Da Gallinaro a Parigi il passo non sembra affatto breve. Tutto inizia quando Silvio Caira e Domenica Tavolieri si trasferiscono a Parigi con i loro quattro figli. Saranno le sue tre figlie a dare una scossa all’ambiente parigino, mettendosi in luce come femministe antesignane, loro che arrivavano dal basso Lazio.
Da Gallinaro a Parigi
Molti si saranno chiesti come mai dalla Valle di Comino e da quella che si chiamava “Alta terra di Lavoro”, sia partita tanta gente verso la Francia e il nord Europa. Erano tempi, intorno all’Unità d’Italia, in cui lentamente si intensificò questo genere di emigrazione, tra l’altro molto legato all’arte. Dalla Valle di Comino quindi in tanti partivano per le grandi capitali europee. Parigi principalmente è stata sede stabile di tante donne italiane bellissime, tutte nate nel basso Lazio.

La maggior parte di queste donne hanno posato per i più grandi artisti e poi molte sono rimaste nella capitale francese. Alcune hanno aperto un ristorante italiano, una trattoria e non sono più tornate nella terra natia. Arrivati a Parigi, o perché avevano seguito un pittore o perché si erano innamorate, comunque per il loro temperamento, le vesti particolari, erano ricercate e hanno lascito un’impronta nell’arte.
Accademia Vitti
Tuttavia, l’emigrazione per motivi artistici, è di gran lunga precedente, e risale pressappoco al Dal 1850. Tutti volevano ritrarre una modella italiana, che di fatto era sempre del baso Lazio. L’italienne era la modella più ambita. Pensate che ancora all’inizio del 1900 a Parigi si contano almeno 800 modelli provenienti dalla Valle di Comino e la maggior parte, proprio da Gallinaro.

Emblematica è ad esempio la vicenda singolare e di profondi risvolti artistici, delle sorelle Caira, che invece avevano seguito i genitori. Erano originarie di Gallinaro, una piccola località che pochi oltre i confini del Lazio conoscono, eppure di strada queste sorelle, ne hanno fatta. Anch’esse diventarono artiste, ma avviluppate da quell’ambiente, a Parigi, diventarono anche artiste molto riconosciute. Tuttavia ciò non bastava.
Modelle ciociare
Alle donne dell’epoca la scuola statale di pittura era preclusa, specie per il divieto di ritrarre dei nudi, specie maschili. Evidentemente le sorelle Caira volevano rompere il tetto di cristallo. Del resto arrivando dall’Italia, patria di Artemisia Gentileschi, non potevano accettare supinamente un divieto simile. Come dicevo, le tre sorelle Caira, si fecero largo nel mondo dell’arte. La prima Maria, nasce a che Gallinaro nel 1872 e inizia subito a fare la modella.

Già a Roma, posa per diversi fotografi importanti e per vari scultori dell’epoca. Piuttosto giovane sposa Cesare Vitti di Casalvieri e insieme danno vita alla nota scuola di pittura “Vitti” al 49 Boulevard di Montparnasse. Sarà una fucina d’arte per almeno venticinque anni. Nella scuola “Vitti”, passeranno moltissimi artisti come Rainer Maria Rilke. Da lì passa anche Sylvia Beach. La Beach è stata la prima donna ad aver aperto una libreria, ovvero la Shakespeare and Company.
Le sorelle Caira
La peculiarità di questa accademia vera e propria era una provocazione al maschilismo dell’epoca, poiché era aperta alle sole donne, poiché le altre scuole simili, non consentivano alle studentesse di accedere. E’ stato così pressappoco fino al ‘900. Nell’illuminata Parigi, forse retrograda per alcuni aspetti, le sorelle di Gallinaro si fanno strada eccome.

Anna Caira, la seconda delle sorelle sposa il nobile Henri des Prureaux ed entra in contatto con i massimi esponenti della cultura di fine ‘800 dell’epoca. Quindi il loro non era solo un capriccio, ma hanno fatto un pezzetto di storia. Anna posa a lungo da modella, poi diventa poetessa e viaggia per tutta l’Europa insieme al blasonato marito. Anche la terza sorella, Giacinta, posa come modella, ma diventa anche pittrice. Inoltre le Caira avevano un fratello Antonio, a sua volta modello, che posò come modello per la banconota da 100 franchi.
Montparnasse Da Gallinaro a Parigi
Anche Picasso mandò lì degli allievi all’accademia Vitti. E’ bene che la Ciociaria tutta ricordi queste sorelle femministe ante litteram. L’avventura parigina però ahimè finisce pressappoco nel 1914 quando scoppia la prima guerra mondiale. Anna pero, la seconda delle sorelle si trasferisce a Firenze con il marito collezionista, e continua nella sua opera a favore dell’arte.
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