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Pentedattilo di Calabria. Una gita fatta di storia e fantasmi

Il borgo di Pentedattilo è tra i “paesi fantasma” più belli da visitare, nonostante su di lui aleggia una leggenda lugubre legata alla “Strage degli Alberti” del 1686. 

Un borgo abitato dai fantasmi, da una natura straordinaria e dalle storie dei pochi abitanti resilienti, artisti e pastori, che nel borgo hanno trovato un nuovo stile.

Pentedattilo si trova nella Calabria grecanica e aspromontana con una minoranza etnolinguistica del “Greci di Calabria” e la natura mediterranea del Parco Nazionale dell’Aspromonte.

Come arrivare a Pentedattilo?

Il suo Comune di riferimento è Melito di Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, e il centro abitato si trova lungo la SS 106 Jonica, nel tratto di mare conosciuto come Riviera dei Gelsomini. La stessa spiaggia dove il 19 agosto 1860, in località Rumbolo, avvenne lo “Sbarco dei Mille” in Calabria.  

Per raggiungere Pentedattilo bisogna spostarsi dal centro di Melito e proseguire per qualche chilometro verso l’entroterra, in direzione della rupe a forma di 5 dita (da cui il borgo prende il nome di origine greca) che sovrasta l’abitato e ingloba nella roccia le casette e il campanile dell’antica chiesa, dando l’impressione di essere un presepe scolpito.

Pentedattilo, un “ghost cities”

Pentedattilo fa parte di quei paesi chiamati “ghost-cities”, piccoli villaggi abbandonati che costituiscono un attrattore affascinante per chi è a caccia di storie e leggende gotiche.

Nel borgo di Pentedattilo aleggia la storia di una strage familiare, la “Strage degli Alberti”, una nobile famiglia che nel Cinquecento reggeva il territorio.

Fu un delitto passionale ed efferato a insanguinare il borgo di Pentedattilo, destinato, secondo la maledizione, a richiudere le sue cinque dita rocciose sull’abitato (perciò dette “Mano del Diavolo”).

Qualcuno sostiene di sentire ancora oggi le urla del marchese Lorenzo Alberti durante le sere d’inverno. 

Nel centro del paese si può ammirare l’antica Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo costruita prima del 1300 da cui spicca un bellissimo campanile. 

Nel 1789 il borgo di Pentedattilo fu gravemente danneggiato dal terremoto in seguito al quale si spopolò.

Negli anni ’80 questo piccolo borgo è stato valorizzato dalle associazioni locali che lo hanno trasformato in un “albergo diffuso”, adibendo alcune case private a Musei delle Civiltà Contadina e botteghe in cui è possibile acquistare produzioni del prezioso artigianato aspromontano.

Quando visitare il borgo di Pentedattilo?

Pentedattilo può essere visitato in ogni stagione dell’anno, ma in estate vengono organizzati molti eventi artistici e culturali, come il Festival Paleariza, di cultura grecanica, e la rassegna cinematografica internazionale di cortometraggi “Pentedattilo Film Festival”

Le escursioni a Pentedattilo 

Se vuoi ammirare le diverse sfumature di colori e profumi che circondano il borgo puoi farlo con una serie di escursioni e trekking a piedi, in bici e a cavallo.

Il borgo di Pentedattilo è una delle porte di accesso al Parco Nazionale d’Aspromonte, in particolare a un sentiero di visita molto apprezzato dagli amanti della letteratura: il “Sentiero dell’inglese”, sulle tracce dello scrittore Edward Lear.

Lo stesso percorso di Pentedattilo, Calabria tra storia, arte e natura, ha ispirato anche l’incisore olandese Maurits Cornelis Escher, che rimase talmente affascinato dal borgo di Pentedattilo da farne una delle icone della sua arte litografica. 

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