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Luxardo storia di riscatto italiano di esuli istriani giuliano dalmati

Luxardo storia di riscatto, di lavoro e di italiani in fuga. La città di Latina, accogliente, ben conosce le vicende di esuli che giunsero qui in fuga dall’ex Jugoslavia. Orbene, questa è la parabola di italiani in fuga da Zara, che si dimostrarono “inaffondabili”. Latina in cui c’è la sede dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia, conosce bene queste epiche storie.

Luxardo storia di riscatto

Era il 1944 e come un’ondata terribile giunse a Zara l’occupazione dei partigiani comunisti jugoslavi di Tito. Iniziò la conseguente persecuzione di tutti gli italiani e anche i fratelli Pietro e Nicolò II° Luxardo non sfuggirono a un tragico destino. Subirono la fucilazione da parte della polizia titina. Dalla vicenda delle foibe, alle fughe, tanti italiani lasciarono tutto, anche grandi imprese lavorative. Ma facciamo un ulteriore passo indietro nel tempo.

Luxardo storia di riscatto - Esuli in fuga
esuli

Girolamo Luxardo è il fondatore nel 1821 a Zara in Dalmazia appunto, della prima distilleria di famiglia. Con il contributo della moglie Maria Canevari, riuscì a ridare vita, valore e notorietà a un liquore locale chiamato “Rosolio Maraschino”. Lo si otteneva dalla distillazione delle ciliegie marasche. Grazie alla patente di prodotto di qualità ottenuto nel 1829 dall’Imperial Regio Governo di Austria-Ungheria, l’azienda potè fregiarsi del marchio “Privilegiata Fabbrica Maraschino Excelsior Girolamo Luxardo“. All’epoca la seconda guerra mondiale era lontana.

Esuli istriani giuliano dalmati

All’epoca, l’attività era fiorente e la produzione aumentava. Lo era al punto che il nipote del fondatore, Michelangelo Luxardo, in seguito costruisce un grande e moderno stabilimento sul lungomare di Zara. Erano gli inizi del ‘900 e si partiva anche alla conquista dei mercati europei. Alla fine della Prima Guerra Mondiale, Istria e la Dalmazia entrano a far parte del Regno d’Italia. Così la distilleria di Zara spopola nel mercato italiano.

Luxardo storia di riscatto - Museo Luxardo da poco aperto
Museo Luxardo

Sembra incredibile, ma in duecento anni la ricetta pare proprio che non sia cambiata ed è proprio il mitico ricettario ad avere un ruolo particolare in questa storia, legato a quel successivo tragico esodo di italiani in fuga da Zara. E’ un’epoca lontana e rarefatta, quando zucchero, poche essenze, preparate dalla moglie del fondatore, compiono la magia. Tutto in un distillato prodotto poi su scala industriale. Un tale successo da diventare mondiale.

Giorgio Luxardo

L’utilizzo dell’innovativa distillazione a vapore diventa la chiave di volta per la produzione del noto Maraschino. Il mitico liquore a base di ciliegia marasca. Lo si beveva liscio, nei cocktails, e in pasticceria. Nel ’43 però lo stabilimento è distrutto dai bombardamenti e tutto precipita. Il titolare, con alcuni operai e tecnici della distilleria, il resto della famiglia superstite, fugge in Italia. Partono con la morte nel cuore, dopo i cari uccisi e abbandonano tutto. Espropriati, come tanti italiani, costretti a fuggire, i Luxardo non si danno per vinti.

Targa - targa commemorativa
lapide commemorativa

Dopo un secolo di storia sembra la fine. Prima di fuggire però, Giorgio Luxardo, consegna in gran segreto il ricettario ad un dipendente. Quest’ultimo nasconde il prezioso documento in un mobile, una sorta di scomparto segreto o un sottofondo. Da dipendente fedele, in modo rocambolesco, riesce infine a far arrivare il ricettario originale al legittimo proprietario.

Luxardo storia di riscatto – Museo

Finalmente l’azienda con il ricettario originale, riparte a Torreglia. Là vengono reimpiantati i famosi marascheti zaratini (tuttora presenti), opportunamente modificati per realizzare la marasca Luxardo. Quindi la famiglia riprende la produzione di liquori e distillati alla fruttanei Colli Euganei, a una ventina di chilometri da Padova. La località prescelta presenta un microclima ideale per la coltivazione degli alberi da frutto, grazie ai terreni d’origine vulcanica e sedimentaria calcarea. La storia Luxardo è emblematica della forza degli italiani che lavorano a testa bassa. I liquori che hanno fatto la storia dell’azienda sono tanti, come il Cherry Brandy (conosciuto come Sangue Morlacco) o il Triplo Secco. L’azienda è stata anche una delle prime ad esplorare il mondo della pubblicità. Ricordiamo Girolamo Luxardo che a suo tempo instaura anche un rapporto con il mondo letterario, e alcuni personaggi famosi, Hemingway e D’Annunzio, esaltano i prodotti.

Cherry Brandy

La Luxardo oggi celebra 200 anni di storia con un bellissimo museo che è anche storia d’Italia. E’ bello che tra questi tanti capitoli, ci sia un posto importante per i caduti delle foibe, per gli esuli, che mai vanno dimenticati.

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