In questo periodo pandemico, passiamo molto tempo a osservare in rassegna post sui social più o meno interessanti. A volte però ci imbattiamo su post scritti di getto, da perfetti sconosciuti. Impressioni colte in un momento particolare, cui non ci si può sottrarre dal porgli attenzione con il conseguente trasporto emotivo. È questo il caso del post, di cui vi vogliamo narrare; perchè il soggetto è la città di Adria ed i pensieri che attraversano la mente di chi sa cogliere, con passione la sua eterna storia e bellezza. Pensieri raccolti da Carla Fabbri adriese, in una delle sue periodiche visite appena scesa dal treno. Un post creato di getto, mentre percorre il Viale della Stazione in Dicembre. I nostri racconti del cuore quindi, cui vogliamo rendervi partecipi, per osservare Adria con occhi diversi; e raccontare in un modo alternativo ciò che la città dall’eterna bellezza riesce a suscitare in chi ci torna senza pregiudizi ma con tanta amorevolezza.
I racconti del cuore: Adria è una cittadina bellissima, anche quando piove o “tira vento”
Carla Fabbri ci ha concesso di trasporre sulle nostre pagine questo suo pensiero sulla sua città. Le siamo riconoscenti e speriamo che possa aiutarci ad amare sempre di più la nostra Adria attraverso i suoi pensieri. Il suo Post su Facebook racconta: “Adria è una cittadina bellissima, anche quando piove o “ tira vento”. La pioggia e il vento non toglie la bellezza di un posto ma fa emergere la sua resilienza. Quando sono arrivata ieri sera, senza ombrello, provenendo da una città che avevo lasciato con il sole, ma famosa per il suo vento, ho ritrovato “ quel vento” che , se abbracciato alla pioggia, non vuole ombrelli , perché li rompe in mille pezzi. Ho ritrovato il vento che ti entra ovunque, che ti fa alzare le gonne, che ti spinge togliendoti l’equilibrio. Quel vento che vuole farti sentire la pioggia addosso bagnando tutto ciò che indossi, compresa la mascherina che non te lo fa respirare ( e io che amo così tanto respirare la bora ).. L’ho “ camminata” lasciando impronte che immediatamente prendevano il volo divenendo una specie di “foliage” fatto di passi che gradatamente si trasformavano da mite autunno a freddo inverno“.
I racconti del cuore: non ci sono paesi così attorno. Gli altri non hanno la sua storia, la sua preziosità.
Continua Carla Fabbri con il suo intenso post: “Non ci sono paesi così attorno. Gli altri non hanno la sua storia, la sua preziosità. Sono anonimi, costruiti lungo la strada. Sono spesso “ fatti“ di case ok del dopoguerra, che vorrebbero essere il risultato di una rivalsa, di un boom economico successivo agli anni sessanta che si è fermato spesso fuori da quelle mura, ma che non hanno anima – potrebbero andare bene ovunque – e quindi bene in nessun posto. A volte giro per questi paesi non trovando un centro ben definito, dei punti di vista che li rendono unici. Eppure ……
Adria è una cittadina elegante “.
-segue dal post personale : “Si adagia su un canale sinuoso ( potevano lasciare anche l’altro ramo, allora sì che vi era un’isola vera nel centro del “centro”), su cui si affacciano palazzi bellissimi. Il corso ricorda la serenissima, i vicoli le cittadine medievali, le rive quelle fluviali. Guardandola sulla pianta si scorgono i cardi e i decumani. E poi le frazioni – altra bellissima parola, perché sono pezzi di un intero, non pezzi che non hanno nulla a che vedere tra di loro- . Ogni frazione ha dentro di sé corti, palazzacci, aie, le ca’ che precedono nomi di dogi, di famiglie che hanno creduto in questo territorio. Sono delle risorse, tutte. In loro si respira tradizione, cultura, cucina. Aperte su campagne che non hanno fine , sono fatte di gente vera”.
Adria è una cittadina spendida e la sua resilienza a un depauperamento economico e sociale va rispettata
Termina in questo modo il Post di Carla Fabbri: ” Adria è una cittadina spendida e la sua resilienza a un depauperamento economico e sociale va rispettata, perché si sta dimostrando più forte di chi la abita e spesso la critica non comprendendone il valore e confrontandola continuamente fino allo sfinimento con altre realtà .
Forse è così perché noi da tanti anni non l’abbiamo tutelata abbastanza, o forse è lei che vuole scrollarsi di dosso cose che non le appartengono per riappropriarsi di quella cultura a cui era abituata e che ora se ne sta silente e taciturna in attesa che qualcuno la ri-scopri“.