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A pochi giorni dall’inizio della Fase 2 il Governo è a lavoro per definire le linee guida dedicate all’infanzia. Sono di vitale importanza perché dovrebbero consentire in buona misura il recupero di quella socialità che è venuta meno nel lungo periodo di quarantena. Socialità che nel caso specifico sarà garantita da una programmazione di attività all’aperto – da effettuarsi sempre in linea con le indicazioni del comitato tecnico-scientifico (che invitano naturalmente alla massima prudenza).

cortili - bambina su altalena
Photo by Kasturi Laxmi Mohit on Unsplash

Nella Fase Due servono certamente cautela e responsabilità. Nel loro attento rispetto, le attività all’aperto citate saranno già possibili dalle prossime settimane.

Obiettivo della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina – alla luce dell’incontro convocato dalla Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti a cui erano presenti la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora, la Sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa e i rappresentanti di Regioni, Comuni e Province – è quello di offrire una “mano concreta” alle famiglie: una “boccata d’aria” in vista della ripresa lavorativa.

La grande (e apprezzata) novità riguarderà i centri estivi, salvifica istituzione che da sempre si prende cura dei bimbi ad scolastico concluso, mentre madri e padri continuano a lavorare.

È in effetti previsto che siano messi a disposizione cortili e giardini delle scuole per lo svolgimento di attività ludiche e formative indirizzate ai più piccoli, e ancor prima del termine (ideale) delle lezioni. Attività che per questa prima fase saranno affidate a personale esterno. Si dovranno escludere, per ovvie ragioni, gli istituti scolastici impegnati nei lavori di edilizia e miglioria in vista di settembre. Per attuare il progetto serviranno protocolli sanitari rigidissimi che rispettino con massima attenzione le misure di distanziamento.

cortili - tante mani di bambini unite

Durante l’incontro tra i ministri si è più volte insistito sul ruolo che la socialità esercita sullo sviluppo del bambino: condizione imprescindibile per promuovere il benessere psicofisico, e quindi la salute in generale. Stare con i coetanei in spazi aperti e fare attività motoria è vitale per lo sviluppo della dimensione umana e sociale.

Questo il motivo principale per cui già dal prossimo 4 maggio, in collaborazione con gli enti locali e prima ancora delle date canoniche dei centri estivi, si potrà offrire alle famiglie quest’anteprima di sfogo per bambini e ragazzi (e anche per madri e padri, in un certo agognato senso): un primo protocollo ufficiale che permetterà loro l’attività in spazi aperti e accessibili – naturalmente a piccoli gruppi contingentati.

In valutazione anche l’ipotesi di espandere le risorse in favore di enti locali e famiglie proprio per il consolidamento dei servizi educativi. Il documento immediatamente successivo dovrebbe infine prevedere le indicazioni applicabili dal mese di giugno in riferimento all’attività dei centri estivi veri e propri. Saranno gestiti in collaborazione con enti sportivi, terzo settore ed enti locali. Tutti protagonisti in qualche modo della ripresa e di una doverosa risposta di prossimità ai bisogni delle famiglie. In questo senso saranno rese disponibili dal Ministero della Famiglia risorse aggiuntive che potranno essere incrementate in un secondo tempo in base ai bisogni che si vedranno emergere.

Va da sé che tutte le misure citate, da quelle deliberate a quelle in fase di elaborazione, saranno messe in campo sempre sotto l’attenta tutela del comitato tecnico scientifico.

Centri estivi in cortile. Boccata d’aria per le famiglie italiane ultima modifica: 2020-04-30T09:00:00+02:00 da Mariangela Cutrone

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