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“Olympus”, il Carnevale di Venezia dal mito al gioco

E non poteva essere altrimenti per il Carnevale di Venezia 2026. Quest’anno “viaggerà” a fianco dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina, compagnia ideale per questioni di vicinanza sia temporale che geografica. Ma anche perché, visto che il Carnevale negli ultimi anni si è ispirato in qualche modo a personaggi storici (Marco Polo, Casanova), niente di meglio dei miti della Grecia antica per offrire spunti ed elementi spettacolari alla grande manifestazione veneziana che quest’anno si svolgerà dal 31 gennaio al 17 febbraio. E che è stata inserita nel calendario ufficiale degli eventi culturali collegati ai Giochi. A cominciare dal tema, Olympus – Alle origini del gioco: che tiene in sé l’idea del monte Olimpo, casa degli dei cui erano dedicati gli antichi giochi olimpici, e la montagna che è quella dove si svolgeranno i moderni giochi olimpici. Ma anche il gioco, che di per se stesso ha avuto una sua parte nella storia e nelle tradizioni veneziane. E che ha un ruolo non da poco anche nell’idea del Carnevale.

Nel segno della tradizione: il Corteo Acqueo, il Taglio della Testa del Toro, le Marie

Sono proprio le tradizioni quelle che ancora una volta saranno in primo piano in questa edizione del Carnevale di Venezia, l’undicesima e ultima per il sindaco Luigi Brugnaro, ormai prossimo a lasciare la poltrona di Ca’Farsetti perché in finale di mandato. A cominciare dal Corteo Acqueo che aprirà le feste domenica primo febbraio con un centinaio di imbarcazioni a remi mascherate. Percorreranno il Canal Grande partendo da Punta della Dogana con arrivo al Ponte di Rialto e grande festa in Erbaria: tra musica, balli e piatti della tradizione. Torna, anche questo legato alla storia di Venezia, il Taglio della Testa del Toro, giovedì 12 febbraio sul palco di Piazza San Marco. Ricorda un fatto avvenuto nel 1162: la vittoria del Doge Vitale Michiel II sul patriarca di Aquileia e sui suoi 12 feudatari ribelli. Da allora, ogni anno il patriarca doveva inviare in dono a Venezia un toro con dodici maiali. Toro e maiali venivano scherniti in Piazza in un rituale che si chiudeva, appunto, con il Taglio della Testa del Toro.

Più gentile la Festa delle Marie, un must del Carnevale di Venezia. Anche qui si ricorda un fatto storico realmente accaduto nel 973. Quando, nella chiesa di San Pietro di Castello, dodici ragazze veneziane vennero rapite da un gruppo di pirati dalmati. Dopo un inseguimento organizzato dal Doge Pietro Candiano III, le fanciulle furono liberate e ricondotte a Venezia. Le dodici Marie selezionate quest’anno accompagneranno tanti eventi lungo tutto il periodo della manifestazione fino alla proclamazione della Maria del Carnevale 2026, lunedì 16 febbraio nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

Un racconto collettivo che intreccia storia, arte, gioco e sport

Due i cuori del Carnevale di Venezia 2026: il grande palco di Piazza San Marco e quello di Piazza Ferretto a Mestre, nell’ottica di un carnevale diffuso che da anni interessa tutto il territorio veneziano, terraferma e isole comprese. La prima serata, in Piazza San Marco, sarà di scena il Gran Ballo di Carnevale con Bridgerton. Un evento speciale realizzato in occasione del lancio della quarta stagione di Bridgerton su Netflix. I diciotto giorni di kermesse, anche quest’anno con la direzione artistica di Massimo Checchetto, vedranno il concorso per la maschera più bella, la commedia dell’arte con la compagnia Pantakin, spettacoli notturni negli spazi storici dell’Arsenale, Carnival Street con oltre 350 artisti di strada, sfilate di carri allegorici, il Dinner Show a Ca’ Vendramin Calergi, balli in maschera a palazzo e il Carnevale Internazionale della Biennale dedicato ai ragazzi. Ma anche un ricco Carnevale della Cultura che coinvolgerà tutti gli spazi culturali e i teatri cittadini proponendo musica, teatro, reading, performance, spettacoli per bambini.

Il manifesto e quel Giovedì Grasso del Settecento, “istantanea” di Gabriel Bella

All’insegna della storia e delle antiche tradizioni veneziane anche il manifesto di questa edizione. Si tratta della riproduzione di un olio su tela di Gabriel Bella (1779–1792), concesso dalla Fondazione Querini Stampalia che all’artista ha dedicato una mostra aperta fino al 12 aprile. “Fotografa” una Festa del Giovedì Grasso in Piazzetta San Marco. Correva la seconda metà del Settecento, e sul palcoscenico marciano Venezia festeggiava. Per continuare a festeggiare, il programma completo del Carnevale 2026 e tutti gli aggiornamenti sono disponibili su www.carnevale.venezia.it e sui canali social ufficiali della manifestazione.

(crediti foto: ufficio stampa Carnevale di Venezia)

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