Il genio visionario di Pasolini raccontato da colei che più di altri ha conosciuto l’anima profonda dell’intellettuale bolognese. Dacia Maraini rende omaggio al suo grande amico Pier Paolo Pasolini, con una raccolta di lettere, dal titolo “Caro Pier Paolo” (Neri Pozza), in occasione dei 100 anni dalla nascita dello scrittore, poeta e regista. Il libro, in uscita oggi 3 marzo, è composto da una serie di lettere che la Maraini ha voluto “inviare” al suo caro Pier Paolo. Si tratta di una sorta di “dialogo” con l’amico scomparso, che mostra la grande e sincera amicizia che ha legato i due scrittori, ricordando pezzi della loro vita insieme, come i viaggi in compagnia di Alberto Moravia e Maria Callas in Africa. L’idea di “Caro Pier Paolo” è arrivata grazie alla spinta di Roberto Cotroneo, che ha convinto la Maraini a mettere nero su bianco i suoi ricordi di (e con) Pasolini.

Caro Pier Paolo: dove i sogni e i ricordi si intrecciano

Pasolini e Dacia Maraini dividevano una villa a Sabaudia. Come riportato sulla descrizione di “Caro Pier Paolo”, lì l’autrice lo pensa mentre corre sui dossi, con un volto serio, pensoso e gli occhi accesi, immaginandolo poi in corsa sulle dune in un cielo non più ostile. Maraini dice di sognare spesso i suoi cari amici ormai scomparsi, tra cui anche Pasolini. I sogni hanno avuto un ruolo centrale nella genesi di “Caro Pier Paolo”. Questi si intrecciano ai ricordi di Pasolini e sono il terreno perfetto per le riflessioni attuali dell’autrice sulla figura dell’intellettuale, nonché amico Pier Paolo. Dacia Maraini non si sofferma soltanto sui dolci ricordi vissuti con Pasolini. Cita anche la sua misteriosa morte, avvenuta nel novembre del 1975 all’idroscalo di Ostia. Nonostante Pino Pelosi sia stato condannato come unico colpevole, Dacia Maraini ha sempre nutrito dubbi in merito, chiedendo da tempo anche la riapertura delle indagini.

Caro Pier Paolo - Primo piano di Pasolini

Pasolini: poeta originale e intellettuale ribelle

“Caro Pier Paolo” non è soltanto il ricordo di un’amicizia, ma anche il ritratto di un uomo straordinario. Pasolini è stato un poeta, scrittore e regista per molti versi profetico, sempre sincero, anticonformista e provocatorio. Per queste ed altre ragioni, gli venne affibbiato l’appellativo di “intellettuale scomodo”. Pasolini era questo. La sua visione della società, anche se cinica, era sempre lucida e reale. Dacia Maraini ripropone tutti questi tratti del carattere di Pasolini, ma ricorda anche la solitudine che attanagliava l’animo del suo amico. Uno degli aspetti più interessanti di Pasolini per l’autrice è il suo essere poeta. In “Caro Pier Paolo”, Maraini cita alcune delle più belle poesie scritte da Pasolini, che svelano l’essenza più profonda dell’autore e la sua originalità.

Le lettere che Dacia Maraini dedica all’amico in “Caro Pier Paolo” rappresentano una meravigliosa testimonianza della vita e del pensiero di Pasolini, uomo e intellettuale tra i più influenti della seconda metà del Novecento italiano. Sicuramente un testo che merita di essere assaporato e approfondito, per conoscere meglio la figura di Pier Paolo Pasolini, discusso quanto geniale poeta, scrittore e regista, che seppe raccontare con lucido cinismo la società italiana post-boom economico.

Foto di copertina: © Neri Pozza Editore.

“Caro Pier Paolo”, il ricordo di Pasolini nel libro di Dacia Maraini ultima modifica: 2022-03-03T15:30:00+01:00 da Antonello Ciccarello

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