Un manto dorato dal sole, un silenzio cosmico, la terra selvaggia. Questo è ciò che oggi regna nel piccolo borgo medievale di Craco. Una città nascosta, schermata da barriere naturali, quasi inaccessibile. Come fosse creata dalla penna del miglior autore fantasy. È lì, nel cuore più intimo della Basilicata, ferma nel tempo ad aspettare che qualcuno arrivi a farle visita.

La nascita di un gioiello

Austera e irraggiungibile, come se bastasse a se stessa. Questa è la sensazione che si potrebbe avere a prima vista. Poggiando i piedi su quella terra brulla, lo sguardo sulle sue bellezze forse si avrà l’impressione di violarla. E sì, perché Craco è una città tanto concreta quanto surreale. Avvolta da un fascino senza tempo, quasi indossasse una veste sacra. Non a caso è stata definita “città fantasma”. Eppure esiste, la si può toccare, percepire, sentire. Una presenza “vecchia” la sua. I primi insediamenti risalgono all’VIII secolo a.C. Ma la città vera e propria è datata al 1060. Nasceva sotto il nome di Graculum, ovvero “piccolo campo arato”. La vita del Paese proseguì per secoli, segnata dal passare del tempo. Una commistione di stili architettonici espressione della sapienza umana. Varcato l’ingresso si incontrano i quattrocenteschi palazzi nobiliari. Fermi e immobili se ne stanno affacciati sulla piazza principale. Seguono altri edifici dello stesso periodo: Palazzo Grossi e Palazzo Carbone dai ricchi apparati decorativi. E poi ecco d’improvviso ergersi il torrione del Castello. Imponente e robusto volge il suo sguardo severo verso la città. Ma non è finita qui. Craco è attraversato dalle contrade.

Craco. Immagine di un'antica strada lastricata costeggiata da storici edifici nel borgo di Craco

Luoghi insoliti dove lasciarsi trasportare dalla suggestione della storia. Canzoniere, San Lorenzo, Sant’Eligio. Tra queste è la prima ad avere una maggior ascendenza sulle menti di chi la percorre. La leggenda narra della presenza di un’antica taverna cui la contrada deve il suo nome. Lì una ammaliante locandiera intrappolava nella sua rete seduttiva gli avventori del locale. Come fosse una Dea della mitologia, la fascinosa donna sfruttava le sue armi amatorie per uccidere. Gli sventurati uomini, caduti in trappola, venivano infatti messi sotto aceto diventando “protagonisti” di un piatto tipico della zona.

Craco oggi

Attualmente è possibile visitare la città solo accompagnati. Un piccolo ufficio turistico dove poter prenotare il mini tour. Muniti di caschetto, per ragioni di sicurezza, i turisti potranno godere della “voce narrante” di una guida. Comprendere ciò che si osserva e che si percorre. La storia passata di un borgo antico. Ma c’è di più. Oltre alle spiegazioni artistiche e storiche, Craco offre al visitatore un’atmosfera onirica. Qualcuno ammette di aver percepito misteriosi suoni. Forse le voci di quelle presenze antiche che un tempo animavano il borgo. Come anche insolite figure in movimento dentro le vecchie abitazioni e le masserie che caratterizzano alcune contrade. Il silenzio surreale di questi luoghi, le strade vuote, i poderosi edifici si trasformano in voci e visioni. Quelli frutto di un’immaginazione suggestionata.

Craco. i profili degli antichi edifici di Craco delineati da un cielo nuvoloso

Echi spiegati anche dalla particolare morfologia del territorio. Una natura che padroneggia. Forti e nerboruti. Sono i calanchi, effetti di erosione di un terreno argilloso “mangiato” nel tempo dall’acqua. Ne nascono strane conformazioni: pertugi, incavi, bocche. Un paesaggio di cui si può godere salendo alla vecchia torre. Il tutto con l’ausilio dei sistemi di sicurezza. Non va infatti dimenticato che Craco fu interessato da frane, alluvioni e terremoti. L’ultimo avvenuto solo nel 1980 portò all’abbandono totale del borgo. Da quel momento acquisì il titolo di “Città fantasma”. Ma dal 2010 iniziarono i lavori di recupero dell’area. La necessaria salvaguardia di un patrimonio storico che ad oggi registra un’importante affluenza di visitatori.

Sabrina Cernuschi

Autore: Sabrina Cernuschi

Laureata in Scienze Storiche lavoro da anni nel campo della didattica culturale. Amo curiosare dietro i perché delle cose per scoprirne le origini, le storie e rimanerne entusiasta un po’ come capita ai bambini quando esplorano! Per questo prediligo scrivere articoli a tema cultura: sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo su cui indagare!

Craco: città fantasma nel cuore della Basilicata ultima modifica: 2019-03-28T09:00:25+02:00 da Sabrina Cernuschi

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