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Fase 2 anche per riaprire le chiese e assistere alle messe? Pare di sì, dal 18 maggio. Almeno stando ai recenti accordi tra la Chiesa, nella sua massima rappresentanza dei vescovi italiani, la Cei, e il Governo. Ma è davvero così? O in un’Italia in cui ogni regione pare avere piena autonomia, tra decreti e ordinanze ci sono parecchie fughe in avanti? In questi giorni, infatti, la Conferenza episcopale italiana ha accolto con favore il dialogo su questo tema con il Consiglio dei ministri. Fra pochi giorni le chiese verranno riaperte ai fedeli e si potrà assistere alla messa. Ma ci sono zone dell’Italia dove si va oltre. Ed è ciò che sta accadendo in Sardegna. Proviamo a raccontarvi le diverse posizioni che si stanno registrando nella nostra penisola.

Photo by Annie Theby on Unsplash

La messa: i credenti aspettano con trepidazione

In questi mesi ogni città ha cercato di organizzarsi. Numerose le parrocchie che si sono misurate con la modernità. Tantissimi i video postati sui social con i sacerdoti, alcuni anche meno giovani, che hanno celebrato la messa in diretta web. Dalla Quaresima ai riti della Pasqua, non solo seguiti in tv, ma anche sui social. Questo perché l’Italia è comunque un paese di cattolici, credenti e praticanti.

In molti, con il lockdown imposto anche alle chiese, si sono sentiti “derubati” di qualcosa che gli apparteneva. Tante le proteste. Poi chissà se siano vere o solo dei pretesti per lamentarsi, dato che in periodi di normalità, le chiese non sono poi così piene di fedeli. Sta il fatto che in un periodo di prova come quello che stiamo vivendo la preghiera è l’unico mezzo, per molti, per trovare speranza. A mancare soprattutto la celebrazione dei funerali. Troppi morti senza l’ultimo saluto di familiari e conoscenti. E forse questo è il lato più triste di tutta questa situazione.

Una chiesa vuota di fedeli senza messa
La chiesa luogo di culto

Fase 2 e ripartenza anche con la messa in chiesa

Così anche tra chiesa e governo c’è stato il primo scontro. Dopo le misure dell’ultimo decreto annunciate dal presidente del Consiglio in molti hanno protestato. E nonostante l’invito all’obbedienza da parte del Papa, alcuni hanno addirittura avviato un confronto velenoso con le istituzioni – che sembrerebbe in effetti aver prodotto qualche risultato. “Esprimo la soddisfazione mia, dei vescovi e, più in generale, della comunità ecclesiale – afferma il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Gualtiero Bassetti – per essere arrivati a condividere le linee di un accordo”.

 i sacerdoti portano l'incenso
I sacerdoti durante le celebrazioni

Una sorta di Protocollo di massima concordato insieme al governo. Dove vengono definite innanzitutto le modalità delle celebrazioni delle esequie. “Come Chiesa – rileva Bassetti – abbiamo condiviso, certo con sofferenza, le limitazioni imposte a tutela della salute di tutti, senza alcuna volontà di cercare strappi o scorciatoie, né di appoggiare la fuga in avanti di alcuno. Ribadisco l’importanza che non si abbassi la guardia ma, come abbiamo ripetuto in questi mesi, si accolgano le misure sanitarie nell’orizzonte del rispetto della salute di tutti, come pure le indicazioni dei tempi necessari per tutelarla a meglio”.

Cosa sta accadendo in Sardegna

Invito all’obbedienza e all’attesa, quindi. Ma nel frattempo in Sardegna si è andati oltre. Il presidente della Regione Christian Solinas ha dato parere positivo all’apertura delle chiese. Solinas differenzia tra “cerimonia” e “funzione religiosa”. La prima resta vietata perché potrebbero crearsi assembramenti. La seconda, non essendo stata esplicitamente proibita dal governo, sarebbe possibile. Ovviamente rispettando le disposizioni di sicurezza per prevenire il contagio. “In armonia con il Dpcm – ha sottolineato Solinas – abbiamo sospeso le cerimonie civili e religiose a eccezione di quelle funebri con esclusiva partecipazione dei congiunti. Preso atto, però, che a livello centrale il governo ha vietato le cerimonie ma non le funzioni religiose, autorizziamo nel territorio regionale lo svolgimento delle funzioni eucaristiche ordinarie”.

Uomo in preghiera a messa
La chiesa luogo di preghiera per i credenti

Quindi messe ordinarie con obbligo di distanziamento tra fedeli, divieti di assembramento e contatto diretto, obbligo di mascherine. Ma i primi a non gradire questa ordinanza sono stati proprio i vescovi sardi. Avrebbero preferito un coinvolgimento: essere consultati prima su decisioni che “competono – dicono – unicamente all’autorità ecclesiastica”.

Staremo quindi a vedere. Intanto con la riapertura dei cimiteri, molte amministrazioni si sono attrezzate: esequie si, ma all’aperto, con la presenza di non più di quindici persone. Questo accade ad esempio in Sicilia. Nel resto delle dicesi d’Italia attendiamo che sia trasmesso e dato corso a quanto messo oggi per iscritto da Cei e Governo. Burocrazia insomma che forse, dopotutto, è la vera religione italiana.

L’Italia torna a messa ultima modifica: 2020-05-07T13:00:00+02:00 da Federica Puglisi

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