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Elisabetta Bagli è un’apprezzata autrice di racconti, fiabe e poesie. I versi, in particolare, occupano un posto di primo piano nella sua vita, orientata da sempre alla cultura, all’introspezione, alla ricerca delle “sfumature” che solo l’arte poetica è capace di cogliere. Appassionata di letteratura, Elisabetta è una vera “divoratrice di libri”, come lei stessa ama definirsi. Ha soli 13 anni quando comincia a leggere Tolstoj e Proust. Famosa nel mondo per le sue rime, molte delle quali sono state tradotte in dodici lingue, ha partecipato con successo a concorsi letterari internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti. Fra tutti, il prestigioso “Creativity Prize” al “Premio letterario Naji Naanam 2020”, in Libano, che ha visto la partecipazione di oltre 3 mila concorrenti.

Elisabetta Bagli: commercialista mancata, poetessa affermata

Elisabetta nasce a Roma 50 anni fa. Vive a Madrid, dove si trasferisce, nel 2002, per amore di suo marito Fernando Val Garijo, docente di diritto internazionale pubblico all’Uned (Universidad nacional de educación a distancia). È madre di due ragazzi: Francesca Romana, 16 anni, e Stefano, 14, che a Madrid frequentano la scuola italiana. Figlia di un commercialista, si laurea in Economia e commercio alla “Sapienza” e inizia a lavorare con il padre e il fratello nello studio di famiglia. Ma non è quella la sua vera vocazione. A Roma conosce Fernando, che ha scelto l’Italia per perfezionare gli studi. Si innamorano e si sposano. Lei, che ha sempre sognato di andare all’estero, si trasferisce con suo marito a Madrid. Nella capitale spagnola, pianifica la sua nuova vita. Fa la traduttrice (conosce quattro lingue), dà libero sfogo alla sua innata passione per la scrittura, diventa organizzatrice di eventi letterari.

Elisabetta Bagli, le copertine dei suoi libri

Le pubblicazioni

Nel 2011 pubblica, in spagnolo, il suo primo libro di poesie, “Voce” (“Voz”), che nell’edizione del 2015 viene editata anche in italiano. Seguono altre tre raccolte poetiche: “Dietro lo sguardo”, nel 2013; “Le nostre due anime”, nel 2017; “Dal Mediterraneo”, nel 2019. Quest’ultimo lavoro, realizzato insieme alla poetessa greca Sofia Skleida, è inserito nei libri dell’anno 2019, al decimo concorso letterario mondiale svoltosi a Cipro. Del 2019 è anche la raccolta di racconti “Riflessi nello specchio”. Elisabetta è anche autrice della fiaba “Mina, la fatina del lago di cristallo”, del 2013.

Elisabetta Bagli - Premio all'Italianità per la Cultura 2019, con l'Ambasciatore Stefano Sannino il 12 ottobre 2019
Elisabetta Bagli con Stefano Sannino, ex ambasciatore d’Italia in Spagna

Con l’Aim è divulgatrice della cultura italiana nel mondo

Elisabetta è segretaria dell’Aim per la Spagna (Associazione per l’Italia nel mondo), che ha il fine di divulgare la cultura italiana a 360 gradi. Per il suo impegno associazionistico, nel 2019, riceve il “Premio all’italianità per la cultura”. A consegnarglielo è l’ex ambasciatore d’Italia in Spagna, Stefano Sannino. A queste attività, Elisabetta unisce anche la passione per la comunicazione. Collabora infatti con diverse testate giornalistiche e, da poco tempo, con la radio italiana Icn di New York, intervenendo ogni lunedì pomeriggio nel programma “Ciao Tony”, condotto da Anthony Pasquale. Componente di giuria in numerosi concorsi culturali, il 21 dicembre 2019 partecipa in Italia al Premio letterario internazionale “Dal Tirreno allo Jonio”, a cui fa da cornice la meravigliosa città di Matera. In questa intervista, Elisabetta si racconta, e lo fa con il cuore.

Elisabetta Bagli - Letras del Mundo- Poetas para la Paz - Bolivia
Uno dei numerosi riconoscimenti ricevuti da Elisabetta
Elisabetta, quando è nata la sua passione per la scrittura?

«In realtà, ho scritto da sempre, ma non sapevo che quel che scrivevo potesse interessare anche ad altri. La scrittura, così come la lettura, sono attività innate nel mio modo di essere. Dovevo solo rendermi conto che quel che scrivevo poteva essere letto. Un giorno, un mio amico che mi conosceva bene e, soprattutto conosceva la mia scrittura, mi consigliò di lanciarmi in questo mondo. Così nacque la mia prima silloge “Voce” e ora, dopo tanto tempo, sono ancora qui».

Chi sono i suoi autori preferiti?

«Emily Dickinson ed Elizabeth Barrett Browning, due poetesse davvero straordinarie. La lettura delle loro poesie mi ha regalato la possibilità di esplorare altri mondi e altre epoche. Mi piacciono molto anche Borges, Salinas e Alberti, poeti incredibili, ognuno con le proprie passioni, illusioni e visioni della vita. Gli scrittori che amo di più sono invece Pirandello e Oscar Wilde, per quel loro modo di rappresentare la realtà attraverso le maschere che l’essere umano è incline a indossare per risolvere e vivere la vita. Con tutti questi autori, e con molti altri, ho imparato a leggermi dentro e noi tutti sappiamo che l’introspezione è fondamentale per scrivere, soprattutto poesia».

Elisabetta Bagli firma uno dei suoi libri
Come definisce la poesia?

«È difficile dare una definizione univoca di poesia. La poesia è parola, verso, spesso è silenzo, però, soprattutto, questa voce intima e potente con la quale si canta alla vita, ai suoi colori per ascoltare il suono dell’anima, per viaggiare tra le emozioni, tra i propri fantasmi; è quella voce che libera le paure, i timori, i sorrisi, l’amore, la bellezza e la speranza umana. Tutto questo e molto altro è poesia: la poesia siamo noi in ogni nostro respiro».

Dei numerosi versi che ha scritto, qual è quello che sente più suo?

«Sono legata a molti versi e a molte mie poesie. Però uno dei miei versi più rappresentativi è: “Non scrivere più è morire dentro / e tu non puoi” (“Scrivere”, da “Voce”). Uno scrittore non può non scrivere, perché scrivere è vita, è la vita! Sono una persona abbastanza positiva e felice di quel che ha, ma se non scrivo poche righe al giorno, anche solo per me, non mi sento realizzata».

Com’è fatto il suo “mondo”?

«Non è un mondo diverso da quello che sperimentano tante persone, nel senso che vivo la mia giornata come si presenta, con gli impegni di lavoro e familiari, vedo gli amici, passeggio al parco, vado al museo. La scrittura è dentro di me e tutto sorge dall’osservazione del mio intorno e da quel che la mia anima sente mentre osservo. I miei versi nascono ovunque, in autobus, mentre faccio la spesa, mentre passeggio, mentre cucino. Ho sempre con me un pezzo di carta e una penna per non farmi sfuggire l’ispirazione. A volte, quell’ispirazione la devo rivedere, altre volte rimane esattamente così com’è stata scritta nella prima stesura. Non è un mondo particolare quello della scrittrice, è solo una questione di atteggiamento con il quale il mondo viene filtrato attraverso il proprio personale sentire».

Parque del Retiro, a Madrid
Madrid, Parque del Retiro
C’è un luogo che la ispira particolarmente?

«Il Parque del Retiro, a Madrid, uno dei parchi più belli del mondo. Camminare nel suo verde, tra laghi ed edifici impressionanti nei quali si respira arte, cultura e storia è per me una fonte inesauribile di ispirazione. Non solo alcune mie poesie sono nate lì, ma tutta la storia di “Mina, la fatina del lago di cristallo” è ambientata al parco e, in particolare, nella zona del Palacio de Cristal, luogo magico per eccellenza».

Roma e Madrid, due città che le appartengono, anche se in maniera diversa. In che modo è legata all’una e all’altra?

«Roma è la mia città, perché ci sono nata, ci sono i miei affetti, la mia famiglia d’origine, i miei amici, quelli che sai resteranno per sempre al tuo fianco, a distanza dello spazio e del tempo. Madrid è la mia città d’adozione, che mi ha accolto come una figlia, che mi ha fatto scoprire altri aspetti di me e della mia personalità, che mi ha dato l’input per poter scavare nella mia anima e aprirla a questo nuovo mondo della letteratura che ha sempre avuto un ruolo fondamentale per me, ma che non sapevo di amare così tanto. Roma mi ha dato la vita, Madrid mi ha dato una diversa opportunità per viverla».

Elisabetta Bagli, da Roma a Madrid, inseguendo un sogno ultima modifica: 2020-07-04T10:40:00+02:00 da Antonietta Malito

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