto, quelli della storia dell’umanità.
Gli antieroi della narrazione
Nelle vesti di dissoluti antieroi contemporanei, Clitennestra interpretata da Laura Marinoni e Stefano Santospago in Egisto. Santospago regala allo spettatore una versione di Egisto, “colui che ha portato la corruzione nella casa”, ubriaco, aggressivo, violento, sessista. Contemporaneo.
Nel cast anche Giancarlo Judica Cordiglia nei panni di Apollo, Olivia Manescalchi invece è Atena, colui a cui spetta incarnare il tribunale della ragione, o forse in questo caso quello divino. Maria Grazia Solano è Cilissa e la Pizia è Gaia Aprea. Alice Giroldini, Valentina Virando, Chiara Osella, Graziana Palazzo e Silvia Piccollo sono Le Coefore. Maria Laila Fernandez, Marcello Gravina e Turi Moricca sono le Erinni/Eumenidi. I musici presenti in scena sono Diego Mingolla e Stefania Visalli. Spyros Chamilos è Pilade. Irasema Carpinteri interpreta una donna. Gabriele Crisafulli, Manfredi Gimigliano, Lorenzo Iacuzio, Roberto Marra e Francesca Piccolo sono, invece, le guardie. Federica Cinque è la statua di Atena.
Le musiche protagoniste di un’opera d’arte totale
La narrazione è ritmata da elementi sonori che ne scandiscono l’azione. La musica diventa, così, parte integrante della vicenda. Andrea Chenna, che firma le composizioni, ci propone una combinazione di suoni acustici e rielaborazioni elettroniche. I leitmotiv, definiti e ricorrenti, aiutano lo spettatore garantendo una visione chiara della tragedia.
La traduzione dal greco del testo di Eschilo è di Walter Lapini. Sax Nicosia, oltre a essere la voce e l’immagine di Agamennone, è anche il regista assistente.