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Altamura, la leonessa di Puglia: bellezze e curiosità

Altamura, soprannominata la leonessa di Puglia si trova nel cuore dell’Alta Murgia. Qui la storia non è solo nei libri: è incastonata nei portali, nelle chiese, nei vicoli del centro storico che si intrecciano come un piccolo labirinto medievale.

Il simbolo più celebre è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, voluta da Federico II di Svevia nel 1232. È l’unica chiesa costruita direttamente dall’imperatore. Non fu semplicemente finanziata o autorizzata da Federico II, come accadeva normalmente nel Medioevo, ma fu fondata per sua volontà personale e posta sotto la sua diretta autorità imperiale. Questo la rende un caso unico in tutta Italia. La facciata è un ricamo di pietra, ma pochi sanno che all’interno si trova una particolarità rara: le panche dei fedeli sono disposte di fronte all’altare. Questo dettaglio rompe la tradizione delle chiese medievali e che racconta l’idea “moderna” di spiritualità federiciana.


Altamura è conosciuta nel mondo per il suo pane DOP. Dietro la fragranza della crosta scura e l’alveolatura dorata c’è una storia antica. Nel 1527 la città si ribellò ai feudatari e ottenne il diritto di produrre e vendere il pane senza pagare tasse: un privilegio che ancora oggi vive nei forni a legna del centro storico. E c’è una regola non scritta: il vero pane di Altamura non si compra in piccole quantità, si porta a casa una pagnotta intera, spesso da più di un chilo.

Tra le curiosità più affascinanti c’è l’Uomo di Altamura. E’ uno degli scheletri di Neanderthal meglio conservati al mondo, scoperto in una grotta nel 1993. È ancora lì, inglobato nella roccia calcarea, come se il tempo si fosse fermato. Il suo volto ricostruito ha fatto il giro del mondo, rendendo la città un punto di riferimento per la paleoantropologia.

Passeggiando nel centro storico si incontrano i “claustri”, piccole piazze chiuse su tutti i lati, nate come spazi condivisi tra famiglie. Non sono semplici cortili: erano luoghi di vita quotidiana, dove si cucinava, si lavorava e si raccontavano storie. Ogni claustro ha un nome e una personalità, e gli altamurani li riconoscono come se fossero membri della famiglia.

Altamura ha anche un’anima rivoluzionaria. Nel 1799 fu una delle poche città del Sud a difendere con forza la Repubblica Napoletana contro l’esercito borbonico. La resistenza fu così accesa che da allora il carattere della città viene paragonato a quello di una leonessa: combattiva, orgogliosa, impossibile da domare. Un’altra particolarità poco nota è la presenza delle masserie fortificate nella campagna circostante. Non erano solo aziende agricole, ma veri e propri sistemi difensivi contro le incursioni. Alcune conservano ancora torri, feritoie e passaggi segreti.

E poi c’è la lingua: il dialetto altamurano è considerato tra i più complessi e musicali della Puglia, con suoni che ricordano il napoletano e il lucano, segno della posizione di confine della città. Altamura non è solo una meta da visitare, è un luogo da ascoltare: nel profumo del pane appena sfornato, nel silenzio della Murgia al tramonto, nelle storie che si affacciano dai claustri. Una città che non ha mai smesso di difendere la propria identità, con la forza e l’eleganza di una leonessa.

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