La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto delle novità per le imprese che si traducono in altrettante opportunità degne di nota, segnando di fatto il ripristino dell’iperammortamento e dunque di misure che danno adito a prospettive ulteriori per chi ragiona in un’ottica di medio-lungo periodo.
Ma non è tutto. Insieme all’iperammortamento si assiste alla conferma della Nuova Sabatini nonché della ZES unica. Strumenti che danno modo di investire nel segno della prevedibilità e della stabilità, offrendo nuova linfa al processo di decision making per tutto ciò che riguarda il core business. Scopriamo quali sono dunque le prospettive per le aziende che desiderano migliorare la qualità dei processi logistici.
Investire nella logistica: i beni contemplati dall’iperammortamento 2026
Tra i beni che rientrano nell’iperammortamento 2026 spiccano quelli strumentali caratterizzati da un contenuto tecnologico di alto livello e quindi, per chi è interessato a investire nell’ottimizzazione del magazzino – che è il cuore di qualsiasi processo della logistica – le soluzioni per l’automatizzazione dello stesso.
Ci riferiamo, nello specifico ai sistemi integrati per lo stoccaggio, la movimentazione e il prelievo di merci e materiali, che fungono da veri e propri asset strategici per le aziende dei diversi settori (e non solo per quelle che si occupano esclusivamente di logistica), a patto di essere concepiti nel segno dell’innovazione.
È questo il caso delle proposte di ICAM, azienda specializzata in soluzioni automatiche per i magazzini tanto per il picking quanto per lo stoccaggio, versatili e adatte alle aziende che operano in molteplici ambiti differenti: medicale, Ho.Re.Ca., aerospaziale, serramentistico, ecc.
I suoi magazzini automatici si rivelano in grado di migliorare gli standard di tracciabilità, efficienza operativa e continuità dei processi, complice il collegamento tra componente hardware e componente software.
L’acquisto dei software è sempre contemplato all’interno dell’iperammortamento, nel 2026, che include la possibilità di ottenere anche dei beni immateriali a patto che siano correlati ai macchinari; sono perciò esclusi i gestionali tout court.
Quali soggetti possono usufruire dell’iperammortamento?
Chi ha diritto all’iperammortamento? Si tratta delle aziende titolari di reddito di impresa che presentano strutture produttive con localizzazione in Italia. Rientrano nella categoria:
- imprese individuali;
- società di persone;
- società di capitali.
Rimangono invece esclusi i liberi professionisti.
Gli investimenti sono previsti soltanto per i beni nuovi destinati alla specifica attività produttiva, in conformità con l’interconnessione contemplata all’interno della normativa. I beni soggetti ad agevolazione sono soltanto quelli prodotti all’interno dell’Unione Europea oppure nello Spazio Economico Europeo – UE/SEE.
Come funziona e la possibilità di cumulare più sostegni
L’iperammortamento funziona in questo modo:
- vengono dedotte le tasse che denotano un valore maggiore rispetto al costo effettivo del bene;
- il beneficio viene distribuito nel tempo, attraverso la dichiarazione dei redditi;
- sotto questo punto di vista vengono applicate le consuete regole valide per l’ammortamento.
Se l’acquisto viene conseguito attraverso il leasing, i tempi di ammortamento vengono ridotti arrivando persino a dimezzarsi.
L’ammortamento può essere utilizzato insieme ad altre agevolazioni, a cominciare dalla Nuova Sabatini, che è stata confermata, e alla ZES Unica. In entrambi i casi sussistono delle regole specifiche su cui è necessario informarsi.
L’iperammortamento è disponibile per i beni acquistati dal 1° gennaio 2026 e lo sarà fino al 30 settembre 2028. È dunque un’opportunità per cui è possibile contemplare una valutazione di medio-lungo periodo, cosa mai scontata per le aziende.