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Covid: è possibile produrre vaccini in Italia? Quali le problematiche esistenti e da superare? Questo il corposo argomento che giovedì prossimo sarà presentato sul tavolo del Mise (ministero sviluppo economico) dove ci sarà un incontro tra il ministro Giancarlo Giorgetti e il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi.

produrre vaccini in italia

Spiegare la complessità dell’iter di produzione dei vaccini sarà uno dei passaggi chiave dell’intervento del presidente di Farmindustria. Intanto, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute, oggi si registrano 13.314 nuovi casi positivi ( ieri 9.630). I nuovi decessi sono 356 (ieri 274); i dimessi guariti di oggi sono 12.898 (ieri 10.335). Complessivamente i casi positivi sono 387.948 (ieri 387.903).

Produrre vaccini in Italia, missione quasi possibile

Faremo il punto della situazione sulle possibilità di dare una mano” – ha detto Scaccabarozzi – “diremo al ministro come si produce un vaccino e quali sono i tempi. Un vaccino è un prodotto vivo, non di sintesi, va trattato in maniera particolare. Deve avere una bioreazione dentro una macchina che si chiama bioreattore. Da quando si inizia una produzione passano 4-6 mesi”. E il nodo della produzione infatti sono proprio i bioreattori. Lo ha sottolineato anche Rino Rappuoli, padre di tanti vaccini di nuova generazione, coordinatore della ricerca sugli anticorpi monoclonali di Toscana Life Sciences e direttore scientifico di Gsk.

produrre vaccini sperimentazione
Continua la sperimentazione per il vaccino italiano

Per produrre i vaccini anti-Covid in Italia, “bisogna intanto sapere che cosa si vuole produrre. Ci sono due fasi – ha spiegato – la prima riguarda la produzione della sostanza, il vaccino stesso. Cioè produco l’RNA, o la proteina, a seconda dei vaccini. Per farlo ci vogliono i bioreattori ma in Italia non ci sono gli impianti”. E ha chiarito, “solo Gsk li ha, ma non per il vaccino anti-Covid, bensì per quello contro la meningite che è batterico. Reithera ce l’ha ma non credo per fare milioni di dosi. La seconda fase riguarda l’infialamento e da noi molte aziende sono in grado di farlo”.

In Italia finora vaccinate oltre 3,5 milioni di persone

“Se si pensasse per esempio di adattare i bioreattori di Gsk per la produzione di vaccini anti-Covid, non si potrebbe immaginare un’operazione in tempi celeri. Tra l’altro questo significherebbe smettere di produrre il vaccino contro la meningite”. Tutto questo però non significa che non si possa pensare di metter su in Italia degli impianti con bioreattori. “Bisogna però tenere conto che serve lo standard e l’approvazione prima dell’Ema e poi dell’Aifa – ha specificato ancora Rappuoli – e i tempi non sarebbero brevi”. “Ma ci potrebbe essere un’altra via: il trasferimento in Italia della tecnologia già sviluppata da parte di Pfizer o Astrazeneca per esempio, e in questo caso ci vorrebbero dai 7-8 mesi, massimo un anno.

Vaccino Anti-covid - immagine di vaccinazione

Mentre partendo da zero con gli impianti, per arrivare alla produzione si impiegherebbero 2 anni”. Intanto l’aggiornamento quotidiano sul numero di vaccini somministrati in Italia registra che le dosi inoculate hanno superato i 3,5 milioni.  Delle oltre 3,5 milioni di dosi somministrate, 2.210.876 sono andate a personale sanitario e sociosanitario, 638.483 a personale non sanitario. E, ancora, 367.054 a ospiti delle Rsa, 261.444 a over 80, 24.902 a membri delle forze armate, 35.216 al personale scolastico. La maggior parte delle dosi impiegate, secondo dati del ministero della Salute, sono del vaccino Pfizer-Biontech (3.334.254), quindi Astrazeneca (110.016) e Moderna (93.705).

Covid: produrre vaccini in Italia, missione possibile? ultima modifica: 2021-02-23T17:28:52+01:00 da Redazione

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