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Il calcio piange nuovamente uno dei suoi eroi più significativi. A pochi giorni dalla scomparsa di Diego Armando Maradona, ci ha lasciati anche Paolo Rossi. Il memorabile Pablito se n’è andato all’età di 64 anni a causa di un tumore ai polmoni che non gli ha lasciato scampo. Attaccante di Vicenza, Juventus e Milan, Rossi è entrato nel cuore degli italiani soprattutto per l’impresa del Mundial di Spagna del 1982, vinto proprio dalla squadra azzurra. Calciatore fenomenale dal gran cuore, dentro e fuori dal campo, l’addio di Paolo Rossi è stato un fulmine a ciel sereno per l’Italia intera, che nonostante gli anni e i cambi generazionali, non l’ha mai dimenticato.

paolo rossi

Paolo Rossi: storia di un grande amore per il pallone

Il rapporto tra Paolo Rossi e il calcio, come nelle più belle storie dei grandi campioni, è quello di amore a prima vista. Nato a Prato, classe 1956, il giovane Paolo comincia da giovanissimo a giocare nel Santa Lucia (frazione di Prato) e poi alla Cattolica Virtus di Firenze. A soli 16 anni indossò la maglia della Juventus, nelle giovanili. Nel 1974 passò poi in prima squadra, dove rimase per una sola stagione prima di passare al Como. La svolta nella carriera di Rossi avvenne nel 1976, quando passò al Vicenza (in serie B) e conobbe il tecnico Giovan Battista Fabbri, con cui strinse un forte legame. Rossi quell’anno porterà i biancorossi alla promozione nella stagione 1977 e l’anno successivo la squadra terminerà il campionato al secondo posto in classifica.

Nel 1978 Rossi giocherà il suo primo Mondiale, che quell’anno si disputava in Argentina. La stessa competizione vide anche il debutto del giovane Diego Armando Maradona. Lì Rossi si guadagnerà il soprannome di Pablito, che lo accompagnerà per tutta la vita. Nel 1980 Rossi, passato dal Vicenza al Perugia, fu colpito dallo scandalo Totonero (calcioscommesse), con l’accusa di aver truccato la partita Avellino-Perugia. Condannato a due anni di squalifica, venne riammesso in tempo per essere convocato dall’allora tecnico della nazionale Enzo Bearzot per i Mondiali dell’82 in Messico. Lì il mito divenne leggenda. Oltre ad alzare la Coppa del Mondo, Rossi sarà capocannoniere del mondiale e conquisterà anche il Pallone d’Oro. Dopo altri tre anni in bianconero, nel 1985 Paolo Rossi passerà dalla Juventus al Milan, dove giocherà per una stagione. L’anno successivo vestirà la maglia del Verona, prima di dare addio al calcio giocato nel 1986.

Pablito, il “carrasco do Brasil”

L’impresa di Rossi al Mundial del 1982 è legato ad una partita in particolare, ovvero Italia-Brasile disputata allo stadio Sarrìa di Barcellona il 5 luglio. L’Italia si impose proprio sul fortissimo Brasile grazie ad una tripletta di Rossi, che venne rinominato il “Carrasco do Brasil” (Boia del Brasile). Quell’episodio non è stato mai dimenticato dal popolo brasiliano, tanto da essere ripreso anche in un divertente spot pubblicitario per i Mondiali di Brasile 2014, in cui un barbiere fa la barba proprio a Paolo Rossi e quando legge il suo nome sulla carta di credito gli torna in mente la “Tragedia del Sarrìa”.

Lo stesso Rossi racconterà poi della partita nella sua autobiografia del 2020 “Ho fatto piangere il Brasile”.

Paolo Rossi: il cordoglio social

Sono stati tantissimi i messaggi social arrivati nelle ultime ore per ricordare Paolo Rossi. Tra questi, la Nazionale di calcio ha voluto ricordarlo su Twitter con la sua foto simbolo (con le braccia al cielo) e la frase “Ciao Pablito. Eroe nazionale”.

Anche il suo ex allenatore alla Juventus, Giovanni Trapattoni, ha voluto ricordarlo su Twitter con il significativo tweet “Ciao Paolo… I giocatori non dovrebbero andarsene prima degli allenatori”.

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte l’ha invece celebrato come simbolo di unità nazionale: “Nell’estate del 1982 con i suoi gol ha regalato un sogno a intere generazioni. È stato il simbolo di una Nazionale e di un’Italia, unita e tenace, capace di battere avversari di enorme caratura. Addio a Paolo Rossi, indimenticabile campione. L’Italia ti ricorderà con affetto”.

Paolo Rossi, il Pablito campione del mondo, che sapeva far emozionare anche le nuove generazioni che non hanno mai vissuto le sue prodezze, è solo l’ultima celebre vittima (anche se non legata al Covid-19) di questo 2020 che ha già causato troppe morti e troppa tristezza. La sua tenacia e la grinta e l’amore per il calcio sono stati d’esempio per molti giovani calciatori che proprio da lui hanno preso ispirazione. Come per Maradona, anche l’ultimo saluto a Paolo Rossi è arrivato molto presto e molti di noi non erano ancora preparati. Addio Pablito, stella del calcio che illuminerà le prossime notti azzurre.

Pablito: addio all’azzurro “che fece esultare l’Italia” ultima modifica: 2020-12-10T21:44:57+01:00 da Antonello Ciccarello

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