Può essere che un marchio automobilistico faccia più gola di una Coca-Cola fresca o faccia sognare più di Walt Disney? È così, si tratta del marchio Ferrari.

Ferrari, la regina delle automobili

Già nel 2014 il marchio Ferrari, orgoglio made in Italy, era stato il marchio più popolare al mondo. Nella classifica di Brand Finance, società che dal 1996, da Londra, stila le classifiche dei marchi più popolari. Si tratta di un caso in cui popolarità corrisponde a qualità. Una qualità che ha radici nel passato storico del suo fondatore e nell’attualità, non solo per quanto riguarda la nota produzione di automobili sportive, ma anche per quanto riguarda il benessere dei suoi lavoratori. La Ferrari, con sede a Maranello, vicino a Modena, è la più grande vincitrice di corse in Formula 1, dagli anni’50. Enzo Ferrari (1898-1988), imprenditore schivo e legato al suo mondo. Pilota dai grandi sogni. Orfano a sedici anni, “salvato” da una pleurite, fu congedato dal fronte. Era uno di quei “ragazzi del ‘98-’99”, i giovanissimi che un secolo fa partivano per le trincee della Grande Guerra.

Ferrari - Enzo Ferrari
Enzo Ferrari

La creazione di Enzo Ferrari

Cresciuto nell’officina del padre, ventenne, lavorava alla FIAT (a Torino conobbe la moglie) e partecipava a diverse competizioni automobilistiche, quando l’automobile era ancora la fresca invenzione futurista, lanciata sul promontorio dei secoli. Lo strumento dell’uomo nuovo, destinata a cambiare l’idea di movimento del secolo XX. Ferrari prese il “cavallino rampante” dall’aereo del nostro “Barone rosso”, Francesco Baracca, uno dei primi “cavalieri dei cieli”. Il disegno gli fu donato dalla vedova di Baracca. Ne fece il marchio della sua scuderia (inizialmente filiale agonistica Alfa Romeo) e della sua fabbrica: Auto Avio Costruzioni. Era il 1939, Ferrari convertì di lì a poco la sua produzione in costruzione di componenti per velivoli militari, per la Seconda Guerra Mondiale. Perciò la Ferrari fu bombardata dagli Alleati. Dopo la guerra incominciò una scalata, nel boom economico italiano, che l’ha portata a essere oggi la più apprezzata casa produttrice di automobili sportive, il marchio internazionale in assoluto più famoso del mondo nel 2018. È rimasta saldamente legata a Maranello, dove ha sede il Museo Ferrari.

Come funziona la Fabbrica Ferrari

Ferrari ha 3500 dipendenti e produce 8500 vetture all’anno. Gli operai godono del servizio di check-up annuali completi per loro stessi e le loro famiglie. Lavorano in un ambiente luminoso, disegnato da grandi architetti. Il loro eccellente ristorante si chiama Il Podio, perché tutti vincono in Ferrari. Hanno aree verdi e ricreative, palestre complete per il fitness.  Nell’ultimo anno hanno avuto tutti un premio di produzione pari a tre mensilità. E’ anche questo ciò che, proseguendo nello spirito del fondatore, fa grande il marchio Ferrari. Dietro questa produzione di lusso c’è infatti un gruppo di lavoratori felici, con alti comfort a disposizione. Un modello di produzione a livello mondiale. Una richiesta che fanno però i lavoratori Ferrari riguarda l’istituzione di nidi.

Ferrari - Cavallino rampante

I nidi nelle fabbriche sono una grande istituzione sociale, molto diffusa in Germania e nelle fabbriche dei paesi nordici. Ed è importante ricordare l’attenzione di Ferrari ai lavoratori, in un mondo dove i diritti vengono progressivamente smantellati e le multinazionali, specie i colossi del mercato online ingovernato, fanno il buono e il cattivo tempo dei lavoratori, seguendo il solco della delocalizzazione, fondata spesso sullo sfruttamento di lavoratori in paesi con stati di diritto arretrati e sull’accettazione della disoccupazione nei paesi di origine.

Lo stato dei diritti

Lo sviluppo spesso non è coinciso con l’esportazione del modello europeo illuminista di stato di diritto, ma spesso con la ricerca di manodopera senza diritti, assetata di briciole di sviluppo tecnico-consumistico, che però dopo anni di inquinamento dissennato e sradicamento nel nostro mondo, ci siamo resi conto che senza diritti e difesa della salute e dell’ambiente, non vale la pena. Tanto più se ponendo nuovamente in competizione paesi e continenti. Oggi si sta quindi forse tornando indietro, lo dimostrano per esempio gli operai dell’Audi a Gyor, Ungheria, nel cuore dell’Europa, da giorni in sciopero. La loro alternativa è accettare di lavorare il doppio, con straordinari pagati a rate, o accettare la loro sostituzione con i robot.

Ferrari - Henry Ford
Henry Ford

Pensare che Henry Ford, pioniere americano dell’industria automobilistica, quando Enzo Ferrari veniva al mondo, aveva scritto un decalogo in cui riteneva la paga giusta la più alta possibile, la macchina strumento per migliorare il lavoro dell’uomo e non per toglierglielo e dargli qualche sussidio. Ford realizzò per primo le settimane lavorative di cinque giorni e di otto ore giornaliere. Si spera che questi principi, osservati da Ford e Ferrari, rimangano e saranno ancora in futuro il metro di valutazione dei buoni marchi industriali, anche da parte del pubblico.

Francesco Bonicelli Verrina

Autore: Francesco Bonicelli Verrina

Nato a Novi Ligure il 9/2/1991. Insegnante di Filosofia e Storia. Studioso e appassionato di storia e letterature dell’Europa centrale e orientale. Ha pubblicato poesie e narrativa: “Della Precarietà” Primo Premio Mario Soldati 2010, “L’ultima bionda”, “Teleki Pal (uno scritto semi-serio) i nazisti obesi e Dubcek”, articoli su Il Foglio, Il Pensiero Storico, Nuova Storia Contemporanea, Studi Ungheresi, Terra Humana, Ungheria News, Nuova Atlantide, Tepee e saggi storici: “Teleki Pal”, “Dubcek. Socialismo dal volto umano”, “Lo strano matrimonio fra l’Unione Sovietica e i militari argentini”, “Le problematiche dei rapporti fra Religioni e Istituzioni nel Commonwealth australiano”, “ICP and the political crisis in Poland”. Laureato in Scienze Storiche e in Scienze Internazionali a Genova, ha vissuto in Russia, Slovacchia, Australia.

Ferrari, marchio internazionale più conosciuto al mondo, supera Coca Cola ultima modifica: 2019-02-18T09:00:22+02:00 da Francesco Bonicelli Verrina

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