Dal 19 al 25 ottobre ambasciate, consolati e Istituti italiani di cultura di tutto il mondo festeggeranno la nostra lingua. È la XXVI edizione della Settimana della lingua italiana nel mondo, e quest’anno ha un titolo che è quasi una dichiarazione d’amore: «Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano». L’idea è raccontare l’italiano non solo come la lingua della poesia e dell’opera, ma come strumento di creatività e innovazione: nella tecnologia, nella scienza, nell’ingegneria, nel design, nella moda, nell’arte e nella letteratura.
Venticinque anni di una settimana speciale
La Settimana è nata nel 2001 e da allora si tiene ogni anno nella terza settimana di ottobre, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. La organizza la rete diplomatica e consolare insieme agli Istituti italiani di cultura, con partner come il Ministero della Cultura, l’Accademia della Crusca, la Società Dante Alighieri, RAI Italia e la Confederazione Svizzera. L’italiano, infatti, è una delle lingue nazionali della Svizzera. Oggi è il più importante appuntamento dedicato alla nostra lingua nel mondo.
Una lingua nata per inventare
Il tema di quest’anno affonda le radici nella storia. Leonardo da Vinci riempì i suoi taccuini di macchine, studi e progetti scritti in volgare. Nel 1632 Galileo Galilei scelse di pubblicare il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo in italiano e non in latino, perché la scienza potesse arrivare a un pubblico più ampio. L’italiano diventava così la lingua di chi osserva, misura e scopre.
Ogni Istituto declina il tema a modo suo. A San Paolo del Brasile è previsto un ciclo di incontri con la linguista Paola Tiberii, curatrice del Dizionario delle collocazioni. A Miami l’italiano incontra il rap con «LetteratuRap» di Murubutu, l’artista che trasforma i classici della letteratura in canzoni. Ci sono poi concorsi per studenti, mostre, presentazioni di libri e incontri nelle università.
Le curiosità
- Il pianoforte porta un nome italiano perché è nato in Italia. Intorno al 1700, a Firenze, Bartolomeo Cristofori creò uno strumento a tastiera capace di suonare piano e forte a seconda del tocco. Lo chiamò «gravicembalo col piano e forte». Il più antico esemplare arrivato fino a noi, del 1720, è conservato al Metropolitan Museum di New York.
- L’Italia ha fatto da apripista anche nei dizionari. L’Accademia della Crusca, fondata a Firenze nel 1583, pubblicò nel 1612 il suo Vocabolario: il primo dizionario della lingua italiana e appena il secondo di una lingua moderna europea, dopo quello spagnolo del 1611. Fu anche tra i primi a ordinare le parole in ordine alfabetico invece che per argomento, una scelta poi diventata la regola.
- In tutto il mondo la musica si scrive in italiano. Allegro, adagio, crescendo, forte: chiunque legga uno spartito, a Tokyo come a Buenos Aires, usa parole italiane.
- A Malta l’italiano è stato lingua ufficiale per circa quattro secoli, dall’arrivo dei Cavalieri di San Giovanni nel 1530 fino agli anni Trenta del Novecento. Secondo Treccani, nel 2011 più della metà dei maltesi dichiarava di capirlo e parlarlo bene.
Chi vive all’estero lo sa: l’italiano non è solo un insieme di parole. È il modo in cui chiamiamo le cose belle, il suono di casa che si riconosce in mezzo alla folla, la lingua che si insegna ai figli perché non perdano il filo che li lega all’Italia. «Lingua geniale» è anche questo: una lingua che ha dato un nome al pianoforte, alle note musicali e alle idee dei suoi scienziati, e che ancora oggi, in ogni angolo del mondo, continua a inventare. Dal 19 al 25 ottobre, ovunque si parli italiano, sarà festa.
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