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Sta arrivando l’estate e la preoccupazione da settimane è il se e come ci sarà permesso di andare al mare. Pe via delle restrizioni dovute al Coronavirus, nulla è come prima. Tantomeno stare sdraiati in una spiaggia più o meno affollata a prendere sole e godere il meritato riposo.

Attualmente si stanno studiando vie alternative alle improbabili cabine in plexiglas da montare in batteria negli stabilimenti. Prima soluzione avanzata e subito contestata – a buona ragione, ci sentiamo di dire.

Cristina Fera ha 29 anni, è un architetto siciliano che ha affinato le sue competenze e il suo gusto nella città di Milano – crocevia vivacissimo del design internazionale – dov’è impegnata da qualche anno e con buon successo nel campo della moda. Cristina ha voluto avanzare la sua proposta: un progetto originale, attentamente funzionale, e che all’efficacia non sacrifica il buon gusto.

girandole progettata da Cristina Fera
la Girandola di Cristina (origine del concept)

Si chiama Girandola: una sorta di bungalow a rotazione espandibile (fino a quattro metri e mezzo).  Una soluzione che si adatta facilmente al all’arredo e al panorama delle nostre spiagge. Grazie alle pareti divisorie mobili a rotazione consente un certa vicinanza tra cabina e cabina evitando sprechi di spazio e riuscendo ad accogliere – sempre in sicurezza – un consistente numero di villeggianti.

L’idea è venuta a Cristina scorrendo appunto in rete le immagini degli infelici cubicoli di plexiglas. In fase di progettazione, il suo obiettivo principale è stato creare qualcosa che consentisse davvero di vivere l’estate agli italiani (sarà difficile ospitare stranieri in questa complicatissima stagione – ndr). Cristina sa bene che il plexiglas non si adatta alle nostre spiagge, non è né estetico né funzionale: investito dai raggi solari surriscalda tutto ciò che contiene cuocendolo in una specie di lenta agonia tropicale. Per questo si è messa a lavoro.

girandole - progetto da Cristina Fera
Girandola di Cristina (render)

C’è anche un po’ di Sicilia nel suo processo creativo, come ci spiega lei stessa:

In questi giorni con le mie amiche stavo immaginando a come sarà la nostra l’estate. Ho rivolto un pensiero alle persone che hanno dei lidi e anche a quelle che andando al mare non si sentiranno al sicuro temendo il contagio. Abbiamo anche fatto commenti sulle strutture in plexiglas che hanno sollevato tante critiche. Una sera dopo il lavoro mi sono messa a immaginare quale poteva essere una soluzione creativa e al tempo stesso bella. Mi sono ispirata alla conformazione del territorio della mia regione, la Sicilia. Ho pensato subito di progettare strutture capaci di farci vivere l’estate senza rinunciare al mare, confortevoli di sera per quei lidi che organizzano concerti e djset. Le girandole nascono per offrire funzionalità. E consentono di abbronzarsi in relax evitando assembramenti.

Il progetto Girandola è in progress. Cristina studia in questi giorni gli accorgimenti che lo renderanno il più efficace possibile. La scelta dei materiali, su tutti:

Il mio lavoro nella moda mi sta aiutando. Ho lavorato tanto per gli allestimenti di eventi nei quali ci si focalizza sulle tipologie dei tessuti da utilizzare. Nella scelta dei tessuti per le girandole mi sono concentrata molto sulla consistenza. La leggerezza è importante per sfruttare al massimo le potenzialità dell’ambiente marino.

Il materiale allo studio sarà perciò estremamente leggero. Sembrerà lino, sia alla vista che al tatto. Come in una girandola, la sua levità asseconderà i flussi del vento e il differente orientamento dei pannelli permetterà di scegliere l’areazione che più gradiamo. Le girandole saranno lavabili e si potranno sanificare con facilità. Di giorno permetteranno un’ottima esposizione ai raggi e ci si potrà abbronzare senza soffrire il caldo perché le trama della struttura e i tessuti che la compongono sono assemblati per evitare ristagni d’aria. Le cabine poi potranno essere usate anche di sera, perché ciascuna munita di un suo sistema di illuminazione integrato.

girandole - ideate da Cristina Fera

Ci sono persone che non accettano i cambiamenti. Leggo commenti negativi. Però ci sono anche persone che si sono messe a immaginare con me e che mi hanno contattata – ci dice Cristina, confessando che comunque le difficoltà maggiori, in questo particolare periodo, riguardano la catena e i costi di produzione: Tendenzialmente non sarebbero altissimi, ma ci potrebbero essere difficoltà per le attività commerciali in grave affanno a causa dell’emergenza sanitaria.

Non è ancora chiaro, ad oggi, che estate ci aspetterà, nuovi decreti certamente arriveranno. E Cristina si augura che dopotutto non ci sia neppure bisogno di queste precauzioni. Ci saluta però con un pensiero di energia e condivisione:

Le girandole mi ha fatto venire tanta voglia di disegnare nuovi progetti. Dopo questa emergenza ci sarà tanto da riprogettare e bisogna attivarsi creativamente, sfruttare al massimo il tempo di quarantena.

Cristina
Girandola. L’idea di Cristina per riportarci al mare ultima modifica: 2020-05-01T13:00:00+02:00 da Mariangela Cutrone

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