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Il ponte di Scigliano in Calabria è il più antico d’Italia

Il ponte del diavolo, altrimenti detto di Sant’Angelo o di Annibale. Risale al II secolo a.C. e si trova a Scigliano, paesino in provincia di Cosenza, sul fiume Savuto. È il ponte romano più antico d’Italia, dichiarato ormai Monumento storico nazionale, e fa ancora bella mostra di sé dopo oltre 2000 anni di vita.

Il Ponte Sul Savuto
Il ponte del diavolo detto anche di Sant’Angelo o di Annibale a Scigliano

In tutta la Calabria, terra di storia e tradizioni, di ponti del diavolo ne esistono quattro. E precisamente a Squillace (Catanzaro), Paola e Civita sempre in provincia di Cosenza. Ma il più importante rimane quello di Scigliano. antico borgo ubicato in collina, alle pendici della Sila. Il centro montano è immerso in una verde valle incantata, quella del Savuto, che riporta alla mente scenari celtici, richiamando memorie perse nel tempo e nello spazio. Paese racchiuso in questa macchia mediterranea, in cui i fiumi Savuto e l’affluente Bisirico, lo attraversano. Al suo interno, il ponte del diavolo o di Annibale, ancor oggi, canta la leggenda del condottiero cartaginese, ricordando che fu attraversato dalle sue truppe. Il ponte faceva parte dell’antica Via Popilia, l’arteria costruita dai Romani da Reggio Calabria fino a Capua. Probabilmente si congiungeva ad altre arterie e fra queste la Via Appia che da Capua stessa conduceva fino a Brindisi.

I Quattro Ponti Del Diavolo
I quattro ponti del diavolo a Scigliano, Paola, Squillace e Civita

Metodologia di costruzione

Il ponte è costruito con archi di tufo calcareo, estratto da una antica cava nelle vicinanze. I blocchi infatti, sono tagliati, come testimoniano le profonde ferite visibili sulle pareti, ad opera degli schiavi. Gli stessi, lasciavano poi cadere i massi a valle, in prossimità dove oggi sorge la struttura. La volta è costituita da due archi concentrici a tutto sesto, di blocchi squadrati di tufo secco sfalsati, onde evitare solchi di frattura unica in caso di terremoti. Il secondo arco è in tufo per le parti prospettiche e in pietrame e pozzolana all’interno, a copertura del primo arco portante.

Il ponte, tra misteri storie e leggende

Secondo un’altra leggenda, il ponte è conosciuto anche con il nome di Sant’Angelo, perché non molto distante dalla struttura sorgeva una cappella con l’omonimo nome. Si racconta che questi abbia sconfitto il diavolo proprio sul ponte e quest’ultimo per rabbia, diede un calcio provocandone una lesione sulla parete. In questa importante via fluviale, perse la vita in un brutto incidente la regina Isabella d’Aragona la cui salma riposa nel duomo di Cosenza.

Duomo Cosenza
Il duomo di Cosenza

Testimonianza di ciò, è la fontanella di fianco al ponte denominata proprio della Regina. L’uomo, nella sua condizione esistenziale, risulta essere sempre in balia del tempo che non può, nè fermare, né sospendere. Ma grazie al continuo concatenarsi di segni e tracce, delimita il suo essere nella dimensione spazio tempo.    

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