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I Giochi del Mediterraneo: Taranto capitale dello sport

Si sono accesi, a Taranto, i riflettori sulla XX edizione dei Giochi del Mediterraneo, la grande kermesse sportiva che per quindici giorni, fino al 3 settembre, trasformerà la Puglia nel crocevia sportivo di tre continenti. Circa 4.500 atleti provenienti da 26 nazioni che si affacciano sul Mediterraneo (dall’Europa all’Africa fino al Medio Oriente) si sfideranno in 33 discipline, 28 individuali e 5 a squadre, dall’atletica leggera al nuoto, dalla vela al judo, passando per calcio, pallavolo e canottaggio. Le gare non si concentreranno solo nel capoluogo ionico, ma coinvolgeranno altre 14 città pugliesi, in un abbraccio corale che ricorda quello di Bari, unica altra sede pugliese della manifestazione, nel lontano 1997.

La cerimonia di apertura, in programma allo stadio Erasmo Iacovone, vedrà la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e sarà affidata, per la delegazione azzurra, ai portabandiera Irma Testa e Filippo Tortu. La spedizione italiana, la più numerosa in gara con 498 atleti (259 uomini e 239 donne), schiera peraltro un poker di campioni olimpici del calibro di Gianmarco Tamberi, Filippo Tortu, Diana Bacosi e Gabriele Rossetti.

Una curiosità che pochi conoscono: i Giochi del Mediterraneo non nacquero per caso, ma da un’idea del dirigente sportivo egiziano Muhammed Taher Pasha, lanciata addirittura durante le Olimpiadi di Londra del 1948, quando viaggiare da una sponda all’altra del Mediterraneo era costoso e complicato per molte federazioni. L’esordio ufficiale avvenne nel 1951 ad Alessandria d’Egitto, con appena 734 atleti in gara: un numero che oggi, a Taranto, verrà più che sestuplicato. Le donne, invece, dovettero attendere il 1967 per debuttare: solo 38 su 1.250 partecipanti complessivi, una sproporzione che oggi appare quasi incredibile.

Altro aneddoto suggestivo riguarda Pietro Mennea, che proprio ai Giochi del Mediterraneo — a Smirne, nel 1971 — conquistò a soli 19 anni il suo primo titolo internazionale, anni prima di diventare leggenda dell’atletica mondiale con l’oro olimpico dei 200 metri a Mosca 1980.

E l’Italia, a Taranto, arriva da grande favorita della storia: su 19 edizioni disputate finora, ne ha vinte ben 14, un dominio spiegato dagli esperti con due fattori principali. Da un lato la Nazionale azzurra schiera sempre atleti di primissimo livello, mentre molte altre delegazioni utilizzano l’evento come vetrina per le seconde linee; dall’altro l’Italia è tra le pochissime nazioni a partecipare con squadre competitive in ogni singola disciplina in programma.

Per l’occasione, Taranto ha investito oltre 150 milioni di euro in nuove infrastrutture: uno stadio da 21.000 posti, un moderno impianto natatorio e un centro nautico da mille posti, oltre a più di 50 impianti sportivi coinvolti nell’organizzazione. Curiosa anche la soluzione scelta per ospitare gli atleti: il villaggio olimpico sorgerà a bordo di due navi da crociera ormeggiate nel porto della città, un’idea che unisce logistica e suggestione marinara, perfettamente in linea con l’identità di Taranto, città di mare per eccellenza. Il logo dei Giochi, disegnato dai ragazzi dell’Istituto “Gaetano Salvemini”, raffigura due X stilizzate ispirate al celebre Monumento al Marinaio: un dettaglio che racconta, meglio di ogni discorso ufficiale, quanto questi Giochi siano già entrati nel cuore della città.

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