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‘Al solo fine di rintracciare le persone che siano entrate in contatto con soggetti risultati positivi e tutelarne la salute attraverso le previste misure di profilassi nell’ambito delle misure di sanità pubblica legate all’emergenza Covid-19, presso il ministero della Salute è istituita una piattaforma per il tracciamento dei contatti stretti tra i soggetti che, a tal fine, hanno installato, su base volontaria, un’apposita applicazione sui dispositivi di telefonia mobile’.

Recita così il decreto Bonafede – approvato nella notte dal Consiglio dei Ministri – nei suoi paragrafi dedicati all’utilizzo dell’app Immuni.

app - due persone che guardano un telefono
Photo by Luis Villasmil on Unsplash

Confermate le anticipazioni su obbligatorietà e punibilità: l’installazione sarà a discrezione del cittadino e non ci sarà alcuna conseguenza per che sceglierà di non servirsene – nessuna limitazione negli spostamenti per chi non dimostrerà di averla istallata (nodo che pareva in sospeso). Si ratifica in sostanza quanto comunicato in giornata dalla ministra dell’Innovazione Paola Pisano. In audizione alla Commissione Lavori pubblici del Senato aveva difatti fissato (in teleconferenza) le cinque condizioni fondamentali a cui la piattaforma deve attenersi:

1) che l’intero sistema integrato di contact tracing sia interamente gestito da uno o più soggetti pubblici e che il suo codice sia aperto e suscettibile di revisione da qualunque soggetto indipendente voglia studiarlo;

2) che i dati trattati ai fini dell’esercizio del sistema siano resi sufficientemente anonimi da impedire l’identificazione dell’interessato;

3) che la decisione di usare la soluzione tecnologica sia liberamente assunta dai singoli cittadini;

4) che raggiunta la finalità perseguita tutti i dati ovunque e in qualunque forma conservati, con l’eccezione di dati aggregati e pienamente anonimi a fini di ricerca o statistici, siano cancellati con conseguente garanzia assoluta per tutti i cittadini di ritrovarsi, dinanzi a soggetti pubblici e privati, nella medesima condizione nella quale si trovavano in epoca anteriore all’utilizzo della soluzione;

5) che la soluzione adottata – nelle sue componenti tecnologiche e non tecnologiche – possa essere considerata, almeno in una dimensione prognostica, effettivamente efficace sul piano epidemiologico.

app - il ministro Pisano
Ministra Paola Pisano (wikipedia)

Spiega Pisano che il codice sorgente di Immuni sarà rigorosamente open source (accessibile a tutti) e che non verrà raccolto alcun dato relativo alla geolocalizzazione (altra preoccupazione dei detrattori). La app registrerà solo codici randomici (generati cioè casualmente dal sistema) inviati in Bluetooth dalle sorgenti con cui si entra in contatto. Una rilevazione molto precisa ma rispettosa della privacy.

Immuni segnalerà dunque un contatto a rischio, ma non dove questo contatto è avvenuto, e – molto importante – al momento della prima configurazione non richiederà l’autorizzazione ad accedere alla rubrica (cosa comune per la maggioranza delle app simili) né il numero di telefono cui inviare un sms di conferma. Né – precisa categoricamente Pisanu – sarà mai generato alcun codice che consenta di risalire a identità e dati sensibili dell’utente.

app - persona in maschera con telefonino
Photo by Giu Vicente on Unsplash

Altra condizione posta dalla Ministra e confermata in nottata dal decreto riguarda il carattere interamente italiano di produzione e gestione. L’analisi del codice sorgente e la sua condivisione, l’amministrazione dei dati, la diffusione dell’applicazione negli store virtuali e la manutenzione tecnica ‘coinvolgerà società pubbliche interamente partecipate dallo Stato (PagoPA e Sogei)’ in collaborazione con lo stesso ministero dell’Innovazione.

Ok del governo all’app Immuni. 100% italiana, anonimato garantito ultima modifica: 2020-04-30T13:00:48+02:00 da Redazione

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