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Si chiama “Non gettarli a terra”, la campagna di comunicazione lanciata dalla Città Metropolitana di Milano per sensibilizzare i suoi cittadini al corretto smaltimento dei dispositivi di protezione individuale (mascherine e guanti per prevenire la diffusione del Coronavirus).

Milano - una mascherina chirurgica

Numerosi i comportamenti scorretti rilevati nelle ultime settimane. Un abbandono scriteriato dei dispositivi non biodegradabili lungo le strade del centro e in aree verdi della città. Un grave rischio sanitario, oltre che un danno ambientale alla città. Il problema dello smaltimento è serio per Milano (che conta 1 milione e 400 mila abitanti). L’invito dell’amministrazione è di eliminare correttamente mascherine e guanti usati nel rifiuto indifferenziato, ognuno a casa propria. Per un corretto smaltimento si inviata caldamente a usare due sacchetti, uno dentro l’altro.

La campagna “Non gettarli a terra” è stata diffusa nel capoluogo lombardo con materiale cartaceo e su web. Coinvolgerà con particolare attenzione i supermercati affinché, non solo i clienti, ma anche i dipendenti possano smaltire mascherine e guanti usati in maniera corretta.

Un altro problema che Milano si prepara ad affrontare durante la Fase Due è quello del mantenimento delle distanze a bordo dei mezzi di trasporto pubblico. Affollatissimi, di norma. Potrebbero essere vietati alcuni accessi alla metropolitana, e tramite adesivi appositi e molti dei posti a sedere saranno resi indisponibili. Per evitare il ritorno in massa alle automobile (con danno notevolissimo per una delle città più inquinate d’Europa) si intende sollecitare l’utilizzo di biciclette e mezzi ecologici. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli ha annunciato che il Governo è al lavoro per offrire incentivi fino a 200 euro per l’acquisto di biciclette, monopattini e mezzi di mobilità alternativa.

Molte città dovranno potenziare le piste ciclabili perché i cittadini possano circolare in sicurezza. E Milano è si già attivata.

In questi giorni su Facebook, l’assessore alla Mobilità Marco Granelli ha condiviso il progetto “Strade aperte” che entro l’inizio dell’estate sarà realtà. Un piano che prevede la realizzazione di piste ciclabili in sola segnaletica. La prima a essere completata sarà la tratta San Babila – Corso Venezia – Buenos Aires, i cui lavori sono stati inaugurati mercoledì 29 aprile. Un nuovo tratto percorrerà viale Legioni Romane – Via Berna – Via Zurigo. Si prevede anche il collegamento Isola – Monumentale – Cenisio e un altro da Amendola a Buonarroti. In viale Zara, Testi, Certosa e Cermenate verranno invece create “zone 30” per rendere la circolazione alternativa meno rischiosa. 

Milano - una pista ciclabile

Strade aperte” prevede anche l’ampliamento dei percorsi pedonali e l’allargamento dei marciapiedi. Pedonalizzazioni temporanee diffuse nei quartiero aumenteranno l’offerta per il gioco e l’attività fisica dei bambini. Saranno ampliate infine anche le aree di carreggiata dov’è possibile per bar e ristoranti (oggi in tremenda difficoltà) posare tavoli e sedute rimediando quanto possibile alle chiusure interne disciplinate dalle nuove norme di distanziamento.

Proteggerci condannerà l’ambiente? La risposta di Milano ultima modifica: 2020-05-05T09:00:00+02:00 da Mariangela Cutrone

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