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La pianista Maria Perrotta si racconta tra musica e ricordi

La pianista Maria Perrotta, di fama internazionale, studia al Conservatorio di Cosenza, dov’è nata, con Antonella Barbarossa e si diploma con lode al Conservatorio di Milano con Edda Ponti. Ottiene il Diploma Superiore di Musica da Camera all’École Normale de Musique di Parigi. Si perfeziona a Imola con Franco Scala e Boris Petrushansky e in Germania con Walter Blankenheim. Nel 2007, si diploma con lode all’Accademia di Santa Cecilia, nella classe di Sergio Perticaroli. Arricchisce la sua formazione con Cristiano Burato e François-Joël Thiollier. Ha vinto primi premi in numerosi concorsi, tra cui il Concorso Pianistico Internazionale Shura Cherkassky di Milano del 2009 ed al Concorso Pianistico Internazionale Bach di Saarbrücken, del 2004, dove ha anche guadagnato il plauso della critica. Il pianoforte da sempre è il suo amore.

Maria Perrotta Musicista
La pianista Maria Perrotta

La pianista Maria Perrotta si è esibita a Palazzo De Nobili a Catanzaro

Palazzo De Nobili
Palazzo De Nobili

Un aneddoto particolare è venuto alla ribalta nel 2012 quando si è esibita nelle Variazioni Goldberg di Bach, durante il suo nono mese di gravidanza. Un’ambulanza era all’esterno del teatro, nel caso in cui l’artista avesse avuto il travaglio durante il concerto. Pochissime donne nella storia, sono arrivate a fare concerti mentre erano in attesa di un figlio. Questo testimonia il fatto che Maria Perrotta sia, in primis, una grande donna oltre che una straordinaria artista. Da tanti anni, vive a Parigi. Il 23 ottobre scorso, la pianista ha suonato nella sala concerti di Palazzo De Nobili a Catanzaro. L’evento è stato organizzato dall’associazione Amici della musica, che aderisce ad Ama Calabria. Un concerto ricco di emozioni e di ottima musica

 Maria Perrotta lei è una musicista di fama internazionale che da tempo vive a Parigi ma è di origini calabresi. Precisamente cosentine. Quale emozione si prova nel suonare nella propria terra?

È un punto cruciale della mia vita emotiva e del mio equilibrio il bisogno di tenere vivi e fecondi i rapporti con la mia terra. Per me è sempre molto intenso tornare a casa e suonare nei luoghi dove sono cresciuta. Si tratta di qualcosa che va ben al di là del piacere. È il ritrovarsi, il riconoscere un proprio sé insopprimibile. È adagiarsi dall’antichità delle proprie emozioni. E quando ci si sente apprezzati e ricordati per quel che si fa dai propri conterranei, la gratificazione è grandissima. È come una benedizione.

I brani del cuore

Lei è nota per coniugare nella musica, la semplicità e la complessità nelle sue interpretazioni. Ma qual è il brano a cui è più legata e soprattutto perché?

Bach
J.S. Bach

Le variazioni Goldberg di J.S.Bach. Perché sono un capolavoro immenso, ovviamente, e perché mi accompagnano dall’infanzia. Ho iniziato a suonarle da piccola e poi sono state al centro di momenti importanti della mia carriera e della mia vita. Uno dei miei dischi è appunto la registrazione live di un concerto in cui suono questa opera e ho nel grembo la mia seconda figlia. Un momento magico per la mia vita di artista ma anche di donna. Attimi di pura armonia esistenziale.

La sua passione per il pianoforte si è sviluppata in tenera età, quali sono i sogni che perseguiva da bambina e quali invece quelli che ora persegue da donna?

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Il pianoforte

I miei sogni non sono mai stati tanto precisi in termini di cose concrete. Ho sempre sognato stati d’animo. Mete emotive a cui tendere. Da sempre. Da piccola non visualizzavo in modo chiaro, cosa avrei voluto fare da grande. Sognavo più che altro di voler sentire delle cose. Come di voler essere libera, forte e di saper amare; e soprattutto sognavo di essere fiera di me stessa di quello che facevo e avrei fatto. Posso dire che sono le cose che sogno ancora oggi. E sognare, non vuol dire non aver ciò che si vuole ma, consapevolezza di dover proteggere ciò che si ha e di arricchire di sempre nuovi significati i propri ruoli. Oggi sono mamma di due splendide figlie. La prima Giuseppina è violoncellista e la seconda studia violino. E loro sono il mio sogno più sacro.

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La figlia Giuseppina e il papà della pianista Maria Perrotta

Il concerto e le norme anti-Covid

Il suo concerto a Palazzo De Nobili, organizzato con l’associazione Amici della musica di Catanzaro, si è attenuto alle norme previste anti –Covid.

Si, certo! Il concerto di Catanzaro si è svolto seguendo tutte le norme e i protocolli di sicurezza. Quindi con un pubblico ridotto. E noi artisti in questo momento, abbiamo grande gratitudine verso chi, con grandissimo sforzo ha cercato fin qui di resistere e di voler continuare a far sentire la nostra voce.

Un ricordo speciale

Un’ultima domanda: ascoltando un determinato brano musicale, molti di noi, ritornano indietro nel tempo. Esso ci riporta ad un ricordo, ad un’immagine, ad un profumo, forse mai totalmente dimenticato. Lei ha un ricordo” speciale”?

Molto bella questa domanda. Credo che tutto ciò che ci circonda, come ci ha ben illustrato Marcel Proust, possa, quando meno ce lo aspettiamo, risvegliare una memoria involontaria che ci consegna un paradiso perduto. La musica credo che in questo sia potentissima. Molti dei miei ricordi speciali musicali sono legati al mio papà, pianista amatore e mio primo maestro. Un ricordo molto molto speciale è legato allo studio di Chopin op. 10 n.3. Lo ascoltai per la prima volta suonato da lui, quando ero molto piccola ed è sempre nel mio cuore, intatto!

(Si ringrazia la pianista Maria Perrotta per l’intervista e le immagini concesse ad ItCosenza)

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