Mensa scolastica ciociara; ecco a che punto siamo. Riguardo il servizio di mensa scolastica; c’è un’attenzione particolare per l’attività di ristorazione presso le classi a tempo pieno degli Istituti Comprensivi del territorio. Ciò allo scopo, in particolare; di sostenere le famiglie in difficoltà.

Visto lo stato emergenziale epidemiologico in atto che ha creato nella popolazione situazioni di disagio psicologico ed economico. Anche l’Ente comunale attraverso l’Ufficio Servizi Sociali; se necessario, prende in esame la possibilità di una sospensione del servizio ad alunni non in regola con i pagamenti.
Mensa scolastica ciociara
Tale richiesta si rende necessaria per poter attivare una procedura. Si vuole valutare l’opportunità di regolarizzare la posizione debitoria; con l’erogazione di un contributo straordinario. Ciò eviterebbe di aggravare situazioni di disagio già in essere. Si chiede quindi nel contempo di conoscere l’elenco dei soggetti che, a tutt’oggi; beneficiano dell’integrazione tariffaria corrisposta dall’amministrazione comunale”.

Dalla verifica effettuata dagli uffici del welfare, inoltre, è emerso che, per quanto riguarda l’anno scolastico in corso; non risultano richieste di presa in carico. non lo è ai fini dell’esonero dal pagamento del servizio mensa. Nel 2018/2019, gli utenti che usufruivano della esenzione, dietro specifica istanza presentata agli sportelli comunali, erano 11. Usufruivano di un contributo, da parte dell’Ente, pari a € 2.580,48. L’anno successivo, invece erano 7, per un contributo pari a 2.378 euro. Inoltre, la giunta comunale ha approvato le tariffe del Canone Unico patrimoniale.
Mensa scolastica ciociara e famiglie in difficoltà
La Legge 160/2019 istituisce, a decorrere dal 2021, infatti; il Canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria, in sostituzione di COSAP, ICP. Anche qualsiasi canone ricognitorio o concessorio; previsto da norme di legge e dai regolamenti comunali. Con la delibera di Giunta è approvato il nuovo piano tariffario. Ciò rimandando l’approvazione del regolamento di disciplina della nuova entrata; e dei coefficienti moltiplicatori delle tariffe. Naturalmente entro il termine previsto dalla legge; attraverso una delibera di Consiglio Comunale.

La stesura del nuovo regolamento è stata un’operazione complessa; dovendo conciliare entrate con caratteristiche diverse tra loro. Considerando che molti degli aspetti precedentemente disciplinati non sono più presenti nella nuova normativa. Unificare in un unico canone i previgenti prelievi consentirà; da un lato, di razionalizzare e di rendere più efficiente la riscossione di detta entrata; dall’altro, di semplificare gli adempimenti per i soggetti passivi.
Canone patrimoniale di concessione
Il presupposto del nuovo prelievo è l’occupazione delle aree appartenenti al demanio; o al patrimonio indisponibile degli enti. Inoltre degli spazi soprastanti o sottostanti il suolo pubblico e la diffusione di messaggi pubblicitari; mediante impianti installati su aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti. Nonché sui beni privati; laddove siano visibili da luogo pubblico o aperto al pubblico sul territorio comunale; o siano posti all’esterno di veicoli adibiti sia ad uso pubblico che ad uso privato. Il nuovo canone sostituirà, oltre ai tributi minori, qualunque altra forma di prelievo oggi vigente; salvo quelli connessi a prestazioni di servizi. Garantendo l’invarianza di gettito rispetto alla somma delle entrate soppresse. Le tariffe contenute nelle nuove norme – ha concluso Mastrangeli – non determineranno un aumento della pressione contributiva dei soggetti obbligati, poiché costituiscono semplicemente una rivalutazione agli indici ISTAT”.