Nell’affascinante e misteriosa Sardegna, insieme al mare cristallino, all’entroterra orgoglioso delle sue tradizioni, al pane carasau e al pecorino, alberga un grande mistero. Ancora oggi gli studiosi si chiedono a cosa servisse veramente il sito archeologico detto Tomba dei Giganti, ubicato nel centro-est dell’isola, nel territorio di Dorgali, a 6 km dal sito nuragico di Serra Orrios e a circa 17 Km dal Comune di Lula, risalente approssimativamente all’Età nuragica – Bronzo Medio-Antico (1.800-1.600 a.C.). La Tomba dei Giganti è uno dei siti meglio conservati nell’isola dei Nuraghi.

Tomba dei Giganti - entrata

La Tomba dei Giganti un sito funerario?

La tomba si presenta alta e maestosa. A forma di esedra (un semicerchio che ricorda le corna di un toro) è in granito, con lastre di pietra alte 4 mt e larghe 10 mt, disposte orizzontalmente lungo le pareti del corridoio.
Una stele dai bordi levigati pesante 7 tonnellate, sita al centro dell’esedra con dimensioni decrescenti dal centro verso le estremità, delimita l’area sacra e il quasi intatto corridoio funebre con copertura a piattabanda. Dunque un sito funerario, ma non si capisce se per una classe aristocratica o a mo di fossa comune. Non sono stati rinvenuti corredi funebri che possano suffragare l’ipotesi che i defunti fossero esponenti nobili del luogo.

Tomba dei Giganti - Area sacra

Sono comunque tombe collettive, poiché sono stati trovati resti umani di più individui, diversi anche per genere ed età. La democratizzazione della inumazione fa comprendere come la morte fosse considerata elemento caratterizzante ed universale per tutti.
L’esedra (l’ incavo semicircolare) delle Tombe solitamente è rivolta in direzione Sud-Est, cioè la direzione dell’alba durante il solstizio d’inverno. Questo orientamento astronomico verso il Sole che sorge fa intendere che il sito, oltre a luogo di sepoltura, poteva essere anche una specie di Santuario ove si venerasse una divinità assimilabile al sole o comunque connesso al passaggio fra le varie stagioni annuali.

Tomba dei Giganti - Entrata nella tomba

Un laboratorio astronomico

Forse in relazione con il tramonto al solstizio d’estate le tombe di S’Ena e Thomes  sono rivolte a Sud. Il motivo? ancora non è del tutto chiaro per gli esperti.
Secondo tre studiosi dell’Istituto nazionale di astrofisica dell’Osservatorio astronomico di Brera L. Marchisio, A. Manara e A. Gaspani, la Tomba dei Giganti di S’Ena e Thomes  ha un azimut astronomico (cioè l’angolo formato dal piano verticale passante per un astro)  di orientamento del suo asse uguali a quelle della Tomba dei Giganti Goronna ( Paulilatino, Oristano) e a quella di Baddu Pirastru (a Thiesi, Sassari).

Tomba dei Giganti - panoramica

Le tre Tombe dei Giganti sarebbero orientate quindi verso la stella Aldebaran, che fa parte della costellazione del Toro. Quindi una semplice coincidenza o una ipotesi che sia stato una proto forma di laboratorio astronomico? Per ora gli studiosi possono muovere solo congetture.

Leggende e magia

Persiste ancora la convinzione leggendaria fra chi abita vicino al sito archeologico, che la Tomba dei Giganti si chiama così perché fu costruita da esseri enormi, appunto dei giganti, oppure che il sito possa essere un luogo di emanazioni energetiche, tant’è che molti ancora oggi vi si recano per ricercare guarigioni o rigenerazioni spirituali attraverso un sonno-trance che mette in contatto con le divinità che vi abitano.

Tomba dei Giganti - Ara sacra

Ne è convinto ad esempio anche  lo studioso Mauro Aresu poiché afferma che viste dall’alto le Tombe dei Giganti potevano sembrare teste di toro stilizzate. La figura del toro in molte culture antiche rappresentava infatti la forza maschile in unione con la Dea Madre. La loro unione genera la vita e dà l’energia all’anima perché possa connettersi all’energia della terra. Da ciò la convinzione che presso le Tombe dei Giganti si svolgessero rituali legati al tema della vita e della rinascita, proprio nell’esedra dove è probabile che vi fossero sistemati dei sedili in pietra su cui cadere nel sonno-trance.

Matteo Scalise

Autore: Matteo Scalise

Nato a giugno di qualche anno fa, curioso fin da bambino, amo scoprire sempre posti nuovi sopratutto la loro Storia. Aspirante prof, amo comunicare le mie passioni con tutte le forme di linguaggio possibili. Da qualche anno, per passa tempo, faccio anche il poeta.

La Tomba dei Giganti, un altro mistero dalla civiltà nuragica ultima modifica: 2018-10-18T09:00:21+00:00 da Matteo Scalise

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