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In un momento così particolare, insicuro, in cui è vitale pensare al dopo in modo incoraggiante, chiediamo tre consigli a chi secondo noi ha titoli per offrirne.

Francesca Sanzo è una scrittrice, autrice tra gli altri di 102 chili sull’anima, A due passi dalla meta, Tu sei la tua storia. Ha quarantasette anni e vive a Bologna in un piccolo appartamento che ha creato su misura per sé all’interno del quale, nel suo “angolo giallo”, tiene corsi di scrittura autobiografica. Il mestiere di Francesca è questo: aiutare persone e aziende a raccontarsi con efficacia. Ma non lo fa con slide e presentazioni fredde, no. Lo fa attorno a un tavolo insieme a dieci partecipanti, nel corso di incontri dove calore, sguardo e contatto sono fonte viva di lezione. Parlare di sé è importante, sia per una persona, sia per un brand. Raccontare la propria storia, le proprie esperienze e ciò che da esse si è colto, aiuta chi scrive ma anche il lettore che in quello scritto dovrà potersi ritrovare. Perché i racconti sono abitati da messaggi, sogni, ispirazioni. Si può trovare la forza di cambiare, di superare un ostacolo, una sfida. Questo è ciò in cui crede Francesca, ciò che le fa amare il proprio lavoro, del quale parla con uno scintillio negli occhi.

Francesca Sanzo mentre parla del suo libro

E quella che stiamo vivendo oggi secondo Francesca è una situazione ad alto potenziale narrativo. “Siamo tutti immersi in una grande sfida che ci sta mettendo davanti ai nostri fantasmi, alle nostre debolezze. E spetta a noi trarre insegnamento da tutto ciò cercando di prenderne il meglio, cercando di guardare al domani mettendo in gioco tutte le nostre abilità, la voglia e la fatica di imparare nuove cose, di reinventarci. Perché può capitarci qualsiasi cosa; l’unica libertà che abbiamo è quella di scegliere come affrontarla”. In questo periodo naturalmente non le è dato tenere i corsi come li ha pensati. Ma lei, tutt’altro che estranea ai concetti di resistenza e resilienza, non ha voluto rinunciarci: li ha trasformati. Ogni venerdì eccola ancora con i suoi corsisti, su Skype, un bicchiere di vino in mano, ore insieme a leggere racconti. Un modo per non annichilirsi, per non lasciare al vento ciò che con sacrificio ha costruito. In attesa di tornare insieme, al tavolo, ai suoi corsi relazionali, nel suo angolo giallo. E nell’attesa, anche un modo di trovare la giusta ricetta – mescolando capacità di adattamento e stimolo a reagire – per ripartire, per rinascere.

Copertina libro 102 chili sull'anima di Francesca Sanzo

Ripartenze e rinascite

Di ripartenze e rinascite, infatti, parla la sua storia, raccontata con delicatezza in 102 chili sull’anima – che quest’anno avrà nuova vita con l’aggiunta di un capitolo. Di rinascere sotto altra forma, di ripartire più leggeri. È la storia di una ragazza obesa e bulimica, “con 102 chili sull’anima e sui fianchi”, come dice col sorriso, che decide di cambiare, di vivere una “muta”. Ma affrontare sfide del genere non è facile né immediato. Per cominciare c’è bisogno di presupposti fondamentali: smetterla di sgridarsi, di trattarsi male, di vedersi brutta, di credere di non essere abbastanza. Imparare ad amarsi, accettarsi, perdonarsi. Solo dopo aver metabolizzato tutto questo Francesca ha potuto cominciare il lungo percorso che in un anno l’ha portata a perdere quaranta chili. E a rinascere, a ripartire, a imparare di nuovo camminare e poi correre, a vivere un nuovo rapporto, più sano, con il cibo. Ma nessun cambiamento avviene senza dolore, “nessun cambiamento avviene senza rivoluzioni interiori, senza uno sforzo, nessun cambiamento avviene senza applicare un po’ di disciplina, senza dover riconfigurare la propria geografia sentimentale, cioè capire come vogliamo vivere le nostre relazioni, come vogliamo vivere il nostro rapporto con noi stessi e con gli altri, capire cos’è per noi l’autenticità”.

primo piano di Francesca Sanzo

L’esperienza di vita di Francesca, la sua storia, la rende per noi l’interlocutrice ideale perché, alla ricerca di consigli da offrire ai lettori su come rivolgersi con coraggio al domani, la sua voce ci pare tanto gentile quanto autorevole. Qualcosa di prezioso di questi tempi, da custodire.

I tre consigli di Francesca su come guardare a domani

Primo: Ascoltare. Ascoltare tanto, entrare in empatia con le persone.

Secondo: Riconoscere il nostro ruolo sociale: ognuno di noi, anche quando lavora, anche quando fa qualcosa che è solo apparentemente funzionale, in realtà ha un ruolo sociale molto importante.

Terzo, fondamentale: Non pensare mai che dopo sarà una guerra. Ci hanno raccontato che adesso siamo in guerra ma probabilmente, economicamente, dopo ci si sentirà in guerra. Ecco, pensiamo sempre che dopo saremo tutti persone che avranno voglia di ricompattarsi intorno a una nuova identità, che nessuno di noi ancora sa quale sarà, perché dovremmo prima elaborare il trauma collettivo. Tutti avremo una sorta di frustrazione, ma quelli che emergeranno saranno quelli che sapranno raccontare e interpretare la speranza.

Raccontate la speranza. Tre consigli per ricominciare di Francesca Sanzo ultima modifica: 2020-05-02T17:00:00+02:00 da Serena Villella

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