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L’Italia è un paradiso naturale e culturale di ineguagliabile splendore, e vanta una storia ricca di eventi e vicende interessanti. Siamo sicuri, però, che la storia sia una sola? Riflettendoci bene, il Belpaese è un fantastico mosaico di accadimenti, i quali nel tempo hanno talvolta creato, talvolta distrutto. Ogni piccola o grande città conserva le tracce di tutto questo, e spesso è proprio conoscere tali testimonianze che ci rende consci del loro immenso valore. Oggi vi parliamo di Orvieto.

Orvieto, la città sulla rupe

L’Umbria, la patria della cioccolata più gustosa e delle infinite attrazioni turistiche e culturali, ospita la peculiare città di Orvieto. Questa sorge su una rupe di tufo, che affaccia sulla valle del fiume Paglia, affluente del Tevere. È uno dei comuni più vasti della penisola, e le sue origini sono davvero antiche. Risalgono infatti all’epoca degli Etruschi, quando questi si stabilirono all’interno delle grotte tufacee presenti sul monte su cui è ubicata la città. Il periodo più florido della circoscrizione si ebbe tra il VI e il IV secolo a.C., quando l’Impero Romano conquistò l’area designandola Urbs Vetus.

piazza della città di Orvieto con chiesa sullo sfondo
Scorcio suggestivo di Orvieto

Successivamente Orvieto cadde nelle mani dei Goti, dei Bizantini e dei Longobardi, e nel Medioevo si sviluppò in maniera esponenziale. Fu quindi, sin dall’inizio, caratterizzata da un notevole impulso sia economico che culturale. Vinse diverse battaglie contro alcuni comuni nel XII secolo, ampliando i propri domini e inglobando enormi terre (che oggi corrisponderebbero grosso modo alla Toscana e al Lazio). Da sempre ricca e potente, Orvieto affrontò anche periodi difficili, causati da lotte intestine tra le famiglie nobili della città. Nel 1354, il cardinale Albornoz riuscì a ristabilire l’ordine, riconfermando il potere indiscutibile della Chiesa. Diverso tempo dopo, nel 1449, Orvieto divenne parte dello Stato della Chiesa fino al 1860, con la nascita del Regno d’Italia.

L’arte di Orvieto: un patrimonio unico

L’attrazione più famosa della città umbra è di certo il Duomo. La sua maestosità e la perizia adottata nella sua realizzazione l’hanno resa una delle testimonianze architettoniche più importanti d’Italia. Venne costruito verso la fine del XIII secolo, mentre i lavori si conclusero intorno al XVI secolo. La parte che esercita maggiore impatto è sicuramente la facciata, la quale presenta un andamento armonioso e delicato, sebbene il concept architettonico sia di stampo gotico.

Il Duomo di Orvieto è una cattedrale dalla bellezza impreggiabile
Il meraviglioso Duomo di Orvieto, veduta della facciata

Non si conosce il genio che si cela dietro l’ideazione del progetto, però è certezza che dal 1310 la direzione dei lavori fu affidata a Lorenzo Maitani. Egli, col suo intervento, fu in grado di delineare in maniera decisiva l’aspetto dell’intero edificio. La magnificenza dell’esterno fa l’eco a quella dell’interno, dove sono custoditi affreschi a tema chiaramente religioso. Tuttavia, il prestigio di Orvieto non si arresta con il Duomo. Tra le strutture sacre non possono passare inosservate la chiesa di San Giovenale, del 1004, e quella di Sant’Andrea. Celebri sono poi la chiesa di San Francesco e la chiesa di San Domenico, la quale ospita il monumento funebre che Arnolfo di Cambio dedicò al Cardinal de Braye.

Attrazioni dove si respira storia? Ovunque in città!

Orvieto presenta una caratteristica speciale: è un museo a cielo aperto! Le attrazioni non si limitano alla spiritualità e alla grandiosità delle sue cattedrali, ma vanno ben oltre. Anche gli edifici pubblici, come palazzo Comunale e palazzo del Popolo, sono degni di nota. Parlando di palazzi storici, si difende egregiamente palazzo Faina, che ospita non solo la raccolta della famiglia, ma anche il Museo Civico. Vi è anche il teatro Comunale, tributo a Luigi Mancinelli, celebre direttore d’orchestra, compositore e violoncellista italiano. Per gli amanti dell’insolito, invece, c’è il pozzo di San Patrizio, frutto del genio di Antonio da Sangallo il Giovane.

Orvieto, dettaglio di Palazzo del Capitano del Popolo
Uno degli edifici civili della città di Orvieto, Palazzo del Capitano del Popolo

Questo perfetto esempio di funzionalità veniva infatti impiegato per permettere a tutta la città di avere un adeguato rifornimento di acqua. La sua profondità (62 metri) ha consentito, grazie alla presenza di due scale elicoidali indipendenti, di impedire l’incontro tra chi scendeva e chi saliva. Oggi è diventato anch’esso sede di un museo. Della medesima importanza è il pozzo della Cava, assorbito da un agglomerato di nove grotte. Queste sono rilevanti principalmente per gli innumerevoli ritrovamenti etruschi, rinascimentali e medievali che hanno preservato. Non manca poi la parte sotterranea della città, che consta di un’infinità di cavità artificiali, gallerie, cisterne, pozzi e cantine che oggi si possono visitare previa visita guidata.

Nutrire lo spirito, ma anche il corpo: l’arte culinaria di Orvieto

Orvieto non vive di solo pane, anzi! Il panorama enogastronomico della città è immenso, cominciando dal suo proverbiale vino. Non a caso Orvieto è la capitale delle CittàSlow, dove si perpetra il concetto dello Slow Food. Cosa significa? Beh, per dirlo in termini concreti: il cibo dev’essere un piacere, e bisogna riappropriarsi di questo piacere. Orvieto è il luogo perfetto per rallentare il nostro ritmo quotidiano, dove godere della buona cucina e della tranquillità che una vita frenetica spesso ci fa trascurare. E voi? Avete in progetto un bel week end ad Orvieto? La città non aspetta altro che coccolarvi un po’!

Marcella Calascibetta

Autore: Marcella Calascibetta

Scrivo dall’età di sedici anni, e (per fortuna) non ho mai smesso. Sono laureata con orgoglio alla Federico II di Napoli, città che amo e che mi diede i natali. Con mia grande gioia, ho avuto la possibilità di veder pubblicato il mio primo romanzo, dopo tanti anni che era rimasto segregato in un cassetto. Una frase che mi rispecchia? I sogni migliori si fanno da svegli!
Orvieto: una perla turistica nel cuore dell’Umbria ultima modifica: 2019-05-22T09:00:02+02:00 da Marcella Calascibetta

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