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Sin da quando eravamo bambini, i nostri genitori ci hanno avvinto con favole mitiche e storie piene di draghi e impavidi cavalieri. Le loro gesta ci appassionavano, e desideravamo tanto trovarci in quelle terre lontane, dove le principesse non dovevano far altro che addormentarsi per trovare il vero amore. Una delle leggende più famose è certamente quella della celeberrima Excalibur! Ebbene, la storia che vi stiamo per raccontare è ambientata in Toscana, dove pare esista una vera…spada nella roccia!

La spada nella roccia esiste, e si trova in Italia

Sebbene riguardi un episodio significativo del ciclo arturiano, la storia della spada nella roccia ci è più vicina di quanto possiamo immaginare. Secondo il racconto letterario, questa lama dai magici poteri era stata conficcata in una roccia, ed estratta appunto da Re Artù in persona. Al di là però delle fantasiose narrazioni che aleggiano su questa peculiare arma, è opportuno ricordare che in Italia, più precisamente in Toscana, esiste una vera e propria spada nella roccia. Non ci credete? Bene, vi basti sapere che l’interessante vicenda ebbe luogo moltissimo tempo fa nel comune di Chiusdino, in quel di Siena. L’abbazia cistercense di San Galgano, suggestivo luogo di culto, venne edificata intorno al 1185 per volontà dell’allora vescovo di Volterra Ugo Saladini. La struttura venne eretta dopo la morte del santo, la cui vita fu parecchio controversa.

La meravigliosa Abbazia di San Galgano, nella cui cappella è conservata la spada nella roccia
La meravigliosa Abbazia di San Galgano, nella cui cappella è conservata la spada nella roccia

Di San Galgano le fonti agiografiche conservano diverse informazioni. La sua conversione fu l’esito di una lunga vita di dissolutezza e sfrenate passioni. Stanco ormai dei piaceri terreni, San Galgano si rese conto che la vita che aveva condotto non lo aveva reso felice, né tantomeno sereno e appagato. Il momento cruciale della sua consacrazione a Dio fu il giorno di Natale del 1180, quando Galgano si diresse verso il colle di Montesiepi, e lì vi infisse la sua spada da cavaliere. Quell’arma, simbolo della rinuncia alla sua vita passata, divenne una croce, effigie di un rinnovato spirito caritatevole e cristiano. Nella cappella di Montesiepi, soprannominata rotonda per la sua forma circolare, si trova tuttora un’antica roccia, con all’interno una spada di ferro. Il mistero decisamente s’infittisce…

Verità o leggenda? la documentazione parla da sola

Sull’esistenza di San Galgano non vi sono dubbi. È un personaggio realmente esistito, e risulta nato nel 1148 a Chiusdino e morto nel 1181, secondo le fonti. Nell’opera Vita Sancti Galgani de Senis, l’autore ci rivela inoltre che il santo fosse in qualche modo legato all’eremo di San Guglielmo di Malavalle, nella provincia di Grosseto. Tale circostanza vedrebbe quindi San Galgano affine alla figura di San Guglielmo, dal momento che entrambi erano valorosi cavalieri, ed entrambi abbandonarono le armi per votarsi alla vita eremitica. San Guglielmo, secondo le antiche dicerie popolari, sarebbe in realtà Guglielmo X d’Aquitania, padre di Eleonora. Alla corte della regina vi era anche Chrétien de Troyes, autore de Le Roman de Perceval ou le conte du Graal, dove si accenna per la prima volta al Santo Graal e alle storie del ciclo bretone.

La spada nella roccia presente all'interno della cappella dell'Abbazia
La spada nella roccia presente all’interno della cappella dell’Abbazia

Sebbene Guglielmo X d’Aquitania sia ufficialmente deceduto nel 1137 (durante un pellegrinaggio a Santiago de Compostela), il suo cadavere non fu mai ritrovato. Insomma, ci sono gli estremi per collegare la figura dei due santi con le antiche storie della Bretagna. In più, secondo lo studioso Moiraghi, il nome di Galgano non sarebbe altro che una volgarizzazione del nome Galvano, uno dei cavalieri della tavola Rotonda. Si racconta poi che in molti tentarono di estrarre la spada, senza però riuscirvi, creando seri danni anche alla spada stessa. Il mito della spada nella roccia, leggendo queste parole, sembra sempre più realistico, non è così? Purtroppo non abbiamo certezze, ma solo ipotesi, che esista un lungo e intricato ponte tra l’ancestrale mitologia bretone e il culto dei santi nostrani. Mito o realtà, questa peculiare testimonianza affascina chiunque, sia che si tratti di studiosi o di aspiranti Re Artù!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!

La spada nella roccia: mito o suggestiva realtà? ultima modifica: 2019-02-22T09:00:14+02:00 da Marcella Calascibetta

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